Sensore gigante per Polaroid XL

Un impressionante e costoso dorso digitale realizzato artigianalmente. Se l'è fatto costruire un fotografo professionista: spendendo l'equivalente di una villetta bifamiliare
Un impressionante e costoso dorso digitale realizzato artigianalmente. Se l'è fatto costruire un fotografo professionista: spendendo l'equivalente di una villetta bifamiliare

L’uso di dorsi digitali sulle macchine fotografiche di grande formato non è una novità, ma quello voluto dal celebre fotografo Mitchell Feinberg entrerà certamente nel Guinness dei Primati. Stanco di sprecare le vere pellicole Polaroid 8×10 pollici per i suoi test, Feinberg ha contattato un’azienda per farsi costruire il sensore “definitivo” che rende circa 60 volte la dimensione di un full-frame DSLR.

Il sistema a scansione utilizzabile con la vecchia Sinar del fotografo, battezzato Maxback , consente di scattare una fotografia a colori dal gusto retrò, in 30 secondi di tempo, e genera file con una risoluzione di 3285×2611 pixel, che pesano circa 10 megabyte l’uno.

A quanto pare il dorso in questione non verrà utilizzato per l’immagine finale ma soltanto per le prove fotografiche: per combattere l’aumento dei costi delle Polaroid 8×10. Peccato che far costruire artigianalmente il prototipo, il dorso definivo e il software proprietario che gestisce il tutto, sia costato quanto una “casa di medie dimensioni”: cifra stimata attorno al mezzo milione di dollari.

Cifra che Feinberg, un’autorità nel campo della foto still-life commerciali, pensa di ammortizzare presto: ogni anno il costo stimato delle istantanee di prova prima dello scatto si aggirava per lui attorno a 50mila dollari.

Roberto Pulito

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31 08 2011
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