Silverlight 3 si allea con le GPU

In leggero anticipo sui piani, la terza versione del rivale di Flash è già pronta. Tra supporto a multi-touch e accelerazione GPU, le novità non mancano. Anche per chi guarda video con banda non proprio larga

Roma – Silverlight, la tecnologia di Microsoft che rivaleggia con Adobe Flash, ha raggiunto la sua terza versione. Il plugin di Silverlight 3.0.40624.0 può essere scaricato da qui per Windows e Mac OS X, e supporta i browser Internet Explorer 6/7/8, Firefox 2/3 e Safari 3/4. Gli sviluppatori possono scaricare anche le versioni finali del Silverlight 3 SDK e dei Silverlight 3 Tools , una raccolta di addon per sviluppare applicazioni Silverlight con Visual Studio 2008 SP1.

La terza è la release di Silverlight che ha richiesto meno tempo per essere sviluppata, ma nonostante ciò introduce novità di rilievo come il supporto alle funzionalità di accelerazione video e grafica delle GPU e la tecnologia Smooth Streaming (qui un video di test ), che promette riproduzioni senza interruzioni anche in caso di connessioni poco veloci o congestionate.

Più nel dettaglio, Silverlight 3 è in grado di sfruttare i cavalli delle moderne CPU per decodificare i video compressi con il codec H.264 e applicare effetti di compositing, prospettiva 3D, pixel shading e zooming. Il nuovo plugin introduce poi il supporto ai codec AAC e MPEG4 e alla riproduzione di video e contenuti interattivi con definizione 720p a pieno schermo. D’interesse anche la possibilità di mettere in pausa una trasmissione live, come ad esempio un evento sportivo, e riprenderla dal punto esatto in cui la si era interrotta.

La tecnologia Smooth Streaming adatta invece automaticamente la qualità del video allo stato della connessione, così da minimizzare le interruzioni nella riproduzione dei filmati e il tempo necessario al riempimento del buffer quando si salta da un punto all’altro di un video online.

Silverlight 3 supporta infine il multi-touch, aggiunge oltre una sessantina di controlli, e migliora la qualità del testo, il data-binding, i template per la validazione degli errori e il data pushing. Per altri dettagli si veda questo recente approfondimento apparso su Punto Informatico , e questo post del Blog Team TechNet Italia.

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  • franco m scrive:
    aumma aumma all'epilogo
    per le società della banda larga, fastweb in testa è la resa dei conti.Il motore di queste società era la possibilità di violare la legge del diritto d'autore!Finito il periodo della mancanza di leggi ora si torna alla normalità e le aziende che hanno prosperato sulla mancanza di regole verranno sottoposte a dura prova.Prosperato nel senso che con l"aumma aumma" tipico italiano vendevano un prodotto (la banda larga su fibra ottica) ma in realtà ne proponevano un altro ben più lucrativo: quello dei film gratuiti ed mp3 downloadabili tramite cliente come emula DC++ etc.Ora la pacchia è finita e, complice la crisi del XXXXX oggetto di grande download e naviagazione, le società del miracolo fine anni '90 inizi anni 2000 vedranno un inverno glaciale!La società fastweb fra l'altro ha superato se stessa nominando un signore, Stefano Parisi, per il quale tutto si può dire tranne che sia un esperto di telecomunicazioni.La speranza con questo SIGNORE ora attempato era quella di fare forfait, violazione dei diritti d'autore, immanicamento politico nel comune di milano albertiniano e in una sinistra prodiana magna magna allora in crescita, e magari finanziamento pubblico a una rete di nuova generazione in fibra ottica (parola, fibra ottica, che a questo signore non so come possa risultare chiara visto che non ha mai studiato il concetto manco in un corso elementare professionale del comune di milano).Insomma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e la furbizia ha le gambe corte.La furbizia della banda larga per violare i diritti d'autore (ricordate il modem 56 k con il quale i film si downloadavano in tre giorni? era impossibile e questo fu il motivo dell'esplosione della banda larga), il diavolo delll'immanicamento politico per avere soldi di stato pure.Ora è tempo per gli angeli della competenza, di persone che hanno studiato veramente le telecomunicazioni e sanno qualcosa del settore, di persone oneste e non di immanicati (speriamo!).
  • Mariuolo scrive:
    Topolino
    Io sono d'accordo con tutto quello che dite, con la legalizzazione del P2P con l'abbassamento della durata del copyright. Però secondo me alcuni limiti dovrebbero esserci. Ad esempio, ormai è risaputo che l'innalzamento a 90 anni dalla morte è dovuto alle pressioni della Disney perchè mancava poco che Mickey Mouse divenisse di pubblico dominio.Beh, per quanto possa essere in disaccordo su certi termini, credo che certe cose dovrebbero rimanere in mano ai detentori di diritti. Mi spiego, una cosa è un libro, dopo 10-20 anni può anche essere di pubblico dominio. Una cosa è una canzone per lo stesso motivo di un libro.Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare storie stamparle e venderle? O sbaglio?Ma lo stesso potrebbe essere con i personaggi di Dragon Ball, con Dylan Dog e tanti altri. Lo stesso è per quanto riguarda la stampa di questi personaggi su cartelle, diari ecc.. perchè tu produttore di cartelle/diari devi guadagnare utilizzando tali prodotti e non dare nulla ad altri? Il discorso credo sia complesso e mi piacerebbe sentire un po' di vostre opinioni.
    • DuDe scrive:
      Re: Topolino
      - Scritto da: Mariuolo
      Io sono d'accordo con tutto quello che dite, con
      la legalizzazione del P2P con l'abbassamento
      della durata del copyright. Però secondo me
      alcuni limiti dovrebbero esserci. Ad esempio,
      ormai è risaputo che l'innalzamento a 90 anni
      dalla morte è dovuto alle pressioni della Disney
      perchè mancava poco che Mickey Mouse divenisse di
      pubblico
      dominio.

      Beh, per quanto possa essere in disaccordo su
      certi termini, credo che certe cose dovrebbero
      rimanere in mano ai detentori di diritti. Mi
      spiego, una cosa è un libro, dopo 10-20 anni può
      anche essere di pubblico dominio. Una cosa è una
      canzone per lo stesso motivo di un
      libro.

      Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
      Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare
      storie stamparle e venderle? O
      sbaglio?

