Sony vorrebbe asfaltare Internet

Il CEO degli Studios ci ripensa. Ritratta. Ma, spiega, non è tutto oro quel che luccica: la Rete è importante, ma può fare di più

La scorsa settimana Michael Lynton, CEO di Sony Pictures, aveva scatenato la reazione della blogosfera con la sue dirompenti dichiarazioni sulla Rete. Ora ha deciso di rispondere alla pioggia di critiche piovutagli addosso scrivendo un editoriale di risposta sull’ Huffington Post in cui ritratta in parte le sue tesi: “Per essere chiari – precisa Lynton – i miei interrogativi riguardanti la pirateria non cambiano il fatto che Internet abbia avuto un impatto significativo sulla nostra cultura e costituisca un enorme prospetto per l’umanità”.

Lynton inoltre ammette che molti talenti artistici sono emersi proprio grazie alla Rete , ma sostanzialmente non cambia la sua idea di fondo su un Web come un far-west senza regole : “Uno dei danni causati da Internet – dice Lynton – è stato il cambiamento dei modelli di business. Inoltre la Rete rappresenta oggi un potente strumento che consente a persone che non rispettano la proprietà intellettuale di rubare tranquillamente contenuti”.

Si chiede quante persone saranno disposte a scrivere libri o canzoni sapendo che le proprie opere potrebbero giovare al mondo intero senza nessun tipo di compenso economico , e sottolinea inoltre il pericolo per tutti quei lavoratori la cui professione sia direttamente legata all’ industria creativa .

Il capo degli studios di Sony non ce l’ha con la Rete ma auspica che essa sia soggetta a regole severe citando la costruzione del sistema autostradale degli USA, avvenuto negli anni ’50 sotto l’amministrazione Eisenhower, e sopratutto i guardrail posti in prossimità delle zone più rischiose: “Le autostrade – secondo Lynton – a differenza di Internet sono state costruite integrando da subito regole razionali. Lungo i tratti più pericolosi sono state poste barriere che insieme all’imposizione dei limiti di velocità, al cui controllo pensavano le forze dell’ordine, hanno salvato vite e ridotto i costi. Il risultato oggi è una rete di comunicazione che ha generato indirettamente un quarto della crescita economica nazionale degli ultimi 40 anni”.

L’idea di Internet teorizzata da Lynton vede dunque una Rete regolata come le autostrade statunitensi: “Si può replicare su Internet il successo delle autostrade – sostiene – tutto ciò che si deve fare è incoraggiare la produttività dei motori creativi della nostra società, tra cui figurano sicuramente anche gli studios cinematografici la cui opera è fondamentale per creare e diffondere contenuti a miliardi di persone in tutto il mondo”.

Giorgio Pontico

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