Sony: non tutta la pirateria vien per nuocere

Sony ora ammette che la pirateria ha avuto un ruolo non marginale nel successo della PlayStation, ma conferma la sua fermezza nel combattere il fenomeno, anche in campo musicale. Sony è uno dei motori della RIAA
Sony ora ammette che la pirateria ha avuto un ruolo non marginale nel successo della PlayStation, ma conferma la sua fermezza nel combattere il fenomeno, anche in campo musicale. Sony è uno dei motori della RIAA


Roma – La pirateria viene spesso additata dall’industria come la maggiore fonte di danno economico, e le cifre che la quantificano vengono tradotte direttamente in mancati introiti. Qualche volta la pirateria sembra però avere un effetto corroborante per alcuni prodotti o mercati, e quello delle console da gioco è forse il caso più eclatante.

Ad ammetterlo è lo stesso Chris Deering, presidente di Sony Computer Entertainment Europe (SCEE), che sul magazine Australian IT ha spiegato come la PlayStation abbia avuto innegabili e “inaspettati” benefici dalla pirateria: benefici che Deering ha paragonato a quelli offerti, nel mercato della musica, alla radio, attraverso cui i consumatori possono ascoltare gratuitamente le canzoni per poi eventualmente acquistarle in un secondo momento.

E’ curioso notare come Deering tiri in ballo la radio, le cui emittenti pagano i diritti d’autore per la musica trasmessa, e non il file-sharing, che offre un paragone molto più azzeccato e che, come noto, è divenuto esso stesso il canale preferito per la distribuzione di contenuti illeciti. In quest’ultimo caso, però, Deering avrebbe probabilmente dovuto ricordare che l’industria discografica, fra cui la stessa Sony, non crede affatto nel beneficio del “try and buy” offerto dalle reti scambia-file.

“Se uno acquista qualcosa, lo presta ad un amico e se lo fa poi dare indietro, nessuno si turba”, ha detto Deering. “Ma se uno compra qualcosa, ne fa una copia e la dà ad un amico, e questo suo amico, una volta usata, non la restituisce, questa è pirateria”.

Deering sostiene che storicamente la pirateria ha aiutato l’ascesa di molti mercati, fra cui quello del noleggio dei film, nato proprio in risposta al dilagare della pirateria in un periodo in cui un film poteva costare fino a 80 dollari.

Il boss di SCEE ha comunque voluto ribadire come Sony non sia affatto disposta a trattare con indulgenza il fenomeno della pirateria: al contrario, il colosso utilizzerà ogni mezzo per combatterla. Soprattutto ora – commenta qualche malizioso – che il marchio PlayStation è ormai divenuto simbolo stesso del divertimento elettronico e le console di Sony hanno il dominio assoluto del mercato.

In ogni caso, per il momento la PlayStation 2 sembra ancora essere sufficientemente al riparo dalla pirateria di massa, soprattutto per il costo ancora elevato di supporti DVD e relativi masterizzatori.

Affinché gli utenti abbiano la possibilità di provare i giochi prima di acquistarli, Sony si è detta già impegnata nel rilascio sempre più assiduo di demo che, se oggi possono essere ottenute solo attraverso i CD forniti con le riviste del settore, a breve potranno essere scaricate direttamente da Internet attraverso l’adattatore di rete e l’hard disk per PS2.

Sony ha intenzione di rafforzare le proprie strategie anti-pirateria anche in campo discografico, dove ha appena acquisito da InterTrust la licenza per la tecnologia di digital rights management (DRM). La multinazionale giapponese conta di avvalersi di questa tecnologia per proteggere e distribuire, soprattutto attraverso Internet, musica e video.

Non a caso sono ben cinque le società che fanno capo alla multinazionale giapponese dell’elttronica che sono entrate a far parte della RIAA , l’associazione dei discografici americana che più di ogni altra si è battuta in rete per combattere il file-sharing e gli altri strumenti che ritiene siano utilizzati illegalmente.

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27 05 2002
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