RSA: un colabrodo le reti wireless

Condotta per le strade di Londra, una ricerca di RSA mostra come ad un vero e proprio boom nella diffusione delle reti wireless non è seguita una crescita nel livello di sicurezza. Ancora troppe, a quanto pare, le reti craccabili


Milano – “Nonostante l?ampio dibattito in atto sulla sicurezza delle reti wireless, le aziende sembrano non aver ancora recepito appieno le misure necessarie a proteggere le proprie moderne reti senza fili dagli attacchi dei cracker”.

Ad affermarlo è RSA Security che, nella seconda edizione della ricerca ?Wireless Security?, punta nuovamente il dito sull’insicurezza cronica che sembra affliggere il mondo delle WLAN.

?RSA Security ha commissionato questa ricerca per aumentare la consapevolezza nei confronti della gravità di questo problema?, ha spiegato Phil Cracknell, autore del rapporto commissionato da RSA alla scoietà di ricerche Z/Yen. ?Nel condurre l?indagine, i ricercatori Z/Yen hanno agito nel pieno rispetto della legge, limitandosi a dimostrare di poter arrivare ad accedere ai dati, ma senza mai effettivamente farlo. I cracker, al contrario, potrebbero facilmente utilizzare i punti di accesso delle reti wireless per crimini informatici e per lanciare attacchi ad aziende diverse nel completo anonimato?.

Nella ricerca viene evidenziato come il numero di reti wireless installate nella città di Londra sia cresciuto, durante lo scorso anno, del 300%: una crescita che, da quanto emerge dall’indagine, non è però stata accompagnata da un aumento della consapovelezza, da parte delle aziende, dei rischi derivanti dal far viaggiare i loro dati attraverso l’etere.

Il panorama dipinto da RSA non sembra incoraggiante: da un lato la sicurezza delle reti wireless resta troppo debole, dall’altro aumentano le tipologie di rischio per le aziende. I computer portatili collegati in modalità wireless alla rete aziendale sono, secondo la ricerca, i più esposti alla fuga di dati non criptati.

Il rapporto di Z/Yen ha evidenziato come i più comuni problemi di sicurezza che colpiscono le WLAN aziendali sono sostanzialmente quattro: inefficace cifratura dei dati che vengono trasmessi attraverso le reti wireless, così che i cracker possono accedere facilmente ai segreti aziendali; inaccurata configurazione delle reti, di cui spesso vengono conservate le impostazioni e informazioni di default – quali nome della società, sede e altre importanti informazioni tecniche – che permettono ai cracker di attaccare una rete criptata; scarsa protezione dei punti d’accesso alle WLAN, permettendo in questo modo ai cracker di creare punti di accesso illeciti per catturare le informazioni della società; scarsa protezione dei dati residenti sui computer portatili, consentendo così ai cracker la penetrazione di drive locali e dati aziendali.

RSA sostiene che per mezzo di un semplice scanner portatile i ricercatori di Z/Yen sono stati in grado di vedere informazioni residenti sulle reti wireless delle aziende semplicemente guidando per le strade di Londra: quello che in gergo viene chiamato ” wardriving “, attività come l’andare a zonzo per le città dotati di portatile e di tutto ciò che serve per la decodifica delle varie trasmissioni wireless che solcano l’etere.

Seguendo la stessa procedura e percorrendo le stesse strade dell?anno precedente, la ricerca ha dimostrato che il 63% delle reti analizzate utilizzava la configurazione di default, che consente di identificare chiaramente la società cui appartengono i dati e da dove essi provengono. L?indagine condotta l?anno precedente aveva dimostrato che il 67% delle aziende londinesi dotate di reti wireless era teoricamente esposto al crimine informatico.

“La tecnologia più recente – spiega RSA – permette di scoprire esattamente quanti punti di accesso alla rete wireless e quanti portatili wireless possiede una determinata società e la ricerca ha dimostrato che se molte aziende stanno cominciando perlomeno a criptare i dati aziendali proteggendo le reti wireless con l?utilizzo di VPN (reti private virtuali), il problema, tuttavia, si è spostato in altre aree”.

?I responsabili delle aziende devono essere consapevoli che anche se hanno già compiuto investimenti atti a proteggere i loro sistemi dagli attacchi degli hacker, l?implementazione di reti wireless potrebbe vanificarli ed è quindi necessario studiare l?installazione di tecnologie adatte alla nuova realtà della comunicazione senza fili?, ha commentato Tim Pickard, direttore marketing strategico di RSA Security.

Lo scorso anno una ricerca analoga aveva messo in evidenza come anche a Milano un consistente numero di reti wireless fosse insicuro e potenzialmente bucabile.

