Salute? Anche un problema di sicurezza informatica

di Alessandro Scartezzini. Lo sviluppo della sicurezza nel mondo della Sanità richiede senz'altro investimenti tecnologici ma anche un nuovo approccio culturale. Con un occhio alle novità


Roma – Recentemente è stato organizzato dall’Istituto di Ricerca Internazionale un convegno sull’E-Procurement in Sanità che ha fornito un interessante quadro delle prospettive per questo settore.

La possibilità per le Aziende Sanitarie di concentrare i processi di acquisto attraverso la procedura delle aste online dovrebbe consentire, a detta di molti esperti, notevoli risparmi nei costi e maggiore trasparenza amministrativa e quindi, in ultimo, un sicuro beneficio per tutti i contribuenti.

Il mio intervento nell’ambito del convegno avrebbe dovuto far luce sulle tecnologie che dovrebbero essere adottate per garantire la sicurezza a questo tipo di transazioni.

Ho pertanto iniziato a parlare di firma digitale, marche temporali, sistemi fraud proof, Single sign on, anche se avevo sempre in mente ciò che alcuni miei amici medici mi raccontano: “Lo sai qual è il sistema di autenticazione più sofisticato che usano nel nostro ospedale? Il camice bianco: ne compri uno, lo indossi e puoi accedere a qualsiasi reparto, specialmente nelle cliniche universitarie. Non parliamo poi dell’accesso ai diversi elaboratori, dove in molti casi vi è un’unica user e password (alla faccia della legge 675) che viene utilizzata da decine di medici per leggere e modificare i dati delle cartelle cliniche dei pazienti.”

Non ho potuto quindi fare a meno di chiedere ai responsabili degli acquisti delle diverse Aziende Sanitarie se, prima di preoccuparsi della sicurezza delle future aste online, non fosse il caso di prestare una maggiore attenzione ai dati sensibili di tanti cittadini archiviati nei nostri ospedali.

Anche perché di casi di hacking e di sottrazione o, peggio, di alterazione di dati di pazienti si sono già verificati in diversi paesi. Per quanto riguarda l’Italia, se fosse necessario un monito, basti ricordare che lo stesso Ministero della Sanità è già stato colpito da cracker .

Vale anche la pena di rammentare che la normativa che richiede una serie di misure minime di sicurezza e la predisposizione di un Documento Programmatico sulla Sicurezza sempre aggiornato si applica a maggior ragione alle istituzioni pubbliche, come le Aziende Sanitarie, che trattano dati sensibili. Così come le sanzioni penali e gli eventuali risarcimenti danni.

Pensate cosa accadrebbe se un pirata informatico o semplicemente un dipendente in collera con la propria Azienda Sanitaria mettesse in linea in un sito Internet pubblico i dati dei pazienti di un reparto infettivi!

Così il mio suggerimento conclusivo durante il convegno è stato di spingere sì verso l’innovazione tecnologica nella sanità ma di comprendere che la sicurezza è un processo in gran parte culturale che deve essere fatto crescere con gradualità, partendo proprio da quelle misure minime di sicurezza che ancora in troppe realtà mancano o non sono adeguate.