      Ma lo stesso potrebbe essere con i personaggi di
      Dragon Ball, con Dylan Dog e tanti altri. Lo
      stesso è per quanto riguarda la stampa di questi
      personaggi su cartelle, diari ecc.. perchè tu
      produttore di cartelle/diari devi guadagnare
      utilizzando tali prodotti e non dare nulla ad
      altri? Il discorso credo sia complesso e mi
      piacerebbe sentire un po' di vostre
      opinioni.Perche' chi detiene i diritti deve camparci vita natural durante? a mio avviso questa estensione dei diritti frena le innovazioni, se io ho una idea buonissima, e con questa ci campo da nabbabbo a vita, chi me lo fa fare di pensare ad altre idee? non solo, se la mia fosse una idea di "base" nessuno potrebbe costruirci sopra perche' deve pagare me per primo, io lo trovo frustrante, il copyrigth si limita a 20 anni, e amen, dopo di che diventa di pubblico dominio, dopo 20 anni di sfruttamento hanno fatto soldi per altre 100 generazioni di eredi.
    • Enjoy with Us scrive:
      Re: Topolino
      - Scritto da: Mariuolo
      Io sono d'accordo con tutto quello che dite, con
      la legalizzazione del P2P con l'abbassamento
      della durata del copyright. Però secondo me
      alcuni limiti dovrebbero esserci. Ad esempio,
      ormai è risaputo che l'innalzamento a 90 anni
      dalla morte è dovuto alle pressioni della Disney
      perchè mancava poco che Mickey Mouse divenisse di
      pubblico
      dominio.

      Beh, per quanto possa essere in disaccordo su
      certi termini, credo che certe cose dovrebbero
      rimanere in mano ai detentori di diritti. Mi
      spiego, una cosa è un libro, dopo 10-20 anni può
      anche essere di pubblico dominio. Una cosa è una
      canzone per lo stesso motivo di un
      libro.

      Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
      Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare
      storie stamparle e venderle? O
      sbaglio?

      Ma lo stesso potrebbe essere con i personaggi di
      Dragon Ball, con Dylan Dog e tanti altri. Lo
      stesso è per quanto riguarda la stampa di questi
      personaggi su cartelle, diari ecc.. perchè tu
      produttore di cartelle/diari devi guadagnare
      utilizzando tali prodotti e non dare nulla ad
      altri? Il discorso credo sia complesso e mi
      piacerebbe sentire un po' di vostre
      opinioni.E cosa ci sarebbe di male? Se applicassi lo stesso metro a farmaci e brevetti dovresti pagare ancora gli eredi di Pasteur e Diesel... perchè Disney deve avere una simile esclusiva e una azienda automobilistica non avere l'esclusiva sul motore a scoppio?
    • Wolf01 scrive:
      Re: Topolino
      - Scritto da: Mariuolo
      perchè tu produttore di cartelle/diari devi guadagnare
      utilizzando tali prodotti e non dare nulla ad altri? Il
      discorso credo sia complesso e mi piacerebbe sentire un
      po' di vostre opinioni.Perchè se tu crei una cosa, mettiamo un disegno, e io prendo quel disegno 60 anni dopo e lo metto nelle copertine dei miei diari sono io che ci spendo sopra per la stampa etc, magari anche per ritoccare il disegno per renderlo compatibile col formato del diario o per ravvivare i coloriTu cosa hai fatto oltre al disegno? Mi dai qualcosa perchè ti faccio anche pubblicità?Io sono del parere che di originale ce ne sia solo uno, il resto sono copie, non vorrei mai pagare a Leonardo lo stesso prezzo che farebbe per vendere la Gioconda originale quando a me vende una copia di un suo allievo, oppure parlando di tempi moderni: perchè devo pagare un dvd 16 quando il costo complessivo è di 4 ed in più è una copia uguale a tutte le altre?Fossero delle edizioni limitate numerate e tutte diverse capirei, lì c'è dietro del lavoro, ma fare una cosa una sola volta e poi rivenderla clonata con la cornucopia secondo me perde molto valore, quindi mi piacerebbe che anche il prezzo rispecchiasse il valore.Qualsiasi prodotto digitale non ha valore, è come le monete dei lepricani.Inoltre anche se dovessi farti pagare il tempo di lavoro ossia il servizio, visto che non esiste il bene materiale, come fai a quantificarlo?Mettiamo che ci lavori sopra 100 ore al costo di 10 l'ora, sono 1000, immaginando di voler ricavare il doppio potresti venderlo a 100 persone a 20 oppure a 2000 persone a 1, il punto è che una volta recuperato il costo di produzione stai generando soldi "a gratis", e qui è molto difficile secondo me stabilire la differenza tra tipo la multinazionale dell'intrattenimento che fa incassi da record inculando soldi agli utenti e l'utente che incula soldi alla multinazionale perchè non vuole spendere 4 per noleggiarsi il film o 8 per andare a vederlo al cinema.Il punto non è "chi ruba" ma "chi ruba di più"
    • Nome scrive:
      Re: Topolino

      Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
      Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare
      storie stamparle e venderle? O
      sbaglio?
      E perchè no ?Anzi artisticamente sarebbe solo UN BENE !Rimarrebbero premiati i migliori sceneggiatori ed i migliori disegnatori, diminuirebbero i prezzi... MAGARI !!!Il monopolio della cultura produce solo acqua marcia, prodotti stantii.La disney sarebbe SPRONATA a mantenere una qualità alta, la concorrenza è sempre e solo un bene !
    • gerry scrive:
      Re: Topolino
      - Scritto da: Mariuolo
      Ma prendiamo ad esempio proprio Topolino e C.
      Diventa di pubblico dominio e chiunque può creare
      storie stamparle e venderle? O
      sbaglio?Sbagli.Quello che diventa di pubblico dominio è l'opera creata e disegnata da Walt Disney, i cui diritti sono decaduti.Il marchio commerciale non c'entra col copyright, quello resta di proprietà della Walt Disney Corp e se ti metti a fare prodotti sotto quel marchio ti citano per abuso e ti levano la pelle.E' la stessa differenza che passa tra pubblicare una copia della Divina Commedia e spacciarsi per Dante Alighieri :)PS: di quello che dici tu in realtà è già piena la rete (vedi per esempio il fenomeno delle fan-fiction http://it.wikipedia.org/wiki/Fanfiction o della fan art http://it.wikipedia.org/wiki/Fan_art ).A livello amatoriale sono spesso tollerati, e in teoria nessuno ti vieta di pubblicare storie che abbiano per protagonista un topo che vive in una città di animali ed ha per migliore amico un cane.Tuttavia se sono troppo simili al Topolino ti possono perseguire per violazione del marchio.E devi notare che questo non ha nulla a che vedere col copyright, se le storie le crei tu nessuno alla Disney ti può accusare di averle rubate, ti accusano semmai di aver plagiato il concept.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2009 16.25-----------------------------------------------------------
      • Humert scrive:
        Re: Topolino
        ok puoi farlo e finalmente, dico, anche perchè nel 2037 - 1928 = fanno 109 (centonove) anni di copywright del topo con le orecchie, e quanto . deve durare sto copyw ?
        • gerry scrive:
          Re: Topolino
          ok puoi farlo e finalmente,Puoi fare cosa? Metterti a disegnare storie originali topolino?IMHO, no, non puoi.Puoi prendere le storie scritte da Walt Disney, metterle sul mulo, su torrent oppure stamparle e vederle al mercato come opere cadute in public domain. E nessuno ti può dire nulla.
  • iride scrive:
    girano sempre intorno al vero motivo
    E' il prezzo.Inutile girarci tanto attorno, la gente scarica perchè comprare l'equivalente di cio che scarica costerebbe quanto due mutui con i prezzi attuali.
    • Trunk scrive:
      Re: girano sempre intorno al vero motivo

      Inutile girarci tanto attorno, la gente scarica
      perchè comprare l'equivalente di cio che scarica
      costerebbe quanto due mutui con i prezzi
      attuali.due mutui no un CD a 20-25 non mi pare un mutuo, il punto èche tu ne vuoi tanti.La verità sta in mezzo, se un CD costasse 5 lo pagheresti? Dico 5 che vanno 3 all'artista e 1 a chi gestisce il sito di download e 1 in tasse
      • GoodSpeed scrive:
        Re: girano sempre intorno al vero motivo
        - Scritto da: Trunk
        La verità sta in mezzo, se un CD costasse 5 lo
        pagheresti? Dico 5 che vanno 3 all'artista e 1
        a chi gestisce il sito di download e 1 in
        tasseSì! mi costa meno comprarlo che copiarlo...
      • Moffolo scrive:
        Re: girano sempre intorno al vero motivo
        Se costasse 5 non lo pagherei, ma se costasse 3 si, lo pagherei... Ci sono già adesso siti che vendono album completi legalmente a meno di 1 (da scaricare, ovviamente). Masterizzare CD costa così tanto? No (e lo dico perchè lo so: in ditta abbiamo una macchina che stampa e masterizza CD, e costa molto meno di 1 l'uno..., poi aggiungete custodia e distribuzione e arrivate a 1.50...)
      • iride scrive:
        Re: girano sempre intorno al vero motivo
        pago 5 euro per un pacchetto di sigarette, vuoi che non li spendo per un cd? non me lo fumerò, ma per lo meno mi rimane.Sono stato un grande collezionista di CD musicali fin quando ne ho avuto le possibilità economiche. Mi piace davvero poter riempiere la parete di cd, non musica volatile comprata negli shop on line che è mondezza immateriale a frequenze tagliate. A 20-25 euro (a parte che oggigiorno riempirei una parete di mondezza...) ma cosa vuoi comprare più.
      • Wolf01 scrive:
        Re: girano sempre intorno al vero motivo
        Forse lo comprerei ma forse anche no, se il prezzo è inferiore a quanto spendo per copiarlo allora si, come detto più in su, altrimenti deve essere proprio un bel cd, magari con una confezione non riproducibile perchè ha le lettere sul cartoncino in rilievo, colori sgargianti che non puoi stampare o direttamente olografie come il dvd di una notte al museoSe mi offri la stessa identica cosa di un cd verbatim con etichetta stampata a getto d'inchiostro allora sto prima a copiarmelo
    • fra martino scrive:
      Re: girano sempre intorno al vero motivo
      ma va là. è solo il solito blabla. da una parte ieri c'erano i floppy, distribuiti in nero, poi sono arrivati i cd e dvd, poi santo p2p. domani ci sarà qualcosa d'altro. dall'altra sempre più orde di deliranti analfabeti tecnologici in difesa dell'indifendibile: siae, fmc, riaa e gli altri a tutela degli interessi d'editore. interessi d'editore e non d'autore come dimostrano le recenti lagnanze di parte degli autori sorte in seno alla recente assemblea siae per la incompleta distribuzione dei diritti agli autori.
    • ioioio scrive:
      Re: girano sempre intorno al vero motivo
      - Scritto da: iride
      E' il prezzo.

      Inutile girarci tanto attorno, la gente scarica
      perchè comprare l'equivalente di cio che scarica
      costerebbe quanto due mutui con i prezzi
      attuali.no questa è la solita scusa...la gente scarica perchè è comodo e gratis.
  • Eugenio Odorifero scrive:
    Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
    - Scritto da: CCd
    - Scritto da: Er Puntaro

    [yt]FIlDgwfulJI[/yt]

    certo, solo che non vedo la marmotta che
    confeziona la cioccolata in tutto quel
    filmato.Uomo di poca fede!
    • MegaJock scrive:
      Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
      - Scritto da: Eugenio Odorifero
      - Scritto da: CCd

      - Scritto da: Er Puntaro


      [yt]FIlDgwfulJI[/yt]



      certo, solo che non vedo la marmotta che

      confeziona la cioccolata in tutto quel

      filmato.

      Uomo di poca fede!Un'ideologia del genere propagandata dalla stesse gente che ha querelato i siti dei fan, complimenti...
      • DuDe scrive:
        Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
        - Scritto da: MegaJock
        - Scritto da: Eugenio Odorifero

        - Scritto da: CCd


        - Scritto da: Er Puntaro



        [yt]FIlDgwfulJI[/yt]





        certo, solo che non vedo la marmotta che


        confeziona la cioccolata in tutto quel


        filmato.



        Uomo di poca fede!

