Software open source per le pratiche nella PA

L'esempio del comune di Guidonia Montecelio, che distribuisce un programma in Perl per la gestione delle pratiche dello Sportello Unico delle Attività Produttive


Roma – Quanti sono i comuni italiani? Migliaia. E migliaia sono quei comuni che potrebbero facilmente adottare un software open source realizzato da Infostrada per conto e sotto la guida del Comune di Guidonia Montecelio (Roma), che ora lo distribuisce via internet gratuitamente, condito da manuale tecnico in.pdf, e sotto licenza GPL.

Secondo il Prato Linux User Group, che ha dato ampio spazio a questo software , il programma SUAP (Sportello Unico per le Attività Produttive) rappresenta un importante esempio di software libero nella Pubblica Amministrazione.

Proprio il PLUG invita ufficialmente “le Pubbliche Amministrazioni nella zona di Prato e dintorni ad esaminare SUAP e valutare se può rispondere alle proprie esigenze, dando al contempo la nostra massima disponibilità per partecipare a discussioni, incontri e approfondimenti su questi temi, dal momento che l’adozione del software libero nella Pubblica Amministrazione è uno degli scopi principali della nostra Associazione”.

La distribuzione GPL consente a qualunque Comune di riutilizzare e personalizzare facilmente il software sulle proprie esigenze. Secondo il PLUG significa “risparmiare risorse, sia perché il software libero si può utilizzare gratuitamente, sia perché non si è costretti ad effettuare aggiornamenti “obbligatori”, in quanto le caratteristiche peculiari del software libero permettono ad ogni programmatore di effettuare un’assistenza completa”.

Il programma e il manuale, con tanto di demo della versione 1.0, sono disponibili qui .

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  • Anonimo scrive:
    Pene + Severe ??????

    Accanto al SID, la proposta presentata alla UE
    prevede poi l'introduzione di pene più severe per i
    contraffattoriPENE + SEVERE????Più severe di quelle che già ci sono ?Allora fuciliamoli !
  • Anonimo scrive:
    Ma che significa risalire all'originale?
    Esiste un identificativvo su ogni originale d'accordo.Ma se poi questo viene riprodotto, e vengono trovate le copie contrafffatte come fanno a sapere chi è il possessore dell'originale? Costringono chi acquista un cd a lasciare i suoi dati personali e li associano al sid?Se poi il risalire a questo fantomatico originale dovesse risultare davvero problematico le grosse organizzazioni di duplicazione sarebbero cosi stupide da non sostituire il seriale con un altro casulae di cui magari esiste un leggittimo proprietario che non si è fatto nemmeno la copia di sicurezza per lui?Perchè le istituzioni nazionali ed europee continuano a collaborare con le grosse lobby di produttori invece che con i consumatori?Perchè i consumatori elettori votano rappresentanti che rappresenteranno solo gli interessi dei lobbisti?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma che significa risalire all'originale?
      - Scritto da: yuptost
      Esiste un identificativvo su ogni originale
      d'accordo.No. l'ID viene messo su ogni supporto vergine, non sugli originali. In questo modo è possibile sapere chi ha prodotto (fisicamente) un CD e spulciare la sua lista di clienti alla ricerca di eventuali pirati. Naturalmente tutto questo si può applicare solo a grosse realtà, non certo al piratello sotto casa...
      • Anonimo scrive:
        Re: Ma che significa risalire all'originale?
        - Scritto da: yuptost

        Esiste un identificativo su ogni originale d'accordo.- Scritto da: Freasky
        No. l'ID viene messo su ogni supporto vergine, non sugli originali. In questo modo
        è possibile sapere chi ha prodotto (fisicamente) un CD e spulciare la sua lista
        di clienti alla ricerca di eventuali pirati.
        Naturalmente tutto questo si può applicare solo a grosse realtà, non certo al piratello
        sotto casa...... e naturalmente le "grosse realtà" avranno sicuramente qualche meccanismo per CANCELLARE l'ID dal supporto, cosa che invece il "piratello sotto casa" non può fare ...... mi sono perso ... a che cosa serve l'ID sui supporti?
        • Anonimo scrive:
          Re: Ma che significa risalire all'originale?

          ... mi sono perso ... a che cosa serve l'ID
          sui supporti?a nulla...e l'intimidazione psicologica in america e punibile dalla legge...;-)
  • Anonimo scrive:
    e come sempre nessuno lo sapeva...
    Il numero identificativo, chiamato Source Identification Code (SID), viene per altro già adottato - secondo quanto dichiarato dall'associazione dei produttori di software BSA - dall'80% dei produttori di dischi: la speranza dell'industria dei contenuti è che, se imposta per legge, questa prassi possa estendersi alla totalità dei produttori.
    • Anonimo scrive:
      Re: e come sempre nessuno lo sapeva...
      - Scritto da: blah
      Il numero identificativo, chiamato Source
      Identification Code (SID), viene per altro
      già adottato che non lo si sapesse questo e' tutto da dimostrare... su un cd prima di essere masterizzato ci sono gia' informazioni... cdrecord le presentaDisk type: Short strategy type (Phthalocyanine or similar)Manuf. index: 22Manufacturer: Ritek Co.quindi era abbastanza probabile ci fosse anche un identificativo di questo tipo.
      • Anonimo scrive:
        Re: e come sempre nessuno lo sapeva...

        quindi era abbastanza probabile ci fosse
        anche un identificativo di questo tipo.ovviamente...c'erano anche dei programmini...;-)pero a me sta cazzata del numero unico (in tutto) comincia leggermente a stare sul **********
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