Sei secondi sono troppi per Prince

La sua etichetta chiede la rimozione di un pugno di frammenti postati su Vine, la piattaforma per la condivisione di microvideo di Twitter. Sono attimi di un'esibizione durata ore

Roma – Otto brandelli di registrazioni dalla durata massima di sei secondi l’una. Tutti rimossi su richiesta di NPG Records , l’etichetta di proprietà dell’artista che ora si identifica con il nome di Prince.

Vine, il servizio di condivisione di microvideo di Twitter lanciato nel mese di gennaio, è alle prese con le prime richieste di rimozione di contenuti in violazione del diritto d’autore, inoltrate dai detentori dei diritti sulla base del DMCA statunitense. E, proprio fra le prime richieste accolte, c’è quella avanzata dalla casa discografica di Prince.

Sulla base della policy per la trasparenza stabilita da Twitter, la richiesta vergata dagli avvocati è disponibile attraverso chillingeffects.org . Si denuncia la presenza di “registrazioni e sincronizzazioni non autorizzate”, condivise in violazione della legge, si elencano otto link che corrispondono ai frammenti video incriminati, ora rimossi come avviene secondo le regole di Twitter.

C’è ora chi si interroga sul contenuto dei video ricordando l’ epopea legale dell’Artista condotta contro Stephanie Lenz, madre di un marmocchio ipnotizzato dalle note di Let’s Go Crazy , brano percepibile ai soli orecchi più allenati in un video postato su YouTube dalla donna, o evocando l’attrito creatosi fra Prince e i Radiohead per una sua cover di Creep, voluta fuori da YouTube nonostante non detenesse i diritti sul brano, ma solo su quella particolare interpretazione.

I video non più disponibili a mezzo Vine sono però rimasti imbrigliati nella cache di Google . Ed è semplice verificare che sono attimi catturati dalla stessa persona, lo conferma tale ZackTeibloom su Twitter. Non sono che una percentuale infinitesimale dell’ infinito concerto tenuto presso il festival South by Southwest di Austin, Texas, da un artista orgogliosamente noto per essere analogico .

Gaia Bottà

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