Soru: Google e Microsoft sono i nemici

In una intervista, il fondatore di Tiscali ci va giù pesante: senza una nuova politica industriale europea saremo tutti utenti di tecnologie e servizi americani
In una intervista, il fondatore di Tiscali ci va giù pesante: senza una nuova politica industriale europea saremo tutti utenti di tecnologie e servizi americani


Roma – Come sempre non ha peli sulla lingua Renato Soru. Il fondatore di Tiscali, uno dei più importanti provider europei, in una intervista rilasciata a La Stampa, ha spiegato che in Italia e in Europa si sono commessi errori clamorosi, lasciando alle industrie americane della tecnologia ampi se non tutti gli spazi di manovra, una situazione che ora rischia di ripetersi con i servizi internet, cuore del mercato digitale .

“Quello che mi preoccupa – ha dichiarato – è che si possa perdere definitivamente la battaglia dei servizi di Internet. Tutti abbiamo visto i personal computer attrezzati con un sistema operativo di fatto monopolistico, che è quello di Microsoft. Ora rischiamo di utilizzare computer non più isolati, ma collegati in rete, che avranno un ‘sistema operativo’ di Internet; ovvero una suite di servizi, forniti unicamente dall’industria Usa e non da quella europea”.

Microsoft sui sistemi operativi: ma nel mirino di Soru anche le indisturbate attività di colossi del calibro di eBay, Amazon, Yahoo e, ancora di più, Google . “Google – ha attaccato Soru – è diventato popolare grazie a un sistema di ricerca che doveva essere neutrale, basato solo su algoritmi statistici. Invece oggi ci dà risultati non in base a chi risponde meglio alle statistiche dell’algoritmo, ma a chi paga di più. Un domani potrebbe essere privilegiato non il sito che paga di più, ma quello più amico, o quello con cui vi è un qualche collaborazione. Paradossalmente si potrebbe arrivare al caso in cui un sito, o i siti di un’intera nazione, non vengano segnalati”.

La soluzione a questa sorta di colonizzazione digitale risiede, secondo Soru, in sistemi di stato, dei singoli paesi europei, che diano una visibilità minima a tutti i siti, in iniziative gestite a metà tra pubblico e privato. “Oggi – ha continuato – Google sa quale è il sito più visto al mondo, dove si indirizzano gli interessi e le tendenze di chi naviga, mentre io non lo so e non lo sanno nemmeno i governi europei”.

Secondo Soru la situazione dei servizi è gravissima, al punto che persino la banda larga può rappresentare un problema. “Se non risolviamo il problema dei servizi Internet – ha concluso – la banda larga, per assurdo, potrebbe diventare un Cavallo di Troia”.

L’intervista completa è disponibile a questo indirizzo:
http://www.lastampa.it/redazione/news_high_tech/archivio/0309/ngsoru.asp

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15 09 2003
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