Sciòc: Teheran café ha chiuso

Sciòc: Teheran café ha chiuso

In Iran il regime si balocca con la censura: questa volta chiudono i battenti 24 café, 23 gli arrestati. L'accusa è tra le più gravi: immoralità diffusa e mancata profilassi contro le mode occidentali
In Iran il regime si balocca con la censura: questa volta chiudono i battenti 24 café, 23 gli arrestati. L'accusa è tra le più gravi: immoralità diffusa e mancata profilassi contro le mode occidentali

“Basta! Basta! Basta!” Questo l’articolato messaggio che le autorità della censura e dell’ordine iraniane hanno voluto trasmettere ai compaesani, con un blitz che in 24 ore ha portato alla chiusura di 24 internet café e all’arresto di 23 persone. Un’operazione che suscita interesse in tutto il Mondo soprattutto per il contesto in cui avviene.

donne in iran Non si tratta, infatti, dell’ennesima censura dal connotato esplicitamente “politico” rivolta ai nuovi media. No, non è l’opposizione laicista ciò che deve essere fermato. Il problema sono i valori occidentali trasmessi dai videogiochi occidentali e dal “gusto occidentale”, dalla moda, dai nuovi bisogni creati da un marketing con soli fini di lucro e dall’ignobile mercanteggiare delle coscienze.

Lo ha confermato il colonnello Nader Sarkari: “Usare giochi informatici immorali, archiviare foto oscene… e la presenza di donne che indossano hijab impropri sono tra le ragioni che hanno portato alla chiusura dei locali”. L’hijab è il velo in lingua farsi; un’osservazione che arriva nel momento più caldo della guerra contro i pantaloni e le sciarpe delle donne.

All’agenzia di stato IRNA lo stesso Sarkari ha dichiarato che i 24 café chiusi sono solo una frazione dei 435 che hanno ricevuto la visita delle forze dell’ordine e della morale. Ben 170 sono i locali che hanno ricevuto una diffida .

Va detto che almeno alcuni di questi locali non sono collegati ad Internet, sebbene la rete rimanga il nemico numero due del regime contro la quale, come noto, da lunghi anni ricorre ad ogni mezzo .

alcuni esponenti del regime Alcuni di questi locali favorivano la promiscuità di uomini e donne, un tabù per una società che vieta rapporti intimi eterosessuali al di fuori del matrimonio. Tra i filtri del Governo anche quelli rivolti ai siti web che promuovono disvalori contrari alla “morale pubblica” che, evidentemente, non deve evolversi liberamente.

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16 12 2007
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