Russia, operativa la lista dei siti pericolosi

Entra in vigore ufficialmente la legge che autorizza il blocco dei siti pedopornografici, dei siti inneggianti all'odio o a pratiche illegali. Persistono i sospetti circa l'applicazione del provvedimento a scopi politici
Entra in vigore ufficialmente la legge che autorizza il blocco dei siti pedopornografici, dei siti inneggianti all'odio o a pratiche illegali. Persistono i sospetti circa l'applicazione del provvedimento a scopi politici

Dopo l’ approvazione da parte della Duma, la controversa legge russa sui filtri applicati ai contenuti in circolazione in Rete entra ufficialmente in vigore.

Definito dal capo della americana Federal Communications Commission Julius Genachowski come un provvedimento “problematico e pericoloso”, la blocklist dei siti russi intende colpire tutte quelle URL a contenuto pedopornografico e veicolanti informazioni che incoraggiano al suicidio o al consumo di droghe . Sulla carta, dunque, si tratterebbe della riproposizione da parte di Mosca di un meccanismo che esiste anche in altri paesi. Meccanismo che attira sospetti, considerato un potenziale strumento politico di repressione del dissenso.

Le decisioni sui siti da rendere inaccessibili saranno prese in carico dall’Agenzia per la supervisione della tecnologia, delle comunicazioni e dei mass media ( Roskomnadzor ) ed eseguite attraverso un’ispezione approfondita di tutto in traffico online del paese.

Oltre ad associazioni non governative e ad attivisti per i diritti umani, tra gli oppositori al nuovo provvedimento legislativo compaiono il gigante locale del search Yandex, il social network Mail.ru e la versione in lingua russa di Wikipedia. ( C.S. )

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