Scilipoti, quando la rettifica non basta

Il Senatore denuncia per diffamazione un blogger colpevole di aver riportato un virgolettato Ansa, nonostante abbia anche provveduto a rettificare la notizia poi dimostratasi falsa
Il Senatore denuncia per diffamazione un blogger colpevole di aver riportato un virgolettato Ansa, nonostante abbia anche provveduto a rettificare la notizia poi dimostratasi falsa

Il senatore Domenico Scilipoti ha denunciato un blogger indipendente colpevole, insieme a diverse testate giornalistiche nazionali, di aver riportato un virgolettato Ansa .

Il blogger coinvolto con i più grandi giornali è Domenico Condello, autore di Stopcensura nonché dell’omonimo profilo Twitter : sarebbe colpevole, secondo il Senatore della Repubblica italiana Scilipoti, per aver riportato una notizia resa pubblica dall’Ansa, poi rivelatasi falsa e rettificata.

A far infuriare Scilipoti – che già in passato si era dimostrato aggressivo dal punto di vista legale portando già alla chiusura temporanea di Vajont.info – è una vicenda risalente al 2013: nei giorni successivi alle dichiarazioni del senatore Sergio De Gregorio, che affermava di aver ricevuto diversi milioni di euro da Silvio Berlusconi per il suo passaggio al centrodestra nel 2007, le agenzie ed i giornali riportavano una notizia secondo cui i senatori Domenico Scilipoti e Antonio Razzi, entrambi transfughi di Italia dei Valori come De Gregorio, fossero stati iscritti nel registro degli indagati in collegamento a tale confessioni.

Domenico Condello aveva pubblicato un piccolo post in cui riportava tale notizia citando un virgolettato attinto al sito dell’Ansa. Il giorno successivo, il 6 marzo 2013, aveva peraltro rettificato il post, in seguito alla smentita ufficiale arrivata dalla Procura di Roma.

La querela per diffamazione a mezzo stampa raggiunge Domenico Condello il 26 settembre 2014: il blogger, che oltrettutto sembra aver agito in massima buona fede, si trova ora a dover sostenere le spese di un processo le cui sorti dipenderanno anche dalle possibilità che avrà di difendersi.
Ben più nefaste conseguenze si troverebbe costretto peraltro ad affrontare il blogger se fosse già stato approvato l’ ormai famigerato DDL detto “ammazza-blog” da tempo in discussione alle Camere e che vorrebbe riformare la legge 47 del 1948 (Disposizioni sulla stampa), introducendo multe più salate, e che prevedeva , in alcune sue precedenti formulazioni, anche il rischio del carcere.

Claudio Tamburrino

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