Sarah Palin e il sacco dell'email

La password è stata postata su un forum e i netizen si sono precipitati nell'account Yahoo della candidata alla vicepresidenza degli USA. Corrispondenza, foto e contatti stanno fluendo online
La password è stata postata su un forum e i netizen si sono precipitati nell'account Yahoo della candidata alla vicepresidenza degli USA. Corrispondenza, foto e contatti stanno fluendo online

Corrispondenza privata e email nelle quali si dibatte del futuro degli Stati Uniti d’America. Pescate direttamente dall’account della candidata alla vicepresidenza degli States, Sarah Palin. Sono state pubblicate su Wikileaks e stanno rimbalzando in rete.

Palin Azioni e responsabilità si ordiscono in un complesso intrigo. Il governatore dell’Alaska, affiancata al candidato alla presidenziali John McCain, aveva catturato le attenzioni dei netizen nei giorni scorsi, quando da un dossier relativo ad un’inchiesta che rischia di sfociare in uno scandalo era trapelato il fatto che Palin utilizzasse per la propria corrispondenza un account email Yahoo. Gestire gli affari di stato attraverso gov.sarah@yahoo.com , aveva osservato qualcuno, avrebbe assicurato al governatore di sfuggire all’archiviazione e al controllo esercitato sulle email assegnate dall’amministrazione. In cambio, Palin abdicava alla sicurezza delle proprie comunicazioni.

Sembra questa la motivazione che ha spinto un anonimo cittadino della rete a smanettare con gli account. Ne ha individuato uno ancora sconosciuto ai più, gov.palin@yahoo.com , che, per analogia con quello rivelato in precedenza, aveva tutta l’aria di celare la corrispondenza del governatore. È bastata qualche ricerca in rete per rispondere alle domande di rito e guadagnare l’accesso all’account di Palin. Poi, probabilmente inorgoglito, ha annunciato il proprio successo su una board di 4chan e ha postato la password di accesso.

Pare che i frequentatori della board abbiano dilagato nell’email di Palin, si siano affaccendati nello scaricare allegati e catturare screenshot. C’è chi si è giocato i documenti come uno scoop, c’è chi si è sentito investito del dovere di rivelare ai concittadini della rete quanto scorre nella casella email di un personaggio pubblico e ha postato tutto su Wikileaks, per non essere rintracciato, per assicurarsi che i contenuti non vengano rimossi. C’è anche chi, mosso a compassione, ha modificato la password ormai di dominio pubblico e ha allertato lo staff del governatore. Ma è inciampato in un errore imperdonabile: postando lo screenshot dell’email con cui intendeva restituire l’account alla legittima proprietaria ha dimenticato di rendere irriconoscibile la nuova password. E ha dato il via alla seconda ondata di saccheggi.

Tutto inutile

Sono in molti coloro che hanno tentato di modificare di nuovo le credenziali di accesso: è così che è scattato l’allarme e Yahoo ha bloccato temporaneamente l’account. Lo staff del governatore ha ora proceduto a cancellare i due account , sia quello il cui contenuto si è riversato su Wikileaks, sia quello che avrebbe potuto contenere documenti indispensabili per le indagini in corso.

Archivi di corrispondenza, fotografie dei componenti della famiglia Palin, contatti email di conoscenti e collaboratori del governatore stanno rimbalzando in rete, cristallini su Wikileaks o celati dietro le URL dei servizi di condivisione. L’autenticità del materiale è indirettamente confermata da un portavoce di Palin: “È una scioccante invasione della privacy del governatore e una violazione della legge, la questione è stata consegnata nelle mani delle autorità e speriamo che chiunque sia in possesso di queste email le distrugga”. L’FBI è al lavoro, mentre in rete si dibatte della responsabilità del gesto: il cracker si era presentato come membro del gruppo Anonymous, organizzazione orizzontale nota alle cronache per aver mosso guerra a Scientology. Alcuni rappresentanti del gruppo hanno però negato ogni coinvolgimento : i teorici della cospirazione affollano i thread, mentre c’è chi rivendica il possesso di testimonianze inconfutabili del passaggio del colpevole, che verrà probabilmente consegnato alle autorità.

A tenere banco, anche le diatribe riguardo all’ eticità e alla legittimità del gesto, nelle quali si soppesa il diritto alla riservatezza con la rilevanza pubblica del personaggio in questione. Non mancano coloro che dispensano consigli per gestire un account email vicepresidenziale. Il candidato alla presidenza McCain ha promesso di arrendersi ai tempi e alle tecnologie: potrebbe decidere di ritrattare.

Gaia Bottà

fonte immagini: qui e qui

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18 09 2008
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