        Un'ideologia del genere propagandata dalla stesse
        gente che ha querelato i siti dei fan,
        complimenti...pecunia not olet frega assai dei siti dei fans, come a tutte le major, frega solo dei soldi
  • Osvy scrive:
    Re: stranezze...
    - Scritto da: Ricky
    Detto questo, vorrei far notare una cosa:
    Ai miei tempi, la musica si "piratava" usando un
    mangiacassette e una radio.
    Si metteva li a registrare nelle emittenti di
    musica continua oppure su MTV et simila.
    Chi poteva usava i satelliti.
    Alla fine avevi cassette e cassette di musica e
    nessuno diceva nullaCredo ci sia una differenza sostanziale (a parte la rapidità di circolazione): la qualità musicale.Le musicassette registrate peggioravano la qualità della fonte, e ad ogni successiva registrazione peggiorava ancora.Per questo si vendevano più originali (addirittura in musicassetta! :-) ) di adesso.Dopodiché, ci sta anche che nel frattempo si sia divenuti più "affamati" di money: tutto quanto possibile viene monetizzato. Basta guardare quanto prendevano una volta i calciatori rispetto ad adesso, quando mai i diritti televisivi delle partite fornivano tanti soldi? Guardate il tennis, se non paghi non vedi praticamente più niente. ciao
    • Osvy scrive:
      Re: stranezze...
      - Scritto da: Osvy
      Le musicassette registrate peggioravano la
      qualità della fonte, e ad ogni successiva
      registrazione peggiorava ancora.Dimenticavo ovviamente: "ciò che non succede oggi con le copie digitali". :-)
    • Non Lo Vedo scrive:
      Re: stranezze...
      - Scritto da: Osvy
      Guardate il tennis, se non paghi non vedi praticamente più
      niente.E infatti una volta sapevo chi fossero Lendl e McEnroe, e li vedevo pure giocare. Ora so chi sono Nadal e Federer, ma non li ho mai visti giocare una volta così per quel che mi riguarda potrebbero essere due star del curling o i presidenti di due repubbliche africane. Questo al futuro del tennis fa bene o fa male? Il dibattito è aperto ma pensiamo che se io ormai ho una certa età ci sono tanti bambini e ragazzini che il tennis in tv non l'hanno mai visto.Ricordo che quando il motociclismo finì su satellite per un po' di anni (prima dell'epoca Valentino Rossi) qui in Italia non lo vedeva quasi nessuno. Agli sponsor non è piaciuto (per cosa pagavano?) ed è ritornato in chiaro. Fosse stato cifrato Valentino avrebbe una frazione della popolarità e dei guadagni che ha.Altra cosa: dal 2010 il Sei Nazioni di Rugby va su Sky ed il presidente della federazione italiana non è stato felice http://www.tuttosport.com/altri_sport/2009/01/24-16058/Dondi,male+il+6+Nazioni+a+SkyPassa un mese e cambia idea http://rugby1823.blogosfere.it/2009/02/6-nazioni-i-diritti-vanno-a-sky-e-adesso-dondi-fa-festa-ma-le-belle-parole-di-poche-settimane-fa.htmlChissà cosa sarà sucXXXXX.
      • Paolo scrive:
        Re: stranezze...

        Passa un mese e cambia idea
        http://rugby1823.blogosfere.it/2009/02/6-nazioni-i
        Chissà cosa sarà sucXXXXX.Ehm...parafrasando significherebbe più "chissà quanto ha preso". :)
        • Ricky scrive:
          Re: stranezze...
          Eh, per i soldi oramai i ragazzini vendono il didietro, le ragazzine tutto il resto e la gente in generale vende l'ANIMA.E' veramente deprimente...e' re mida al contrario.Dove arriva il denaro, tutto si sXXXXX e si trasforma in CONCIME.Prima erano ivalori a muovere le persone,magari sbagliati ma comunque valori.Adesso e' sempre e solo il profitto...e' il nuovo Dio che non conosce disaffezioni,ha sempre piu' adepti.Chi non vuole sottostare al suo giogo, viene travolto.PEr fortuna qualcuno sopravvive e crea realta' di tutto rispetto.Ma sono pochi e vengono tirati in mezzo in tutti i modi pur di farli capitolare.
          • MegaJock scrive:
            Re: stranezze...
            Non é mai esistito nella storia umana un tempo in cui la gente sia stata mossa da "principi". L'obiettivo di chiunque é sempre il tornaconto personale.A parte qualche povero illuso, ovviamente.
          • povero illuso scrive:
            Re: stranezze...
            - Scritto da: MegaJock
            Non é mai esistito nella storia umana un tempo in
            cui la gente sia stata mossa da "principi".
            L'obiettivo di chiunque é sempre il tornaconto
            personale.

