Ruby on Rails, aggiornamenti con bug

Gli sviluppatori del framework web eccedono in velocità e rilasciano tre versioni successive del codice in versione stabile. Con le ultime due a correggere bug introdotti in quelle precedenti

Roma – A lavorare troppo in fretta si commettono sempre errori, e tale regola aurea vale anche in ambito di sviluppo web. Ne sanno qualcosa i partecipanti alla community di Ruby on Rails , il framework basato sul linguaggio di programmazione omonimo distribuito sotto licenza open source MIT che hanno recentemente dovuto fronteggiare una gragnola di release : il cui unico scopo è stato mettere pezze ai bug introdotti in precedenza, che a loro volta avrebbero dovuto rappresentare la soluzione a problemi causati dall’aggiornamento precedente.

La gragnola bug-fix-bug-fix è cominciata con la distribuzione di RoR versione 2.3.6 , versione stabile del framework pensata per anticipare caratteristiche specifiche di Rails 3 attualmente in fase di preview. La release ha però introdotto alcuni bug nel modulo di prevenzione delle vulnerabilità Cross-Site-Scripting (“rails_xss”), ragion per cui è stato necessario provvedere alla distribuzione di una versione 2.3.7 emendata dal problema subito dopo.

Ma la nuova release è stata evidentemente preparata troppo precipitosamente , perché il fix pensato per risolvere il bug sul modulo XSS introdotto con la versione 2.3.6 si è rivelato essere peggiore del male: la release 2.3.7 forzava tutti gli utenti RoR a utilizzare il plugin rails_xss a dispetto delle intenzioni iniziali.

“Mi sono trovato davanti a una reazione da crollo-del-cielo a un bug della versione 2.3 che coinvolgeva un gruppo di utenti e ho risposto con un fix che ha esposto una nuova falla a quasi tutti gli utenti, nonostante il testing e il sanity checking” ha commentato Jeremy Kemper, uno dei core developers del progetto RoR, annunciando la disponibilità della nuova versione 2.3.8 del framework.

Kemper sottolinea infine l’importanza del feedback da parte della community RoR , e di come “ogni singola release, incluse quelle intermedie” meriti la stessa attenzione nella finalizzazione del codice. “Non aspettatevi di meno”, dice Kemper.

Alfonso Maruccia

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  • nome e cognome scrive:
    ruppolo, provvedi
    Apple ha bisogno di te, devi comprare almeno 10.000 ipad per ripianare quest'uscita di cassa.
  • Polemik scrive:
    Apple, dove tutto inizia con la i
    Alla Apple tutto deve iniziare con la "i", quindi non hanno nemmeno dipendenti, ma solo ipendenti :D
  • lordream scrive:
    troppe causee
    cominciano a diventare troppe le magagne?.. è solo un'idea mia cattiva o arriverà presto ruppolo che dirà che è ancora tutto da vedere.. cel'hanno con noi perchè siamo i migliori.. apple non ha nulla da temere e cosi via.. in ogni caso non passa settimana senza una magagna per la apple
    • harvey scrive:
      Re: troppe causee
      - Scritto da: lordream
      cominciano a diventare troppe le magagne?.. èPiù che troppe le megagne stanno venendo fuori le vecchie magagne, che si poteva permettere da ditta sconosciuta, ma adesso con la fama (e soprattutto con i raggiungimenti delle dominanze sui mercati) le sue pratiche andranno sempre più spesso in tribunale
      • Bibbo scrive:
        Re: troppe causee
        Chissà cosa direbbero i dipendenti in uso a Apple in Cina, se solo potessero avere la parola.
        • bibop scrive:
          Re: troppe causee
          chissa' cosa potrebbero dire i dipendenti di ogni factory tecnologica cinese in uso a tutte le grandi aziende dell'it e non... ma qua e' tanto semplice guardare solo a quello che e' funzionale al trollaggio e al far sentire corroborata la propria piccola minuscola tesi
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