Alessandro Scartezzini

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Questa poi...
    E' proprio vero che all'ingordigia non c'e' mai fine... è ancora più squallido quando questa riguarda la cultura.Ma questi tizi quante volte vogliono guadagnarci dalla vendita della STESSA COPIA di un libro ???Questa è veramente incredibile. Quando acquisto un libro questo diventa una mia proprietà ! Se poi ci voglio fare il bidè o rivendermelo (anche tramite Amazon, se sono masochista... :-) ) sono solo AFFARI MIEI! LORO hanno gia' ricevuto la loro parte per quella copia venduta
  • Anonimo scrive:
    Non capisco...
    Scrittori ed editori (principalmente questi ultimi!) hanno la loro fetta di guadagno quando il libro "nuovo" viene venduto la prima volta!Basta! Hanno già guadagnato....Ora pretendono anche una fetta della rivendita?!E se la FIAT ora vorrà anche una percentuale su ogni macchina usata rivenduta dai vari concessionari (fiat o no)?....Se Amazon ritiene che questo é un buon "business", visto il successo che hanno, mi viene da pensare che abbiano fatto bene i conti. Daltronde, se cosí non si rivelasse, Amazon fará altretanto presto a "tagliare" quella attività.Se qualcuno di voi conosce il Prof. Francesco Carlà e le sue opinioni, concorderà sul fatto che ancora una volta i signori della Terraferma si vedono battuti dal Simulmondo in pura velocità... e cercano di gettare un pò di "sabbia sugli ingranaggi" per racimolare qualche altro soldino.Anche perchè aloro non riuscirà, neanche a piangere in cinese, di mettere in piedi lo stesso business sulla Terraferma.Saluti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Non capisco...
      Tranquilli, finche' varra' il principio di esaurimento, gli autori e gli editori non potranno interferire con la vendita di un libro usato.Per la precisione, con l'acquisto di un libro io divento proprietario del supporto e non del contenuto. Se acquistassi anche il contenuto, potrei riprodurlo (e rivenderlo) senza problemi, ma cosi' non e'.Daniele
  • Anonimo scrive:
    Chi è causa del suo mal...
    se la prende con Amazon
  • Anonimo scrive:
    Peggio di M$......
    Almeno M$ (o qualsiasi altra sw house) ti dice chiaramente che la licenza d'uso di un sw la puoi rivendere senza problemi...
    • Anonimo scrive:
      Re: Peggio di M$......
      Vedi che la licenza d'uso di un software non è rivendibile nè cedibile..... forse volevi dire "non"...
      • Anonimo scrive:
        Re: Peggio di M$......
        - Scritto da: MG
        Vedi che la licenza d'uso di un software non
        è rivendibile nè cedibile..... forse volevi
        dire "non"... http://www.microsoft.com/windows2000/en/professional/help/lic_legal_sell_software.htm
  • Anonimo scrive:
    IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
    Sono un autore letterario (nel mio piccolo). Io chiuderei anche le biblioteche pubbliche. Ma ti pare giusto che noi autori scriviamo i libri e poi chiunque può andarli a leggere gratis in una biblioteca pubblica?E poi vorrei dire anche una parola su questa stupida mania italica di fotocopiare i libri: ma andatelo a comprare il libro.Un'altra cosa che mi manda in bestia sono i professori che spiegano agli alunni il contenuto di un libro (o di un capitolo): i professori insegnino a leggere, dopo di che gli alunni potranno assorbire da soli il contenuto del libro. Se continua così dovremo mettere i libri a 400 mila lire l'uno e attacarci sopra una licenza d'uso. O magari far passare una legge che distribuisca agli autori letterari una percentuale per ogni fotocopia fatta. Evviva la SIAE!
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      Guarda che dopo che ho speso 60.000 lire il libro diventa mio e ci faccio quello che mi pare.E' ti ripeto DIVENTA MIO.E ci faccio quello che mi pare, anche rivenderlo.A MENO CHE TU NON SIA DISPOSTO AD ANDARE A LAVORARE AL MIO POSTO PER GUADAGNARE LE 60.000 PER COMPRARE IL LIBRO !!!!!!.
