Il Neil Gehrels Swift Observatory è un satellite lanciato dalla NASA il 20 novembre 2004 in orbita terrestre bassa. Doveva rimanere attivo per due anni, invece funziona ancora dopo oltre 21 anni. Circa un mese fa sono state interrotte le osservazioni scientifiche in quanto rischia di cadere sulla Terra. Un’azienda dell’Arizona avvierà una missione di salvataggio robotica.
Link spingerà Swift in orbita sicura
Come spiega la NASA sul sito ufficiale, l’aumento dell’attività solare ha causato l’espansione dell’atmosfera terrestre e la diminuzione dell’altitudine del satellite. Swift rischia di essere distrutto entro fine anno, quindi l’agenzia spaziale ha deciso di prolungare la sua vita operativa con l’aiuto di Katalyst Space Technologies.
L’azienda dell’Arizona ha ricevuto un contratto di 30 milioni di dollari per una missione di salvataggio robotica. Una simile tecnologia non è stata mai testata nello spazio. Inoltre è necessario procedere in fretta perché la missione non servirà più se l’altitudine di Swift scende sotto una determinata soglia.
All’inizio di giugno è previsto il lancio della navicella Link che dovrebbe agganciare Swift con tre braccia robotiche e spingerlo verso un’orbita sicura. È chiaro il rischio di questo rendezvous, in quanto potrebbe comportare la distruzione di entrambi i veicoli spaziali.
Invece di usare un razzo tradizionale per il lancio, Katalyst ha scelto Pegasus XL. È un razzo di Northrop Grumman che verrà rilasciato da un aereo L-1011 Stargazer ad un’altitudine di 39.000 piedi (circa 11.880 metri). Se la missione avrà successo, Swift potrà funzionare per altri 10 anni.
I risultati ottenuti con Link verranno utilizzati per le navicelle Nexus. La prima missione è prevista nella seconda metà del 2027 con Nexus-1 che aggancerà un satellite militare in orbita geostazionaria. In questo caso, il lancio verrà effettuato con il razzo Ariane 6 di Arianespace.