RSA, l'algoritmo del 20esimo secolo

Il DaVinci Institute inserisce il primo algoritmo RSA tra le 10 invenzioni che hanno avuto una importanza centrale nello sviluppo economico del secolo scorso. Come le smart card


Milano – Sono 10, secondo il prestigioso DaVinci Institute – think tank nato negli USA cui partecipano oltre 150 scienziati, ricercatori e futurologi – le invenzioni del Ventesimo Secolo che hanno giocato un ruolo chiave nella circolazione del denaro e nello sviluppo dell’economia mondiale. Tra queste, l’algoritmo di crittografia RSA, così chiamato dalle iniziali dei cognomi dei tre ricercatori del Massachusetts Institute of Technology – Ronald Rivest, Adi Shamir e Leonard Adleman – che lo misero a punto tra il 1976 e il 1977.

I tre avrebbero poi fondato, agli inizi degli anni ottanta, RSA Security , oggi uno dei primi attori nel mercato mondiale della sicurezza informatica, specializzata nello sviluppo di tecnologie per la sicurezza dell’e-commerce e dell’e-business.

Brevettato dal MIT nel 1983 e quindi concesso in licenza a RSA Security, l’algoritmo RSA si basa sulla possibilità di creare dei codici a chiave asimmetrica utilizzando particolari proprietà formali dei numeri primi.

Le motivazioni che hanno portato gli esperti del DaVinci Institute a inserirlo tra le invenzioni del secolo sono legate all’importanza che questa tecnologia, che permette la codifica e la decodifica delle informazioni, ha assunto negli ultimi anni di pari passo con l’affermazione di Internet. La crittografia consente infatti lo scambio sicuro di informazioni riservate attraverso reti pubbliche e dunque favorisce lo sviluppo dell’e-business.

Nella “top ten” delle invenzioni si trovano:
– i registratori di cassa elettronici
– la moneta elettronica
– i furgoni blindati portavalori
– le agenzie che forniscono informazioni di carattere finanziario sulle imprese
– il bancomat
– le carte di credito
– i codici a barre
– le smart card
– i fogli elettronici.

Le motivazioni delle scelte degli esperti dell’Institute sono disponibili a questo indirizzo: http://www.futureofmoneysummit.com/top-10-inventions.php .

La ricerca completa del DaVinci Institute verrà presentata nel corso del “Future of Money Summit” che si terrà a Denver, in Colorado, dal 27 al 29 ottobre prossimi.

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  • Anonimo scrive:
    domanda maligna
    vediamo.... dunque DRM crittografia...e... networking?simpatico ...Qualcuno mi spieghi come trasmetto da un device ad un altro un content se non viene decifrato e (solo dopo essere stato messo in chiaro e d eventualmente SOLO DOPO ricifrato, sempre che la trasmissione device to device sia cifrata!)!E sempre questo qualcuno mi dica (se la trasmissione device to device non e' invece prevista) in quale logica non dovrei poter vedere un content regolarmennte acquistato sia sul device a che sul device b.Se questo innoltre non fosse possibile perche' dovrei usare i prodotti intel descritti invece dei "comuni" prodotti stand-alone gia' disponibili? dove sta il progresso (da un punto di vista utente)?.....Grazie......Ma le domande ...nessuno se le fa mai?? ;-)
    • Anonimo scrive:
      Re: domanda maligna
      - Scritto da: Anonimo
      vediamo.... dunque DRM crittografia...
      e... networking?
      simpatico ...
      Qualcuno mi spieghi come trasmetto da un
      device ad un altro un content se non viene
      decifrato e (solo dopo essere stato messo in
      chiaro e d eventualmente SOLO DOPO
      ricifrato, sempre che la trasmissione device
      to device sia cifrata!)!Il device 'a' ha una chiave pubblica e una privata (google per crittografia asimmetrica). Il device 'b' pure. Il device 'a' contiene i dati ma questi sono illegibili esternamente a meno di distruggere il device stesso. Il device 'a' critta i dati con la chiave pubblica di b, e li invia sul canale, tu puoi leggerli ma non capire quello che c'è scritto. Il device 'b' decifra i dati con la sua chiave privata.Funziona anche con la chiave simmetrica ma i dispositivi devono avere una chiave comune.
      E sempre questo qualcuno mi dica (se la
      trasmissione device to device non e' invece
      prevista) in quale logica non dovrei poter
      vedere un content regolarmennte acquistato
      sia sul device a che sul device b.
      Se questo innoltre non fosse possibile
      perche' dovrei usare i prodotti intel
      descritti invece dei "comuni" prodotti
      stand-alone gia' disponibili?
      dove sta il progresso (da un punto di vista
      utente)?.....Nel fatto che invece di piratare sei costretto a pagare... vedremo quanto interesserà questa importante "innovazione" ;)
      Grazie......
      Ma le domande ...nessuno se le fa mai?? ;-)Si, ma in questo caso avevamo già trovato le risposte... da una quarantina d'anni circa (vedi notizia su RSA in prima pagina di PI).
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