Sony Pictures, contrattacco hacker

Lo studio cinematografico tenta di rimettere il coperchio al vaso di Pandora della breccia e adotta metodi degni degli hacker che hanno compromesso il network aziendale. Nel mentre, le fughe di informazioni e le indagini continuano
Lo studio cinematografico tenta di rimettere il coperchio al vaso di Pandora della breccia e adotta metodi degni degli hacker che hanno compromesso il network aziendale. Nel mentre, le fughe di informazioni e le indagini continuano

A quanto pare Sony Pictures ha deciso di ricorrere a tattiche da hacker nel tentativo di interferire con la diffusione online dei documenti rubati dai cyber-criminali , un tentativo che verosimilmente potrà fare ben poco mentre le conseguenze della breccia nel network dello studio cinematografico si fanno sempre più pesanti. Economicamente parlando e non solo.

I terabyte di informazioni confidenziali rubati dai criminali sono al momento facilmente accessibili in rete grazie a BitTorrent, e Sony ha provato ad “avvelenare” la condivisione usando i server cloud di Amazon (AWS) per inondare i torrent con seed fasulli. Neanche a dirlo, gli utenti si sono già adattati alla tattica e hanno condiviso di nuovo i dati su un torrent pulito.

Le ultime stime sui danni provocati dalla breccia parlano di un valore di almeno 100 milioni di dollari, ma a fare più “male” è probabilmente la qualità delle informazioni rubate ed esposte al pubblico interesse: includono certificati crittografici validi (già abusati dallo stesso malware impiegato nell’attacco) e comunicazioni riservate tra i piani alti di Sony e le altre corporation su temi spinosi come net neutrality, partnership esclusive e altro ancora. Dalle suddette comunicazioni emerge ad esempio come Sony fosse insoddisfatta degli sforzi di Netflix nel contrasto ai proxy per la visione nei paesi non raggiunti dal servizio .

Le indagini dell’FBI, nel frattempo, sono in pieno svolgimento, e per il momento il bureau statunitense rivela di non aver scoperto connessioni dirette tra l’attacco contro Sony ed eventuali responsabili nordcoreani .

Alfonso Maruccia

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12 12 2014
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