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  • Anonimo scrive:
    TRA 2 ANNI A 400...
    SIAMO ALLE SOLITE CALIMERI......
  • Anonimo scrive:
    A me basterebbe...
    ...trovare il DRU500A.Avete qualche dritta su dove trovarlo??Utonto.
    • Anonimo scrive:
      Re: A me basterebbe...
      http://www.digitaltime.info/cart/customer/product.php?productid=16283&cat=249&page=1questo però è il DRU-500AX, ne hanno due soli in magazzino. il prezzo non è dei migliori (385 euro+iva) considerando che il DRU-500A molto probabilmente si può upgradare con il cambio del firmware
  • Anonimo scrive:
    Forza su, ancora uno sforzo....
    Tutto sommato per quanto mi riguarda l'unica applicazione consumer di mio interesse consiste nel poter videoregistrare al volo su DVD riscrivibili i programmi televisivi. Il tutto ad un costo equivalente a quello degli attuali VHS a 6 testine.Questo è l'obiettivo che vedo più interessante per un uso di massa, rimpiazzare una volta per sempre a costi accessibili quel dinosauro chiamato VHS.Tutto il resto è roba di nicchia, per addetti ai lavori. Ancora uno sforzo e ci siamo, bluray promette bene...Tamerlano
  • Anonimo scrive:
    notare masterizzatore + decoder
    curioso per una casa contro la pirateria no?
  • Anonimo scrive:
    E allora preparatevi...
    Quando sarà disponibile in Italia, lanceremo la masterizzazione di blu-ray in remoto, con spedizione a casa del disco masterizzato.I vostri backup non avranno più problemi!Lo staff di blu-ray.it
  • Anonimo scrive:
    Colpo alla nuca
    i brigatisti.
  • Anonimo scrive:
    Ma non sarebbe meglio...
    ...prima di produrre masterizzatori per DVD blu ray, produrre invece masterizzatori per DVD-18 (17 GB, doppio strato, doppia faccia) e non solo per gli attuali DVD-5 (4.7 GB, singolo strato, singola faccia) ?
    • avvelenato scrive:
      forse non possono...
      credo che non siano tecnicamente realizzabili.. al massimo riescono a fare i dvd registrabili a doppia faccia...avvelenato che spera che qualcuno lo smentisca a breve.
      • Anonimo scrive:
        Re: forse non possono...
        Ti smentisco :-)No, non proprio... :-)Tecnicamente si producono:ho il dvd di casomai che ha quasi 8 giga, ed è su singolo lato,quindi ha il doppio strato (eppure l'ho pagato 24 euro come i dvd singolo strato... i misteri delle mayor).Tecnicamente è realizzabile, ma rimane una cosa di nicchia, forse a causa dell'enorme costo in più che una tecnologia simile,applicata al segmento consumer, comporterebbe.Cioè magari un masterizzatore doppio strato costerebbe 600 Euro contro i 300 di un masterizzatore dvd; e ne venderebbero 1000 pezzi in un anno,contro i 10000 di quelli a 300E (singolo strato).Non sono grossi guadagni,così non li produconops: sei un futuro nostro cliente; guarda qui http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=328281Lo staff di blu-ray.it
        • The Raptus scrive:
          tI SMENTISCO IO ...
          ..Quello che hai comprato è un disco STAMPATO, non msterizzato! Mica comprano dvd-rom poi li masterizzano!La meccanica per creare un dvd-rom a dopio strato sarebbero ben più complesse (dovrebe essere - ma vado a memoria - un sistema di lenti per focalizzare il raggio sul secondo layer ...
          • Anonimo scrive:
            Re: tI SMENTISCO IO ...
            si, ma anche i dischi devono essere costruiti diversamente: ho tra le mani un dvd+r e c'è solo uno strato registrabile... gli altri sono per la protezione, migliorare la resistenza del disco, per poterci scrivere (anche quello è uno strato di materiale chimico), ecc...Il fondatore di blu-ray.it
          • Anonimo scrive:
            Re: tI SMENTISCO IO ...
            - Scritto da: The Raptus
            ..Quello che hai comprato è un disco
            STAMPATO, non msterizzato! Qualcuno mi sa spiegare la differenza tra un cd/dvd stampato e uno masterizzato?La tecnica di incisione del disco è differente?
          • Anonimo scrive:
            Re: tI SMENTISCO IO ...

            Qualcuno mi sa spiegare la differenza tra un
            cd/dvd stampato e uno masterizzato?
            La tecnica di incisione del disco è
            differente?Allora, il CD/DVD nella parte leggibile dai lettori ha una spirale che si svolge per tutta la superficie, che comincia dall'interno e va verso l'esterno. Lungo questa spirale sono incisi i land e i pit, ovvero gli strati riflettenti che fanno capire al lettore se quel determinato punto è uno 0 o un 1.I dischi masterizzati contengono uno strato di un materiale organico, detto "dye" (ce ne sono di diversi tipi e qualità). Col calore del laser del masterizzatore, questo dye viene fatto cristallizzare (in pratica viene "cotto") in modo da modificarlo fisicamente, a seconda della necessità, in un land o un pit.I dischi stampati invece si ottengono versando il materiale riflettente (quello che noi vediamo argentato) in un master (detto anche glass disc) che riporta "in negativo" la struttura fisica della spirale. Una volta solidificato nel modo giusto, gli si applica il materiale in carbonato protettivo e il gioco è fatto!Spero di essere stato abbastanza chiaro! :)CiaoVanHelsing
          • Anonimo scrive:
            Re: tI SMENTISCO IO ...
            - Scritto da: Anonimo

            Qualcuno mi sa spiegare la differenza tra un

            cd/dvd stampato e uno masterizzato?