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      Ma va bene cosi'! Ora un sacco di sognatori, solo per il fatto di aver stampato i propri scritti pensano di avere successo e di avere il diritto a chi sa quanti lettori. E' giusto che solo i piu' bravi possano vivere di quell'attivita', gli altri ... ... A LAVORARE!!
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      stai scherzando, vero?lo so che le tue sono battute, ma sai, a volte non si sa mai....
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      allora non scrivere. passa all'orale. fatti pagare per ogni volta che parli.ciao
      • Anonimo scrive:
        Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
        - Scritto da: bah!
        allora non scrivere. passa all'orale.Come la Lewinsky ;-) ?
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      Sono sicuro che i tuoi imperdibili libri non dovrebbero figurare in un qualunque catalogo bibliotecario.Tuttavia altri, meno colti e raffinati e liberali di te, fin dall'antichità, hanno ritenuto opportuno rendere disbonibili al pubblico i libri, basi della cultura.Eccezion fatta per i tuoi capolavori, perchè l'umanità dovrebbe privarsi di opere belle, frutto sì dell'ingegno, ma meritevoli di universale fama?Perchè non privatizzare anche i monumenti, le esposizioni, le piazze, i palazzi e le chiese?Solo perchè non si possono fotocopiare?Invece mi sembra una bella idea non far leggere agli studenti nulla, per non violare il copyright dell'autore. Infatti gli editori di sussidiari, antologie e libri di testo non pagano i diritti d'autore, vero?Allora facciamo un libro tanto per insegnare a leggere, un bel libro come in shining, composto da "il mattino ha l'oro in bocca, ...""il mattino ha l'oro in bocca, ...""il mattino ha l'oro in bocca, ...""il mattino ha l'oro in bocca, ...""il mattino ha l'oro in bocca, ..."ad libitum.Grazie per il prezioso parere.Mi hai dato un buon motivo per continuare a credere nell'umanità.
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      Se questa è l'idea di cultura che hai, spero nessuno acquisti i tuoi libri. MAI!!!!Io leggo 4-5 libri al mese, sia di narrativa che saggi, che di solito compro. Perchè mi piace avere i libri in casa. Quando studiavo i libri li prendevo in biblioteca, perchè erano GRATIS. Poveri autori... O poveri editori?Il parere di non scrivere ma di fare solo orazioni a pagamento è comunqu errato: potrebbero ripetere le tue parole.Per quanto riguarda la scuola, perchè non abolire la letteratura, così come intendono abolire storia dell'arte come suggerisce il sommo sgarbi (non merita la maiuscola) : la letteratura, così come l'arte, non può essere insegnata, va sentita.Continuo a sperare fosse una provocazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      Ah, tu saresti un autore letterario? Mi spiace se qualcuno fotocopia il frutto dell'altrui creatività (io i libri me li compro nuovi), ma fare lo scrittore resta sempre meglio che lavorare no?
    • Anonimo scrive:
      Re: Dai, sii serio
      Non ci credo.Stai scherzando.Non prendetelo sul serio.
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      Ragazzi rilassatevi.... è solo una provocazione, e mi è anche piaciuta... un modo intelligente per esprimere un concetto dicendo il contrario... Ma mi pare che in pochi lo abbiano capito...
      • Anonimo scrive:
        Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
        In realtà non può funzionare come provocazione.Questo perchè, involontariamente, hai scoperto un ulteriore problema:Le biblioteche non possono affatto esporre qualunque testo alla lettura, a meno che sia permesso in modo esplicito dalle case editrici o sia trascorso il tempo limite relativo alla validità del diritto d'autore. Certo di solito, per motivi 'culturali', le case editrici concedono questa 'licenza d'uso', ma non su tutti i testi. In altre parole se vai alla biblioteca universitaria trovi le ultime novità di qualunque genere scientifico, ma se vai alla biblioteca pubblica non è certo che trovi l'ultimo romanzo del tale autore (di grido ovviamente).
    • Anonimo scrive:
      Re: IO CHIUDEREI ANCHE LE BIBLIOTECHE
