Il Solitario di Microsoft entra nella Hall of Fame

Pensato per abituare gli utenti al mouse come dispositivo di puntamento, ottenne subito un enorme successo: Microsoft celebra il Solitario di Windows.

Quasi trent’anni e non sentirli: il Solitario di Microsoft ha ormai tre decadi di onorata attività alle spalle. Sviluppato dall’allora stagista Wes Cherry (la sua è una storia da raccontare, per il lavoro non ha mai ricevuto alcuna royalty) con l’obiettivo di aiutare le persone a prendere confidenza con il mouse, è sopravvissuto fino ad oggi come parte dell’ecosistema Windows, sotto forma di software extra scaricabile e con una miriade di cloni più o meno riusciti ai quali far riferimento per riempire qualche minuto tra un impegno e l’altro.

Il Solitario nella Video Game Hall of Fame

Una volta pronto, il gioco non ricevette subito il via libera da parte del gruppo di Redmond: tra coloro non immediatamente convinti della sua bontà anche l’allora numero uno Bill Gates, che lamentava una difficoltà troppo elevata per portare a termine una partita. Completato lo sviluppo nel 1989, debuttò l’anno successivo con la versione 3.0 del sistema operativo. Oggi è tradotto in 65 lingue e giocato in oltre 200 territori di tutto il mondo.

A celebrare il traguardo l’introduzione nella World Video Game Hall of Fame da parte dello Strong Museum of Play, insieme a saghe che hanno segnato la storia videoludica come Super Mario Kart, Mortal Kombat e Colossal Cave Adventure. Quest’ultima è stata la prima avventura testuale mai creata, risalente alla metà degli anni ’70.

Attualmente il Solitario tradizionale e altri giochi classici di Microsoft sono raccolti all’interno della Solitaire Collection in download dallo store di Windows. C’è anche la versione online per chi preferisce (o è obbligato a) evitare il download.

La prima versione del Solitario di Microsoft

La versione originale del Solitario è basata sulle regole del gioco Klondike. Le carte e i dorsi dei mazzi sono stati realizzati da Susan Kare, designer che prima di passare a Microsoft ha lavorato all’interfaccia dei Macintosh negli anni ’80, per poi essere assunta da Steve Jobs in persona come parte integrante del team messo insieme alla fondazione di NeXT. Tra le idee proposte da Wes Cherry per i primi aggiornamenti del gioco, così da andare incontro a coloro che erano soliti lanciarlo in ufficio, anche il boss key, un pulsante per passare rapidamente a un foglio di lavoro, in modo da non incappare in un rimprovero: Microsoft non fu d’accordo.

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Fonte: Xbox
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