            A parte qualche povero illuso, ovviamente.Non ti viene manco un pelino di dubbioche, forse, ci sono molti modiper perseguire il proprio___ tornaconto personale ___e che "voler vivere in una società decenteinsieme a persone ... e non lupi e squali"sia, appunto, perseguire il proprio___ tornaconto personale ___? ? ?Bye ... ;)
  • uno qualsiasi scrive:
    problemi da terzo millennio
    ancora non si vuole affrontare il problema alla radice e questo e' un tema da G8. La tecnologia sta cambiando il nostro modo di vivere e brucia in continuazione posti di lavoro, un tempo c'era il primario e i contadini, adesso ci sono macchine e i contadini sono ridotti al minimo. Allora ci si e' spostati nel secondario ma poi sono arrivati i sistemi di automazione e i posti di lavoro si sono ridotti al minimo. Ci si e' buttati nel terziario, sono nati centinaia di migliaia di negozi (b2c) ma anche magazzini che forniscono magazzini che distribuiscono a intermediari che forniscono i negozi (b2b) ma anche qui e' arrivata l'informatica, l'automazione, i distributori. Molti si sono buttati nei call center ma io in questo momento sto lavorando ad un progetto che sostituira' i call center.Mi appello ai grandi della terra, AFFRONTATE QUESTO PROBLEMA prima che sia troppo tardi perche' tra un po' sfocera' nel caos sociale, ci saranno negozi pieni di beni e gente che morira' di fame perche' non possiede pezzi di carta per poter sfamare i propri figli. Il problema del copyright e' uno spin-off del problema principale legato al cambiamento della nostra societa' dovuto alla tecnologia che sia chiaro e' una BUONA COSA.Affrontate il problema alla radice o sarete i primi a cadere e io saro' tra gli ultimi saluti
    • n.n. scrive:
      Re: problemi da terzo millennio
      Fino a quando non ci sarà un salto tecnologico tale da consentire l'esistenza di amcchina capaci di sostituire in tutto e per tutto gli umani (eliminando la necessità di lavorare) le cose andranno sempre peggio.Solo un intervento giuridica potrà evitare il peggio ma qualunque provvedimento in tal senso verrebbe accolto molto male dall'imprenditoria e dalla multinazionali.Questo è interessante: http://it.wikipedia.org/wiki/La_fine_del_lavoro
      • Python86 scrive:
        Re: problemi da terzo millennio
        Forse sarò miope, non di larghe vedute, ma questa "disoccupazione globale" mi sembra una utopia. Perchè credo che ci sarà sempre bisogno di un intervento umano, quantomeno per riparare le macchine danneggiate e creare nuovo software per computer. Certo, se davvero si riuscisse a creare macchine che riparano altre macchine in modo totalmente automatico e programmi in grado di "pensare" nuovo codice allora anche queste ultime due forme di lavoro potranno scomparire, ma un mondo in cui le macchine pensano mi sembra uno scenario troppo "Matrix".(cylon)
        • Matx scrive:
          Re: problemi da terzo millennio
          - Scritto da: Python86
          Certo, se davvero si riuscisse a creare macchine
          che riparano altre macchine in modo totalmente
          automatico e programmi in grado di "pensare"
          nuovo codice allora anche queste ultime due forme
          di lavoro potranno scomparireEh no, se ci sarà qualcuno che in futuro non perderà il lavoro, questi saranno proprio i programmatori ;)Nel secolo scorso, agli albori della nascita di quella cosa che oggi chiamiamo informatica, ma che quella volta era poco più che una branca della matematica, un certo Godel è riuscito a dimostrare un teorema che costituisce uno dei più importanti fondamenti dell'informatica moderna e che fra l'altro garantisce per l'eternità i posti di lavoro ai programmatori.Godel in parole povere aveva dimostrato che è possibile costruire una macchina che sappia svolgere un certo algoritmo od un certo calcolo, ma non è possibile costruire una macchina che sia in grado di "ragionare" sull'algoritmo che è in grado di svolgere l'altra macchina, cioè di capire se è corretto, se terminerà in un tempo finito, se si può migliorare ecc.In realtà il discorso è un po' più complicato, ma la sostanza è che non sarà mai possibile che delle macchine prendano completamente il posto dell'uomo, perchè le macchine non sono e non saranno mai in grado di programmare altre macchine.Tutto questo non è solo una teoria, un ipotesi, ma è stato proprio dimostrato matematicamente, quindi siamo certi che sia vero.Per chi vuole approfondire c'è un bel po' di roba da leggere su wikipedia :)http://it.wikipedia.org/wiki/Teoremi_di_incompletezza_di_G%C3%B6del
          • Python86 scrive:
            Re: problemi da terzo millennio
            Infatti, come dicevo nella prima parte del mio commento, mi sembra impossibile che una macchina possa "ragionare" sul software. E se c'è pure la dimostrazione matematica, molti lettori di P.I. possono dormire sonni tranquilli. :D Grazie 1000 per la completezza Matx! :)
    • Molto Miope scrive:
      Re: problemi da terzo millennio
      - Scritto da: uno qualsiasi
      ancora non si vuole affrontare il problema alla
      radice e questo e' un tema da G8.

      La tecnologia sta cambiando il nostro modo di
      vivere e brucia in continuazione posti di lavoro,Il problema è un altro: fino a quando si dovrà ancora costringere la gente a lavorare, ossia a passare la vita in occupazioni faticose, noiose, spesso inutili?La meccanizzazione delle attività di base per me è solo positiva. Che oggi serva un contadino là dove ne servivano mille è un bene. Che una tonnellata di tondini venga fatta da poche persone invece che da centinaia di artigiani è un bene e via così. La completa automatizzazione e la completa disoccupazione sono un obiettivo da perseguire, così chi vorrà grattarsi la pancia se la gratterà e chi vorrà progettare macchine automatiche avrà il piacere di farlo. E se nessuno vorrà farlo, amen, si riprenderà a lavorare.Esporre il concetto in così poche parole è magari un po' imprudente e presta il fianco a milioni di critiche, ma provate un po' a riflettere sul perché davvero lavorate (o lavorerete). Su questa linea di pensiero aver fondato una repubblica sul lavoro mi pare molto miope: bisognava guardare un po' più in là e chiedersi a cosa serviva tutto questo lavoro. Quello sarebbe stato il fine, ed il lavoro solo il mezzo.E' come dire, una repubblica basata sul cucchiaio, quando il fine sarebbe stato mangiare.
      • S.G. scrive:
        Re: problemi da terzo millennio
        Hai una soluzione per eliminare i soldi?
        • Non Lo Vedo scrive:
          Re: problemi da terzo millennio
          - Scritto da: S.G.
          Hai una soluzione per eliminare i soldi?Non facciamo l'errore di pensare che il denaro sia lo scopo del lavoro. Sono solo un passaggio intermedio tra il lavorare e il perché si lavora e servono a rendere più flessibile lo schema originale del baratto.Prova a fare un salto oltre ai soldi e pensa a perché lavori.Ripeto, l'ideale sarebbe un mondo in cui chi vuole inventare qualcosa lo possa inventare e chi non vuole fare un cavolo, non lo faccia (e si tolga presto di mezzo, se posso dirla tutta). E a contorno casa, cibo, cure mediche, etc dovrebbero essere tutti dati gratis tramite automazione e/o l'intervento di chi volesse darsi da fare.
          • Marto Tortio scrive:
            Re: problemi da terzo millennio
            Ma cosa ti sti inventando?? è normale che si lavori per i soldi, se così non fosse perchè non vai a lavorare in cucina per un ristorante chiedendo come salario solo di poter mangiare gratis da loro?
          • Wolf01 scrive:
            Re: problemi da terzo millennio
            Penso che lo facciano
        • Matx scrive:
          Re: problemi da terzo millennio
          - Scritto da: S.G.
          Hai una soluzione per eliminare i soldi?Certo, in un ipotetico mondo futuristico dove tutti i lavori sono fatti dalle macchine non ci sarà più bisogno dei soldi!Gli uomini per lavorare vogliono qualcosa in cambio tipo i soldi o qualche altro bene materiale o immateriale che gli possa fare comodo, altrimenti non lavorano. Le macchine invece basta che le accendi e loro lavorano. Quindi in un mondo dove tutto, ma proprio tutto, è fatto dalle macchine, non ci sarà bisogno per esempio di pagare al ristorante, perchè te basta che ti presenti lì, pigi un tasto e tutto un sistema automatico ti prepara da mangiare e te lo porta senza nessun intervento umano. E siccome le macchine non vogliono essere pagate, tu non dovrai pagare per quel piatto di pasta fatto interamente dalle macchine.A questo punto cosa te ne fai dei soldi? Si possono eliminare! ;)
    • attonito scrive:
      Re: problemi da terzo millennio