            La tecnica di incisione del disco è

            differente?

            Allora, il CD/DVD nella parte leggibile dai
            lettori ha una spirale che si svolge per
            tutta la superficie, che comincia
            dall'interno e va verso l'esterno. Lungo
            questa spirale sono incisi i land e i pit,
            ovvero gli strati riflettenti che fanno
            capire al lettore se quel determinato punto
            è uno 0 o un 1.
            I dischi masterizzati contengono uno strato
            di un materiale organico, detto "dye" (ce ne
            sono di diversi tipi e qualità). Col calore
            del laser del masterizzatore, questo dye
            viene fatto cristallizzare (in pratica viene
            "cotto") in modo da modificarlo fisicamente,
            a seconda della necessità, in un land o un
            pit.
            I dischi stampati invece si ottengono
            versando il materiale riflettente (quello
            che noi vediamo argentato) in un master
            (detto anche glass disc) che riporta "in
            negativo" la struttura fisica della spirale.
            Una volta solidificato nel modo giusto, gli
            si applica il materiale in carbonato
            protettivo e il gioco è fatto!

            Spero di essere stato abbastanza chiaro! :)Chiarissimo grazie!In pratica il cd/dvd stampato è uno "stampo" appunto dove la forma su cui viene fatto colare il materiale riflettente allo stato liquido è il negativo del disco da realizzare un po' come le formine di sabbia sulla spiaggia :-)Io invece credevo che anche a livello industriale il cd venisse creato facendoci passare sopra un laser che incideva la superficie del solco così come avviene nei masterizzatori.A buon rendere.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma non sarebbe meglio...
      - Scritto da: Anonimo
      ...prima di produrre masterizzatori per DVD
      blu ray, produrre invece masterizzatori per
      DVD-18 (17 GB, doppio strato, doppia faccia)
      e non solo per gli attuali DVD-5 (4.7 GB,
      singolo strato, singola faccia) ?I doppio strato sono difficilotti da produrre anche industrialmente, da masterizzare ancor di più.I doppia faccia sono un po' delicati da maneggiare e scomodi da utilizzare.Hanno avuto entrambi successo quasi zero.Il bluray ha più senso...ciao.
  • Cesco scrive:
    Era ORAAA!!
    Io non ho comprato il masterizzatore dvd da 4,7 giga... proprio perchè mi sembra anacronistico dotarsi di una attrezzatura già vecchia in partenza... secondo me fra poco anche altri produrranno qualcosa di simile.. e i prezzi si livelleranno verso il basso molto in breve... anche perchè vorrei sapere chi comprerebbe un masterizzatore dvd sapendo che nel giro di poco tempo sarà considerato obsoleto... in fondo non costa poco neanche quello da 4,7 Gb.. rispetto al masterizzatore cd...Spero che questa tecnologia avanzi in fretta...
    • Anonimo scrive:
      Re: Era ORAAA!!
      secondo me hai detto una stronz.....se compro il masterizzatore dvd è perchè devo archiviare i miei dati o fare backup,e non perchè "fa figo"quindi, solito discorso...se mi prendo il p4 4000gigaherz è perchè mi serve a lavorare, non xchè è il piu bello e il piu furbo
  • Anonimo scrive:
    E che te ne fai...
    nell'era di Palladium-anche-nella-tazza-del-cesso?
    • Anonimo scrive:
      Re: E che te ne fai...
      palladium?ti comperesti un pc che non suona gli mp3? non ti fa vedere i tuoi video? non ti fa girare i tuoi programmi (magari quella fatti da te per diletto)? bhe credo che grazie al diritto di recesso riporto tutto indietro dicendo : non funziona!!!e mi faccio una bella sparc o un apple!! e con il masterizzatore blue ray mi faccio un bel backup ha ha ha!! :-)Ciao!
      • Anonimo scrive:
        Re: E che te ne fai...
        - Scritto da: Anonimo
        palladium?
        ti comperesti un pc che non suona gli mp3?
        non ti fa vedere i tuoi video? non ti fa
        girare i tuoi programmi (magari quella fatti
        da te per diletto)? bhe credo che grazie al
        diritto di recesso riporto tutto indietro
        dicendo : non funziona!!!
        e mi faccio una bella sparc o un apple!!


        e con il masterizzatore blue ray mi faccio
        un bel backup ha ha ha!! :-)

        Ciao!Si bello, fatti il becàp... poi voglio vedere con cosa lo rileggi... Ma ti faccio un esempio: lo streaming radio/tv: con programmi e film che NON SI LASCIANO REGISTRARE, cosa te ne fai di un videoregistratore? stesso dicasi per il software: se quello che si lascia masterizzare non gira, e quello che gira non si lascia masterizzare, che accipicchia te ne fai di un dvd-writer?
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