SIAE contro lo sciopero per la SIAE

Il presidente Assumma si muove per tentare di scongiurare la settimana di blocco del mondo dello spettacolo annunciata tra fine giugno e luglio, uno sciopero per dire che le nuove tecnologie stanno riducendo a brani il settore

Roma – Arriva dalla SIAE l’ultima novità nella grande battaglia, non solo italiana, sul diritto d’autore nell’era digitale: da una nota si apprende che il presidente della Società che raccoglie i diritti d’autore, Giorgio Assumma , sta facendo tutto il possibile per evitare una settimana di sciopero del mondo dello spettacolo .

Essì, perché non tutti sanno che soltanto due giorni fa nel corso di un incontro tra società di intermediazione del business dello spettacolo è stato annunciato che soltanto il blocco per alcuni giorni dell’intero settore potrà scuotere governi e parlamenti affinché si decidano a difendere il diritto d’autore minacciato dall’avvento delle nuove tecnologie digitali. Uno sciopero per evitare il tracollo, dunque, ma che, secondo Assumma, potrebbe trasformarsi in un boomerang.

“I danni di una settimana senza spettacoli – ha dichiarato Assumma – sarebbero troppi; la sospensione di concerti, spettacoli teatrali e film crea nocumenti notevoli e danni collaterali”. Assumma già in queste ore sta dialogando con le varie parti interessate per trovare il modo migliore per sospendere la clamorosa manifestazione, che costituirebbe un evento senza precedenti.

Della cosa si è parlato anche a Bruxelles, al Copyright Summit , vertice organizzato dalla confederazione degli omologhi di SIAE nel Mondo. Una ribalta per autori di fama come Nicola Piovani che ha espresso perplessità per la situazione attuale: “Mi preoccupa – ha dichiarato Piovani – che passi il concetto che chi ruba l’opera di un autore, il prodotto del suo ingegno, in realtà non ha rubato nulla”. Proprio Piovani, insieme ad un gruppetto di altri nomi noti, viene citato come promotore dello sciopero.

“Non c’è in Italia attenzione ai diritti degli autori – ha sottolineato Assumma – Gli autori hanno ragione da vendere. Nel nostro Paese le forze politiche hanno scarsa considerazione del diritto d’autore, quando talvolta non prendono posizioni inaccettabili, quasi a voler cancellare quello che la legge definisce come un vero e proprio diritto del lavoro”.

Il riferimento è alle tecnologie digitali , “rispetto alle quali – si legge nella nota SIAE – si ritiene che ogni utilizzo di contenuti artistici (musiche, film, immagini ecc.) debba essere gratuito, senza alcuna remunerazione per autori, editori o produttori, mentre l’industria tecnologica ricava enormi profitti proprio dalla diffusione dei contenuti culturali e artistici”.

A detta di SIAE, dunque, “considerare il diritto d’autore uno strumento superato, incitare al downloading “selvaggio”, equivale a espropriare di fatto gli autori del loro lavoro e a deprimere tutta l’industria dei contenuti. In una parola, significa minare seriamente la cultura e la creatività. Per questa ragione gli autori italiani propongono di impedire l’utilizzo delle loro opere”.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Emilio scrive:
    Hai ragione
    è un prestigiatore di classe fondamentalmente
  • godzilla scrive:
    perché mi cancellate i commenti?
    ho scritto per 2 volte un commento titolato "tinyurl", con il seguente testo:"c'è un motivo particolare per usare tinyurl nei link? mi pare una scelta quantomeno discutibile, oltre che poco professionale."si può sapere perché è stato cancellato? a quale policy è contraria?cari amici di PI, guardate che la gente prima o poi si scoccia di venire incontro alle vostre nevrosi...
  • godzilla scrive:
    tinyurl
    c'è un motivo particolare per usare tinyurl nei link? mi pare una scelta quantomeno discutibile, oltre che poco professionale.
  • godzilla scrive:
    tinyurl
    c'è un motivo particolare per usare tinyurl nei link? mi pare una scelta quantomeno discutibile, oltre che poco professionale.
Chiudi i commenti