      Mi appello ai grandi della terra, AFFRONTATE
      QUESTO PROBLEMA prima che sia troppo tardicavolo, me lo vedo proprio Obama che legge i post di P.I.
    • S.G. scrive:
      Re: problemi da terzo millennio
      Hai una soluzione per eliminare i soldi?
      • Wolf01 scrive:
        Re: problemi da terzo millennio
        Si, si chiama inflazione stratosferica, basta produrne in quantità astronomiche e useremo biglietti da 500 per accendere il fuoco e intere mazzette come tronchetti per alimentarlo... vedesi Germania dopo la 1aGM
    • Carlo scrive:
      Re: problemi da terzo millennio
      - Scritto da: uno qualsiasi
      ancora non si vuole affrontare il problema alla
      radice e questo e' un tema da G8.Su questo sono d'accordo, se non fosse che non credo nelG8 come in unqualcosa in grado di promuovere una efficace*governance globale* (ed aggiungo: per fortuna!)
      Il problema del copyright e' uno spin-off del
      problema principale legato al cambiamento della
      nostra societa' dovuto alla tecnologia che sia
      chiaro e' una BUONA
      COSA.Concordo, ma invertirei: il copyright (e in generale lacosiddetta proprietà inellettuale sono ormail *il* problemaprincipale, non un semplice spin-off. In un mondo ormaivotato alla comunicazione globle, ogni criterio di limitazionedella circolazione di tale comunicazione, a cominciare dallacreazione di monopoli sulle idee astratte, costituisce *lamadre di tutti i problemi*, e sono tutti gli altri temi che ne diventano uno spin-off. Il fatto che le idee vengano considerate"di proprietà" alla stregua di un casa o di una automobile,è una evidente forzatura, perchè le idee, a differenza dei benimateriali, non sottostanno al principio di scarsità. Il renderlequindi forzatamene una risorsa scarsa può fare più danno aipaesi poveri (a cominciare dall'Africa) di quando non ne possafare lo sfruttamento "tradizionale" di beni e risorse materialida parte del "primo mondo". Fintanto che si continuerà ad "impediredi pensare cose già pensate da altri" se non pagando pegno, èinutile stanziare (pochi) quattrini per far credere di stareaiutando chi si trova nella miseria, perchè vorrà solo dire "fare la carità" a queste persone, dopo averle rese drammaticamente povere.E "tornando dall'Africa a casa nostra", Internet sta ridisegnandoil nostro modo di vivere, i servizi, la pubblica amministrazionee tutto quanto il resto. Questo comporta che anche problemi quali quelli dello stato sociale e previdenziale non vengono "prima"di quelli del copyright, ma vengono dopo, ovvero anche questi nediventano degli spin-off.Questo modo di vedere è purtroppo ancora molto lontano daquello della quasi totalità della nostra "classe dirigente",e l'ingresso sulla scena politica di soggetti come il PartitoPirata svedese sono da considerare passi in avanti estremamenteimportanti, anche se ancora troppo limitati.
  • mao scrive:
    Diritti o privilegi d'autore?
    La mia proposta è molto semplice, tagliamo i diritti d'autore a 5-10 anni di durata... ricordiamoci sempre che i diritti d'autore sono nati per evitare una vecchiaia di stenti agli autori, oggi, con gli obblighi previdenziali esistenti e con lo stato sociale non mi sembra che gli autori corrano tali rischi!D'altronde se i brevetti sui farmaci durano alla fine 10 anni, con tutti gli enormi investimenti necessari per lanciare una nuova molecola, proprio non si capisce perchè i diritti d'autore debbano durare 70 o 90 anni dopo la morte dell'autore!
    • Pubblico scrive:
      Re: Diritti o privilegi d'autore?
      Concordo con la tua posizione ma voglio precisare una cosa: l'obiettivo della prima legge sul copyright (lo Statute of Anne del 1709) difficilmente poteva essere la protezione della vecchiaia degli autori perché il copyright veniva conXXXXX per soli 14 anni (21 per le opere stampate prima dello statuto).http://en.wikipedia.org/wiki/History_of_copyright_law#The_birth_of_modern_copyrightCopia fotografica dell'originale, con trascrizionehttp://www.copyrighthistory.com/anne.html"the Author of any Book or Books already Composed and notPrinted and Published [...] shall have the sole Liberty of Printingand Reprinting such Book and Books for the Term of four-teen [years]"L'origine della prima legge sul copyright fu una storia abbastanza istruttiva, perché mostra come per millenni non era stato riconosciuto agli autori nessun beneficio particolare per aver creato qualcosa.Il paese in cui è nato il copyright fu l'Inghilterra. Nel 17esimo secolo gli stampatori erano stati organizzati per legge in una corporazione ed avevano diritti perpetui sulle opere che stampavano. Inoltre solo i membri della corporazione potevano stampare libri. Quando c'erano dispute tra un membro e l'altro venivano risolte internamento alla corporazione. Gli autori semplicemente vendevano una storia ad uno stampatore e il loro guadagno finiva lì.Verso la fine del secolo questa legge venne a cessare (era un Licensing Act con una certa durata) e per qualche anno fu possibile a tutti stampare e vendere. Inutile dire che chi aveva beneficiato di monopolio venne a trovarsi in difficoltà a causa di libri venduti a prezzo molto minore da nuovi stampatori che iniziavano l'attività un po' ovunque.Fu allora fatta una nuova legge per regolamentare la situazione, e fu lo statuto d'Anna di cui scrivevo. Qui per la prima volta nella storia il diritto sull'opera venne dato all'autore e non allo stampatore.Nei secoli successivi il copyright è stato esteso dai libri alla musica, alle foto, ai film, ai programmi per computer e a tante altre cose, estendendone la durata anche perché se il copyright per l'autore si allunga, si allunga anche il diritto dell'editore (lo stampatore di una volta) di avere un monopolio sulle stampe. Quest'allungamento è molto naturale in quanto gli editori hanno tanti soldi e chi fa le leggi sono esseri umani che possono essere opportunamente convinti dei benefici di un lungo periodo di copyright.A mio giudizio si è passati da un'idea ragionevole ad una pratica irragionevole perché i tempi sono troppo lunghi e per il beneficio di pochi molti sono costretti a pagare tanto e per sempre. Un ritorno alle origini, 5, 10 o 14 anni, mi pare auspicabile.
      • n.n. scrive:
        Re: Diritti o privilegi d'autore?
        Storia interessante.Anch'io sono a favore di una riduzione del periodo ad alcuni lustri.
      • Trunk scrive:
        Re: Diritti o privilegi d'autore?
        - Scritto da: Pubblico
        Un ritorno alle origini, 5, 10 o 14 anni,
        mi pare auspicabile.ma io farei una cosa diversa:1) il diritto non è trasferibile2) vale finche vivi e se muori funche i tuoi figli non diventano maggiorenni3) se un certa opera supera un soglia di incassi (che so un milione di euro) i diritto decade.
      • Wolf01 scrive:
        Re: Diritti o privilegi d'autore?
        ...e sinceramente aveva molto senso.In quanto autore sarebbe più giusto che io facessi qualcosa e la vendessi beccandomi il mio meritato guadagno, che poi siano altri a far fruttare il mio lavoro è esattamente come chi producendo betoniere non si prende delle royalty sulle tonnellate di cemento mescolato per far su grattacieli, ma semplicemente vende la sua betoniera al muratore che la riutilizza come strumento per far fruttare il proprio stipendio.Che poi ci siano delle classi e solo loro possano essere autorizzate a riprodurre l'opera è tutto da vedere e a me pare molto sbagliato, in quanto io falegname non potrei prendere una betoniera per farmi le fondamenta per la casetta di legno ma dovrei chiamare il muratore a farlo.Stessa cosa per gli stampatori, non è che facevano soldi sul lavoro altrui, perchè il loro lavoro era riprodurre tale opera e l'opera era uno strumento come altri, il problema era che fossero solo loro a poterla riprodurre facendo il cosiddetto "cartello"
    • pippo scrive:
      Re: Diritti o privilegi d'autore?
      Sicuramente i tempi sono molto differenti rispetto a quelli in cui è nato il diritto d'autore e anch'io sono concorde con la riduzione di tale periodo.Oggi gli sfruttatori di tali privilegi sono essenzialmente gli editori, più che gli autori. Questo è il punto fondamentale. Gli editori, una volta necessari per la stampa e la diffusione dell'opera, oggi non sono più indispensabili: l'opera può essere pubblicata su internet in forma elettronica.
  • Er Puntaro scrive:
    Ooh beh! Tanto nel futuro ...
    [yt]FIlDgwfulJI[/yt]
    • bebo bebo scrive:
      Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
      "Borg" - "Sono svedesi!"uahahahahahahaha roflmao :))))))
      • Eugenio Odorifero scrive:
        Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
        - Scritto da: bebo bebo
        "Borg" - "Sono svedesi!"