      Bravo!Io produco acque minerali, le fontanelle d`acqua mi mandano in bestia, ma sai quanta gente che per averne un bicchiere dovrebbe spendere quel mezzo euro in un bar mi frega e si abbevera alla fontanella, le fontanelle rovinano l`economia e il libero commercio, devo parlarne a Berlusconi la prossima volta che lo sento, che almeno eroghino acqua non potabile che diamine!
    • Anonimo scrive:
      Re: FARHENAIT 451
      Ma si !!! chiudiamo questi luoghi lugubri e silenziosi,pieni di gente che studia invece di andare a divertirsi.Vivete all'aria aperta e sempre più ignoranti.Viva l'ignoranza !!!E i libri li useremo per accendere il caminetto il prossimo inverno.
    • Anonimo scrive:
      SCHERZAVO, PERO'...
      Va bene, lo ammetto, scherzavo. Non sono un autore letterario e non penso le cose che ho scritto. Però non me la prendo con chi non l'ha capito, perché quel ragionamento che ho svolto sembra reale. E sapete perché sembra reale? Perché è lo stesso che siamo abituati a sentire per i CD, per le videocassette, per il software. Forse che possiamo vendere il nostro sw "usato"? No, perché ormai l'abbiamo installato. Esattamente come un libro -dico io-, che una volta letto è nella nostra testa (e ci rimane anche se rivendiamo il "supporto" cartaceo).Siete sicuri di poter prestare un CD/DVD o di poterlo far vedere in una scuola? E allora perché i libri sì? Non sono opere dell'ingegno? Insomma, ci stanno facendo credere che quello che è normale per un libro (prestarlo, citarlo, rivenderlo, fotocopiarlo, ecc.) NON è normale per altre opere dell'ingegno. Io PROTESTO.Abbasso la SIAE!
  • Anonimo scrive:
    sconto max 15 % in italia
    In Italia vige una recentissima legge che impone uno sconto MASSIMO del 15% sul prezzo di vendita dei libri nuovi (vedi centri commerciali x esempio).Forse è un po' OT ma sono curioso di sapere perchè esiste questa "limitazione" alla diffusione della cultura in Italia.Scarlight
    • Anonimo scrive:
      Re: sconto max 15 % in italia
      È un provvedimento pensato per salvaguardare le librerie. La grande distribuzione fino a poco tempo fa praticava uno sconto fisso del 20%. Capitava che sui titoli dei maggiori best seller e per periodi limitati di tempo lo sconto praticato fosse del 30% o del 40%.Era un problema meritevole di intervento legislativo? A mio parere le librerie devono essere in qualche modo salvaguardate. Vero che i libri costano, soprattutto le edizioni rilegate. Vero anche che i libri tascabili continuano ad avere prezzi abbordabili [prezzi calmierati anche da un livellamento verso il basso della qualità editoriale - vedi nuova veste dell'universale Feltrinelli]. Però non è una questione di prezzi alti.Nel centro commerciale si può comprare l'ultimo best seller a prezzo ridotto e si può scegliere in un elenco di long seller e classici, in edizione tascabile o meno. Parecchi titoli, comunque pochi rispetto a quelli offerti anche da una piccola libreria, che oltre a venderti i libri te li può procurare.Fino a qualche anno fa i best seller erano comunque il grosso polmone delle librerie: quando usciva Eco anche un piccolo libraio si vendeva le sue 200 copie come nulla. Oggi ne vende 3. Dei best seller in genere, che trainano il mercato, la piccola libreria vende qualche copia. E fa fatica a sopravvivere.Chi è in gamba si specializza, coltiva i suoi clienti con iniziative collaterali, cura il servizio. Però tutto questo può non bastare.Il senso del provvedimento di legge è questo. Io, che ho amici librai e un minimo di conoscenza del mercato, la vedo dal loro punto di vista e trovo che sia una discreta legge. Probabilmente ha margini di perfettibilità, dal punto di vista dei lettori. Ciao.- Scritto da: Scarlight
      In Italia vige una recentissima legge che
      impone uno sconto MASSIMO del 15% sul prezzo
      di vendita dei libri nuovi (vedi centri
      commerciali x esempio).
      Forse è un po' OT ma sono curioso di sapere
      perchè esiste questa "limitazione" alla
      diffusione della cultura in Italia.

