Space Wars finisce all'asta online

Un progetto segreto riconducibile al programma statunitense per le guerre spaziali è stato scovato all'interno di un PC venduto online. Dati riservati alla portata di tutti

Cracker e smanettoni provano in tutti i modi a “rubare” segreti agli USA penetrando attraverso le barriere difensive dei network infrastrutturali , ma a conti fatti sarebbe più produttivo seguire le aste telematiche e attendere che qualche pesce grosso abbocchi. Cosa che, puntualmente, avviene: il contractor della difesa statunitense Lockheed Martin si è liberata di un computer sul cui hard disk i ricercatori hanno individuato documenti riservati , talmente riservati da essere, per la diretta interessata, imbarazzante persino il parlarne.

Il PC era stato acquistato nell’ambito di una ricerca universitaria congiunta tra USA, Regno Unito e Australia (assieme a British Telecom e Sims Recycling Solutions ), che guarda caso ogni anno si prefigge l’obiettivo di rivolgere le attenzioni dell’opinione pubblica verso i rischi insiti in un non corretto smistamento di hardware professionale obsoleto.

E che cosa ti hanno trovato gli studiosi sull’hard disk di quel computer? Ma naturalmente un super-segreto della suddetta Lockheed Martin, nientemeno che il progetto “Terminal High Altitude Area Defence” (THAAD) facente parte delle Guerre Spaziali avviate da Reagan negli anni 80. THAAD prevede l’intercettazione di una qualsiasi minaccia missilistica verso gli USA a quasi 150 chilometri di altitudine con un sistema privo di testate esplosive che dovrebbe garantire la dismissione sicura nell’atmosfera terrestre di ogni genere di arma di distruzione (di massa) sia essa atomica, chimica o biologica.

Robetta da niente insomma, al punto che interpellata dal Guardian Lockheed Martin scende dalle nuvole , attacca la cornetta del telefono e poi nega con veemenza che ci sia stata “alcuna compromissione dei dati riguardanti il programma THAAD”, o che qualsiasi organizzazione governativa o di polizia abbia notificato all’azienda l’esistenza di una tale perdita. Lockheed Martin non risponde oltre alle richieste di chiarificazioni, ma a quanto pare su quel PC c’era davvero di tutto incluse le cianografie degli stabilimenti produttivi, materiale fotografico e dati riservati sugli impiegati con tanto di numeri di tessera sanitaria.

Se Lockheed Martin ha deciso di tacere, gli esperti familiari con l’argomento rimarcano la gravità di quanto accaduto. “Si tratta di una orribile violazione della privacy” denuncia il professore emerito di scienza e sicurezza al King’s College di Londra Peter Zimmerman: “se tutto ciò finisse nelle mani sbagliate, allora aprirebbe la strada a una intera serie di opzioni ricattatorie. Il materiale lo potrebbe usare per raggranellare parecchia intelligence. Personalmente non mi sentirei molto sicuro se qualcosa del genere finisse nelle mani di chiunque”.

E “nelle mani di chiunque” ci finisce praticamente qualsiasi cosa, dai segreti militari ai dati top-secret sulle operazioni antidroga costate molti milioni di sterline. È capitato all’MI6 inglese, che ha dovuto buttare a mare una delle suddette operazioni a causa della “dimenticanza” di un agente: è riuscito a perdere una semplice memory stick farcita di informazioni riservate.

Alfonso Maruccia

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