        uahahahahahahaha roflmao :))))))Grande ironia!In ogni caso un'economia così mi piacerebbe davvero!
        • attonito scrive:
          Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
          - Scritto da: Eugenio Odorifero
          - Scritto da: bebo bebo

          "Borg" - "Sono svedesi!"



          uahahahahahahaha roflmao :))))))

          Grande ironia!
          In ogni caso un'economia così mi piacerebbe
          davvero!niente soldi = allora tutti comunisti, la societa' basata sul profitto dovrebbe collassare? ma daiiiiii!
          • mandreozzi scrive:
            Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
            Guarda che gli anni '50 sono finiti! Ma ancora parli di comunisti come il settantenne Silvio?Libero di pensarla come vuoi ma il modello di futuro di questo video è perfettamente aderente alle teorie psicologiche di Maslow sulle origini della motivazione umana.Ed in cima alla sua nota "piramide" c'è proprio l'autorealizzazione ed il miglioramento delle condizioni del "branco". Il benessere materiale c'è ma sta più sta più in basso (a metà dopo cibo, sicurezza e rispetto).E' tutto ciò è innato da sempre nella nostra specie altrimenti staremmo ancora nelle grotte ricchissimi di conchiglie e pietre colorate ed a caccia di alci e comunisti. Siamo nel 2010. Basta con il 900! E poi pare che il politico più influente dello scorso secolo sia stato proprio il "pezzente" Gandhi... altro che fascisti e comunisti (beata ignoranza).-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 13 luglio 2009 11.50-----------------------------------------------------------
    • etherodox scrive:
      Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
      citazione deliziosa.
    • CCd scrive:
      Re: Ooh beh! Tanto nel futuro ...
      - Scritto da: Er Puntaro
      [yt]FIlDgwfulJI[/yt]certo, solo che non vedo la marmotta che confeziona la cioccolata in tutto quel filmato.
  • skywalker scrive:
    Ridurre la durata del Copyright
    "il 90 per cento dei libri conservati nelle biblioteche pubbliche non è più disponibile sul mercato".A questo punto dovrebbe essere chiaro che "una vita+70 anni" blocca la diffusione del 90% dei libri.Facciamo una riforma semplice:(c) per 12 anni gratis, (c) altri 6 anni al prezzo di 72 mesi di stipendio medio di un dipendente, (c) altri 6 al prezzo di 144 mesi di s.m.d., (c) altri 6 a 288, (c) altri 6 a 576, (c) altri 6 a 1152, altri 6 a 2304, altri 6 a 4608, altri 6 a 9216. Dopo 60 anni, se si è sempre ritenuto economicamente conveniente rinnovare il (c), vuol dire che si è guadagnato ALMENO quello che un dipendente avrebbe guadagnato in 1530 anni: direi che la collettività a quel punto ha ampiamente "sovvenzionato" la creatività, ed è ora di sciogliere il monopolio. Se invece dopo 12 anni di monopolio, nei successivi sei non ci si aspetta di guadagnarci nemmeno lo stipendio di un dipendente, allora forse è meglio che, per sostenersi, si vada a fare un altro lavoro e ci si goda quello che si è raccattato da 12 anni di monopolio garantitogli dalla società. E avanti gli altri. Magari c'è qualcuno che quella stessa storia è capace di riraccontarla in modo decisamente più accattivante, quella stessa melodia la sa inserire in una canzone più intrigante...
    • Guybrush scrive:
      Re: Ridurre la durata del Copyright
      - Scritto da: skywalker
      "il 90 per cento dei libri conservati nelle
      biblioteche pubbliche non è più disponibile sul
      mercato".[...]
      intrigante...Mi hai tolto le parole dal mouse.Al momento siamo al punto in cui un'opera rende piu' agli EREDI dei detentori dei diritti che non agli autori.Chi viene premiato allora? Il creativo o chi sa sfruttarne il lavoro?Va rivisto QUESTO aspetto della legge.-- GT
    • mao scrive:
      Re: Ridurre la durata del Copyright
      - Scritto da: skywalker
      "il 90 per cento dei libri conservati nelle
      biblioteche pubbliche non è più disponibile sul
      mercato".
      A questo punto dovrebbe essere chiaro che "una
      vita+70 anni" blocca la diffusione del 90% dei
      libri.
      Facciamo una riforma semplice:
      (c) per 12 anni gratis, (c) altri 6 anni al
      prezzo di 72 mesi di stipendio medio di un
      dipendente, (c) altri 6 al prezzo di 144 mesi di
      s.m.d., (c) altri 6 a 288, (c) altri 6 a 576, (c)
      altri 6 a 1152, altri 6 a 2304, altri 6 a 4608,
      altri 6 a 9216. Dopo 60 anni, se si è sempre
      ritenuto economicamente conveniente rinnovare il
      (c), vuol dire che si è guadagnato ALMENO quello
