Sgravi fiscali per i libri. Ma non per gli ebook

Nella politica di "Destinazone Italia" dimenticati i libri digitali: discriminazione cartacea o semplice miopia tecnologica?

Roma – Con il pacchetto intitolato “Destinazione Italia”, che contiene anche l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, il Consiglio dei Ministri presieduto da Enrico Letta ha cercato di contrastare la crisi dell’editoria. Dimenticando completamente gli ebook.

Tra le novità introdotte a favore dell’editoria, infatti, a parte l’estensione dell’attuale credito d’imposta per il settore e le criticate “disposizioni di tutela del diritto d’autore quale strumento per la soluzione delle controversie derivanti dall’utilizzo dei contenuti giornalistici”, trova spazio una detrazione fiscale del 19 per cento sulle spese sostenute nel corso dell’anno solare per l’acquisto di libri . La misura è valida per i prossimi tre anni e prevede un massimale di 2mila euro a persona, di cui mille per i testi scolastici ed universitari: questa spesa, tuttavia, per il momento non include gli ebook.

La misura così com’è naturalmente è stata accolta con entusiasmo , dal momento che può rappresentare un incentivo ad un settore da anni considerato in crisi: secondo i dati Nielsen a fine ottobre si è registrato un calo del 6,5 per cento del valore complessivo del mercato rispetto al 2012 (cioè circa 65 milioni di euro in meno) e del 13,8 per cento rispetto al 2011. Alberto Galla, presidente dell’Associazione Librai Italiani, per esempio, ha parlato di un segnale positivo.

Tuttavia, non considerare una delle nuove opportunità a disposizione dell’editoria, nonché l’unica vera rivoluzione tecnologica affrontata dal settore dai tempi di Gutenberg, appare una mossa quanto meno miope da parte del Governo, soprattutto con una misura come Destinazione Italia descritta come la “politica per attrarre investimenti esteri e promuovere la competitività delle imprese italiane”.

D’altra parte i dati mostrano come proprio ebook e servizi online siano i fattori che, per esempio, hanno permesso negli ultimi anni a piccoli e medi editori di sopravvivere, con le librerie online che (senza contare Amazon) permettono loro di far valere la propria presenza per l’11,9 per cento, contro il 7,4 per cento delle catene di librerie ed il 9,9 dei negozi fisici indipendenti, ed i libri digitali che hanno raggiunto nel 2012 il 3 per cento dei cittadini che hanno più di 14 anni (circa 1,6 milioni di italiani), una quota – modesta ma in crescita – compresa tra l’1,8 e il 2 per cento del totale.

Questa misura, tuttavia, significa ora che tutto il settore che rientra nella definizione di editoria elettronica ed ha puntato sugli ebook resta a bocca asciutta, un po’ com’è successo dopo il rinvio dell’adozione da parte delle scuole delle misure per la digitalizzazione dei libri di testo.

Forse proprio in conseguenza delle polemiche sollevate, il ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato è però in parte tornato sull’argomento affermando che per gli ebook proporrà la riduzione dell’Iva , attualmente al 22 per cento contro il 4 per cento dei libri cartacei.

Claudio Tamburrino

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