Salvini al citofono: Facebook rimuove il video

Facebook ha rimosso il video di Salvini al citofono: dopo una moltitudine di segnalazioni contro la violenza verbale del filmato, il contenuto scompare.
Facebook ha rimosso il video di Salvini al citofono: dopo una moltitudine di segnalazioni contro la violenza verbale del filmato, il contenuto scompare.

Il video di Matteo Salvini al citofono è stato rimosso. La notizia si diffonde in queste ore, sicuramente fuori tempo massimo rispetto alla campagna elettorale per cui è stato pensato, forse anche fuori da ogni rischio visto che alla fin fine la vittoria in Emilia Romagna è andata a Bonaccini. Tant’è, il famigerato video dell’ex-ministro contro il ragazzo “spacciatore” è stato rimosso.

La rimozione è la conseguenza diretta di una serie di segnalazioni piovute dagli utenti che, su Facebook, non avevano gradito l’incursione del leader della Lega con a seguito una scia di accusatori, giornalisti e compagni di partito. Ma c’è forse dell’altro. Sulla scia di quanto accaduto con l’affair Casapound, infatti, difficilmente Facebook ha preso tale decisione a cuor leggero. Del resto a urne chiuse il video aveva esaurito il proprio ruolo e il proprio potenziale, ma al tempo stesso occorreva prendere una qualche decisione che lasciasse il segno nel tempo. Per Facebook era questa una case history fondamentale, un punto di partenza per le rimozioni future. Un ex-ministro che porta avanti una azione di questo tipo va censurato o meno? Quale area di salvaguardia offrire alle personalità politiche rispetto al cittadino comune? Come, esattamente, la sottile linea rossa tra tollerabile e intollerabile è stata superata? Come calibrare quelle policy che il social sta continuamente calibrando per trovare un equilibrio stabile e trasparente nel tempo?

Il video è stato rimosso

Con ogni probabilità in questa vicenda ha avuto un peso non indifferente l’analisi giuridica dell’azione specifica di Matteo Salvini durante il proprio video. Il giudizio di Facebook con ogni probabilità non si basa sulla propaganda politica veicolata dal filmato, quanto più sulla moltitudine di violazioni (fino a ipotesi di reato) che in questo filmato campeggiano. Il dito della folla era infatti puntato contro un ragazzo, peraltro minorenne, calunniato pubblicamente e senza possibilità di difesa. Francobollato come “lo spacciatore” senza processo e senza prove. Messo alla berlina da tv e social network, ove le immagini del caso sono diventate un meme e per 48 ore in Italia non s’è parlato d’altro.

Le decisioni di Facebook sono solitamente portate avanti senza dare pubblicità alle motivazioni: processi bianchi, con un “si” o un “no”, ma senza un “perché. In questo probabilmente Facebook potrà fare passi avanti, ma su questo caso c’è da immaginare che il tutto possa fermarsi alla rimozione ed all’oblio di quello che con tutta evidenza è stato una parentesi buia sotto molti punti di vista. Casapound a suo tempo ricorse in appello (solo in seguito Facebook ha portato avanti le proprie motivazioni) non per la rimozione di un video, ma per la sospensione degli account; in questo nuovo caso invece la misura è mirata e leggera, un approccio morbido e fermo, un’azione mirata e probabilmente pesata con grande attenzione.

Troppo tardi?

Non va biasimato il social network per il tempo impiegato, insomma: qualsiasi decisione intrapresa sarebbe stata interpretata come una presa di posizione politica e ancora una volta il social network sarebbe stato messo alla berlina per colpa di un contenuto ivi caricato. Questo vuole evitare Zuckerberg. Facebook deve dunque testimoniare con fermezza il proprio approccio nella lotta contro l’odio verbale, ma al tempo stesso non vuole prendere scomode posizioni politiche destinate a ritorcersi contro nel giro di poche ore. Decisione tardiva per forza di cose, insomma, mentre il giudizio politico immediato è lasciato alla sanzione collettiva. La quale, quando matura, ha più effetto di qualsiasi ban.

Scomparso il video non ne scomparirà la memoria, questo è certo. Non solo: scomparso il video, sarà semplice trovarlo altrove, nella moltitudine di archivi in cui è finito tra tv e altri social. La cosa importante è però la presa di posizione di Facebook: video rimosso, decisione presa. Precedente creato. Fino alla prossima occasione.

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28 01 2020
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