Russia: nel 2020 ISS sarà un buco nell'acqua

Secondo Mosca il pensionamento dell'ISS finirà nel 2020 con un ultimo viaggio nell'Oceano Pacifico. La NASA dice invece di puntare al 2028 per chiudere le operazioni in orbita

Roma – Nel 2020 finiranno le operazioni dell’ International Space Station (ISS) e per evitare che la stazione spaziale entri a far parte dei già tanti e pericolosi rifiuti spaziali orbitanti verrà fatta precipitare nell’oceano.

A dirlo è Vitaly Davydov, vicepresidente dell’agenzia spaziale russa Roskosmos: “Concordiamo con i nostri partner che la stazione sarà utilizzata fino al 2020 (…) dopo di ché saremo costretti ad affondarla. Non può essere lasciata in orbita, è un oggetto troppo complesso e pesante e non possiamo lasciarcelo dietro come spazzatura”.

Secondo un portavoce della NASA, invece, la speranza è quella di continuare a lavorare con l’ISS fino al 2028 .

Che la data giusta sia il 2020 o il 2028, il progetto ISS, i cui membri sono oltre la Russia e gli Stati Uniti, il Giappone, il Canada e 10 paesi europei rappresentati dall’ESA ( European Space Agency ), ha sempre avuto una data di scadenza: anzi dopo il suo lancio nel 1998, la previsione era di mantenerlo in attività per 15 anni.

Finora la stazione ha già ospitato gli astronauti portati dal programma spaziale shuttle della NASA ora dismesso e dall’attuale generazione Soyuz, le navicelle russe di cui Mosca ha annunciato una ennesima nuova versione.

Claudio Tamburrino

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