Smanettando, il Fisco digerirebbe l'open source

Lo raccontano i lettori di Punto Informatico, alle prese con i software forniti dalle pubbliche istituzioni. Ci vorrebbe poco, spiegano, a rendere tutto più accessibile
Lo raccontano i lettori di Punto Informatico, alle prese con i software forniti dalle pubbliche istituzioni. Ci vorrebbe poco, spiegano, a rendere tutto più accessibile

Scrive Valerio C. : “Vi scrivo in merito al software gratuito per la compilazione dell’F24, messo a disposizione dal sito delle Finanze . Sono pienamente d’accordo che si tratti probabilmente di una scelta precisa per escludere il free software, dato che proprio dopo aver letto la lettera su Punto Informatico , ho cercato di avviare la procedura di installazione del software su Linux e ci sono riuscito.
Non so se ci siano dei problemi legali per l’installazione del programma su una piattaforma non prevista, comunque è di una tale semplicità, che volevo contribuire, fornendo le istruzioni per l’installazione”.

Basta qualche smanettamento:
“Una volta che si è assicurati della presenza sul proprio sistema linux di una macchina virtuale java (versione minima 1.3.1_13, io ho usato la 1.5.0_8), procedere in questo modo:
– Si prende il file eseguibile per Windows, e si scompatta con WinRAR (ovviamente da Windows), ottenendo le cartelle IntallerData e Windows
– Si copiano le cartelle sul sistema Linux
– Dalla cartella dove si sono copiate le suddette cartelle, si lancia il comando:
java -classpath “InstallerData/IAClasses.zip: Windows/resource/jdglue.zip:InstallerData/Execute.zip: Windows/InstallerData/Execute.zip:InstallerData/Resource1.zip: Windows/InstallerData/Resource1.zip: InstallerData:Windows/InstallerData” com.zerog.lax.LAX “Windows/F24OnLine.lax” “lax69.tmp”

Non solo si è installato, ma sembra anche funzionare.
Una volta impostato il proxy per accedere ad Internet sono riuscito a scaricare e installare anche degli aggiornamenti. Ovviamente non ho fatto test approfonditi, ma è una semplice dimostrazione del fatto che non ci sono impedimenti tecnici”.

Ma non è detto che occorra usare Windows come “sponda”, la soluzione è (sarebbe?) già a portata di mano.

Scrive infatti Carlo S. , sempre in merito all’articolo di ieri : “Distinguerei tra programmi scritti in toto per Microsoft Windows e/o per il MacOS (X e non) e quelli che hanno il solo installer per i suddetti sistemi operativi.

I primi devono essere riscritti in java per essere disponibili rapidamente per più piattaforme (posto che sia questa la piattaforma tecnologica di riferimento).

I secondi, invece, sono spesso già scritti in java e potrebbero essere pubblicati anche semplicemente come “.jar”, magari indicando la riga di esecuzione se diversa dal tipico “java -jar applicativo.jar” (ottenuto anche con il doppio click sul file) tanto per permettere (almeno ai power user) di usare il software e/o per permettere di pubblicare l’applicativo o il suo aggiornamento prima di svilupparne l’installer per i vari sistemi operativi (MS Windows; MacOS, X e non, PowerPC e Intel; linux; unix, OS/2 ed eredi, BeOS,…).

Secondo me, la vera soluzione a questo punto si chiama Java Web Start ( JWS : tale applicativo fa parte dell’installazione standard della Java Virtual Machine Sun ed è disponibile per molti sistemi operativi .
Con JWS l’utente ha a disposizione un’interfaccia semplice da cui eseguire i vari applicativi java. Questi vengono installati in locale nel pc dell’utilizzatore semplicemente cliccando su un apposito link nel browser.
Ad ogni esecuzione degli stessi, inoltre, viene verificata pure la disponibilità di una nuova versione dello stesso applicativo nel sito del relativo produttore/distributore (la PA nella fattispecie).
Se quest’ultima risulta disponibile, viene scaricata, aggiornata localmente nel pc ed, infine, eseguita.

Questa particolare caratteristica aggiuntiva è, ovviamente, utile se il pc risulta in quel momento connesso ad Internet. In particolare, è di gran vantaggio nei casi in cui ci siano spesso rilasci di correzioni (bug fix) o di nuove funzionalità come avviene nel caso dei vari software dichiarativi messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate a partire dai mesi di aprile/maggio da qualche anno a questa parte.
Questo evita continue visite di controllo al sito (peraltro a volte utili) e garantisce il continuo aggiornamento.

Ritengo auspicabile l’adozione di JWS per l’utente (che è un cittadino indipendentemente dal sistema operativo usato), per il produttore e per il distributore del software, soprattutto nel caso della PA”.

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07 09 2006
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