Sony, giustificazioni per l'attacco

Il colosso videoludico, sostengono i suoi vertici, sarebbe stato attaccato perché protettore del copyright
Il colosso videoludico, sostengono i suoi vertici, sarebbe stato attaccato perché protettore del copyright

Sony torna a parlare degli attacchi informatici che in questi ultimi mesi hanno costretto offline PlayStation Network e altri suoi siti e compromesso i dati dei suoi utenti.

Secondo il CEO Sir Howard Stringer a causare le ostilità che hanno portato all’offensiva sarebbe stata la posizione dell’azienda giapponese nei confronti del diritto d’autore : “Siamo entrati nel mirino degli attacchi perché abbiamo cercato di proteggere la nostra proprietà intellettuale, i nostri contenuti e i nostri videogiochi”.

In questo modo la giapponese cerca di far rientrare gli attacchi subiti tra quelli in generale lanciati contro il diritto d’autore. Sembra, insomma, voler ridurre a una delle tante battaglie che si addensano intorno al copyright le proteste degli utenti che ritenevano la PlayStation modificabile utile non tanto o comunque non solo per i videogiochi pirata, ma anche per far girare sistemi operativi alternativi e in particolare Linux. ( C.T. )

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