Sovranità digitale: alleanze per processori e cloud

Sovranità digitale: alleanze per processori e cloud

La Commissione europea ha annunciato la formazione di due alleanze per processori, semiconduttori, edge e cloud, aperte ad entità pubbliche e private.
La Commissione europea ha annunciato la formazione di due alleanze per processori, semiconduttori, edge e cloud, aperte ad entità pubbliche e private.

L'obiettivo a lungo termine dell'Europa è diminuire la dipendenza dai chipmaker asiatici (eventualmente con l'aiuto di Intel). Per raggiungere la cosiddetta sovranità digitale è necessaria la collaborazione tra pubblico e privato. Ecco perché la Commissione europea ha annunciato due alleanze, una per processori e semiconduttori, l'altra per dati industriali, edge e cloud.

Due alleanze strategiche per la sovranità digitale

Uno degli obiettivi dell'alleanza per processori e semiconduttori è definire una roadmap che consenta all'Europa di progettare e produrre i chip più tecnologicamente avanzati, incrementando la quota di mercato fino al 20% entro il 2030. I piani prevedono la realizzazione di processori con tecnologie da 16 a 10 nanometri per soddisfare la domanda attuale, anticipando allo stesso tempo le future necessità con chip da 5 a 2 nanometri.

L'alleanza per dati industriali, edge e cloud è altrettanto importante, in quanto l'indipendenza dai paesi stranieri garantisce anche una maggiore sicurezza. In questo caso, gli obiettivi principali sono lo sviluppo di sistemi edge e cloud che soddisfino i migliori standard in termini di interoperabilità, apertura e trasparenza, protezione, sicurezza e sovranità dei dati, efficienza energetica e sostenibilità.

Entrambe le alleanze sono aperte alla partecipazione di entità pubbliche e private con un legale rappresentante nell'Unione europea. Considerata la rilevanza strategica delle attività, l'adesione è subordinata al rispetto di determinate condizioni. Le parti interessante devono ad esempio soddisfare specifici criteri di sicurezza e protezione dei dati. Sarà quindi necessaria la sottoscrizione di apposite dichiarazioni che verranno esaminate dalla Commissione europea.

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19 07 2021
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