      Scarlight
      • Anonimo scrive:
        Re: sconto max 15 % in italia
        - Scritto da: axel
        Il senso del provvedimento di legge è
        questo. Io, che ho amici librai e un minimo
        di conoscenza del mercato, la vedo dal loro
        punto di vista e trovo che sia una discreta
        legge. Probabilmente ha margini di
        perfettibilità, dal punto di vista dei
        lettori. Ciao.D'accordosu tutta la linea

        perchè esiste questa "limitazione" alla

        diffusione della cultura in Italia.E non trovo affatto che sia una limitazione della cultura. Anzi!
    • Anonimo scrive:
      Re: sconto max 15 % in italia
      Cio che succedeva prima della legge, noto a tutti gli operatori del settore, era che il supermercato nonostante il 20% fisso di sconto, guadagnasse al pezzo piu' della libreria. Questo in virtu' dei forti sconti in distribuzione dovuti agli alti volumi (in senso di quantita') di acquisto (e vendita).Poca, pochissima differenza per l'acquirente medio da supermercato.cordialmente
      • Anonimo scrive:
        Re: sconto max 15 % in italia
        Signori miei, mi dispiace ma ingenuamente sbagliate.Putroppo la realtà è che berlusconi è proprietario di Mondadori, che non ha MAI fatto sconti più del 15% (scusatelo, ma ha le braccine corte). Invece con Feltrinelli potevamo sfruttare un 20% di sconto di fatto(usando la tessera)e da altre librerie era facile ottenere libri anche al 30% (parlo di testi universitari).L'amico conosce dei librai..ma qui la cosa è un più in alto..ve lo dico perchè lavoro nell'editoria e conosco dall'interno il problema. Che dire, senza acrimonia, ma è un altro bel conflitto di interessi del Cavaliere.SalutiRandy T.
  • Anonimo scrive:
    IBIS REDIBIS
    fatto. Giusto pochi giorni fa ho acquistato un libro sul cioccolato, usato (il libro, non il cioccolato).mi e' parsa un'ottima idea, il libro nuovo non era disponibile...non avevo scelta.ma non dimentichiamoci di dire che, almeno per i miei conterranei, questi libri vengono spediti esclusivamente "rasoterra" o a pelo d'acqua per essere piu' precisi.come a dire che non ho potuto scegliere tra un FedEx e un UPS 2ndDay...via nave e pedalare.fra due mesi arriva , intanto mi leggo la settimana enigmistica.
  • Anonimo scrive:
    Il libro usato e' sacrosanto
    Che non si sognino gli autori di rivendicare alcunche', una volta che il loro libro viene comprato, l'acquirente lo puo' rivendere a chi vuole.Punto e basta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il libro usato e' sacrosanto
      Sì, sì, come no! Quanto ci impiegheranno i foXXuti editori a prendere esempio dagli imperatori del software e del cinema e consegnare al pubblico libri "in licenza d'uso" che non li puoi né rivendere, né prestare, né (già da adesso) copiare, né leggerne dei passaggi in pubblico, chessiano circoli, club o le patrie galere, poco importa.Se lo vuoi far leggere a tua madre, a tuo fratello e alla tua ragazza, potrai comprare tre licenze aggiuntive, ovviamente uilizzando sempre lo stesso libro(non te ne danno tre), ad un prezzo molto vantaggioso rispetto a quello di copertina:))
      • Anonimo scrive:
        Re: Il libro usato e' sacrosanto
        - Scritto da: Adesso basta
        Sì, sì, come no! Quanto ci impiegheranno i
        foXXuti editori a prendere esempio dagli
        imperatori del software e del cinema e
        consegnare al pubblico libri "in licenza
        d'uso" che non li puoi né rivendere, né
        prestare, né (già da adesso) copiare, né
        leggerne dei passaggi in pubblico, chessiano
        circoli, club o le patrie galere, poco
        importa.
        Se lo vuoi far leggere a tua madre, a tuo
        fratello e alla tua ragazza, potrai comprare
        tre licenze aggiuntive, ovviamente
        uilizzando sempre lo stesso libro(non te ne
        danno tre), ad un prezzo molto vantaggioso
        rispetto a quello di copertina:))Non so perchè, ma mi suona molto familiare... ;-)Saluti.
Chiudi i commenti