Sempre più spyware nei PC

L'80% dei PC contiene un qualche tipo di spyware. A dirlo è una nuova ricerca di Webroot che mette in evidenza i preoccupanti trend di crescita dei programmi spioni e la loro continua evoluzione tecnologica
L'80% dei PC contiene un qualche tipo di spyware. A dirlo è una nuova ricerca di Webroot che mette in evidenza i preoccupanti trend di crescita dei programmi spioni e la loro continua evoluzione tecnologica


Boulder (USA) – Alcune indagini affermano che gli utenti di Internet sono oggi più consapevoli dei rischi che corrono su Internet, e buona parte di loro utilizza ormai regolarmente un antivirus e un firewall personale. Questo non sembra tuttavia aver frenato la diffusione degli spyware , che a differenza di worm e altri tipi di codice malevolo, sono quasi sempre realizzati con finalità di lucro.

Secondo un recente report pubblicato da Webroot Software , una società statunitense che sviluppa software antispyware, di recente si è assistito ad una preoccupante crescita del numero di incidenti legati allo spyware: questo soprattutto a livello aziendale, dove la quantità di questi programmilli è lievitata, nell’ultimo trimestre, del 19%. La causa di questo nuovo assalto sarebbe in parte da imputare, secondo Webroot, al livello sempre più sofisticato dei programmi spioni di nuova generazione, spesso capaci di eludere i tentativi di identificazione e rimozione e di raccogliere, nell'”ombra”, informazioni sugli utenti.

Non incoraggia poi sapere che il Threat Research Team di Webroot ha scoperto come i produttori di spyware stiano attivamente ampliando i propri canali di distribuzione e penetrando nuovi mercati. Il report mostra come il numero di siti che distribuiscono spyware sia quadruplicato dall’inizio del 2005, raggiungendo quota 300.000 URL unici. Webroot sostiene inoltre che il database delle “firme” utilizzate per riconoscere gli spyware è raddoppiato nel giro di pochi mesi, superando le 100.000 unità.

“C’è un principio di base nello spyware, che spesso viene trascurato: si tratta di un vero e proprio business”, ha commentato David C. Moll, CEO di Webroot. “A differenza di chi scrive un virus, ed è spinto a farlo da orgoglio personale e desiderio di notorietà, chi produce spyware è motivato dal profitto: che si tratti di un pop-up che porta pochi centesimi o di un keylogger in grado di raccogliere importanti informazioni private. La nostra attività di ricerca mostra che, come per ogni altro mercato, gli sviluppatori di spyware puntano ad incrementare i propri margini di profitto ampliando i canali distributivi, utilizzando prodotti nuovi e penetrando nuovi mercati”.

L’azienda afferma che lo spyware come business è combattuto su diversi fronti, incluso quello normativo , e un numero crescente di utenti adotta soluzioni antispyware specifiche. Nonostante questo, Webroot sostiene che oltre l’80% di PC consumer e aziendali sono infetti da qualche tipo di spyware: la maggior parte proverrebbe dagli Stati Uniti, seguiti da Polonia e Paesi Bassi.

Il documento non trascura di prendere in esame anche l’ adware , un fenomeno che sembra tuttavia in netta diminuzione rispetto al boom di pochi anni fa.

La versione integrale del report può essere scaricata da qui previa registrazione gratuita.

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05 09 2005
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