      che un dipendente avrebbe guadagnato in 1530
      anni: direi che la collettività a quel punto ha
      ampiamente "sovvenzionato" la creatività, ed è
      ora di sciogliere il monopolio. Se invece dopo 12
      anni di monopolio, nei successivi sei non ci si
      aspetta di guadagnarci nemmeno lo stipendio di un
      dipendente, allora forse è meglio che, per
      sostenersi, si vada a fare un altro lavoro e ci
      si goda quello che si è raccattato da 12 anni di
      monopolio garantitogli dalla società. E avanti
      gli altri. Magari c'è qualcuno che quella stessa
      storia è capace di riraccontarla in modo
      decisamente più accattivante, quella stessa
      melodia la sa inserire in una canzone più
      intrigante...Credo nel libero mercato, la mia proposta è molto più semplice, tagliamo i diritti d'autore a 5-10 anni di durata... ricordiamoci sempre che i diritti d'autore sono nati per evitare una vecchiaia di stenti agli autori, oggi, con gli obblighi previdenziali esistenti e con lo stato sociale non mi sembra che gli autori corrano tali rischi!D'altronde se i brevetti sui farmaci durano alla fine 10 anni, con tutti gli enormi investimenti necessari per lanciare una nuova molecola, proprio non si capisce perchè i diritti d'autore debbano durare 70 o 90 anni dopo la morte dell'autore!
      • Osvy scrive:
        Re: Ridurre la durata del Copyright
        - Scritto da: mao
        Credo nel libero mercato, la mia proposta è molto
        più semplice, tagliamo i diritti d'autore a 5-10
        anni di durata...Facilissimo a dirsi. Scommetto che sono tutti d'accordo... :-) come mandare le donne in pensione alla stessa età degli uomini...Detto questo, 5-10 anni sono pochi, ma 70 anni sono una vera XXXXXta. Di sicuro questo è il primo degli aspetti da sistemare. ciao a tutti
        D'altronde se i brevetti sui farmaci durano alla
        fine 10 anni, con tutti gli enormi investimenti
        necessari per lanciare una nuova molecolaEh già, è una buona osservazione. Forse in questo campo è prevalso il "diritto di accedere alle cure"
        proprio non si capisce perchè i diritti d'autore
        debbano durare 70 o 90 anni dopo la morte
        dell'autore!Che poi gli porta sfiga: per poterle usare prima possibile, tutti noi consumatori a sperare che muoia presto!!! :-)
        • Enjoy with Us scrive:
          Re: Ridurre la durata del Copyright
          - Scritto da: Osvy
          - Scritto da: mao

          Credo nel libero mercato, la mia proposta è
          molto

          più semplice, tagliamo i diritti d'autore a 5-10

          anni di durata...

          Facilissimo a dirsi. Scommetto che sono tutti
          d'accordo... :-) come mandare le donne in
          pensione alla stessa età degli
          uomini...
          Detto questo, 5-10 anni sono pochi,Pochi? ma 70 anni
          sono una vera XXXXXta. Di sicuro questo è il
          primo degli aspetti da sistemare. ciao a
          tutti


          D'altronde se i brevetti sui farmaci durano alla

          fine 10 anni, con tutti gli enormi investimenti

          necessari per lanciare una nuova molecola

          Eh già, è una buona osservazione. Forse in questo
          campo è prevalso il "diritto di accedere alle
          cure"
          Già ma a quanto pare 10 anni bastano ed avanzano alle case farmaceutiche per prosperare!
      • Carlo scrive:
        Re: Ridurre la durata del Copyright
        - Scritto da: mao
        Credo nel libero mercato, la mia proposta è molto
        più semplice, tagliamo i diritti d'autore a 5-10
        anni di durata... ricordiamoci sempre che i
        diritti d'autore sono nati per evitare una
        vecchiaia di stenti agli autori, ...Concordo in pieno sulla necessità di portare il copyright a 5 anni.E voglio anche sottolineare come gli anglosassoni lo chiamino*copyright*, che ne descrive meglio la funzione rispetto allatraduzione italiana di "diritto d'autore". L'istituto nacqueinfatti per compensare non tanto gli autori quanto glistampatori, e visto l'universo digitale in cui ormai citroviamo, dove la copia è *endemica* e connaturata con ilfunzionamento del mezzo, e dove non vi è più alcunadistinzione effettiva fra copia ed originale, degli stampatorinon vi è più bisogno. Il fatto che questi continuino adimporre la propria indispensabilità attraverso misureilliberali e protezionistiche non farà che prolungarne l'agonia,procrastinando un destino già segnato.
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