Spam ama Microsoft

Le attività web del big di Redmond sono tra quelle più sfruttate dagli spammer. Lo conferma l'ultima Top10 degli ISP più esposti alla spazzatura digitale, che vede l'azienda al quinto posto
Le attività web del big di Redmond sono tra quelle più sfruttate dagli spammer. Lo conferma l'ultima Top10 degli ISP più esposti alla spazzatura digitale, che vede l'azienda al quinto posto

La loro è una storia di lotta, lunga e tormentata. Da una parte gli spammer, con i ripetuti attacchi contro Hotmail, Live e tutto il resto. Dall’altra parte Microsoft, che si batte contro lo spamming fin dai tempi più lontani e che, con Bill Gates, prometteva nel 2004 : “Entro due anni lo spamming sarà debellato”. Una lotta epica, e non ancora conclusa. Perché lo spam è ancora qui, e continua ad amare Microsoft di un amore intenso.

la classifica A suggerirlo sono i risultati dell’ultima Top10 di Spamhaus , tra gli osservatori antispam più noti, relativa agli ISP più esposti alla spazzatura digitale. Una classifica infame, per così dire, in cui Microsoft è, suo malgrado, al quinto posto assoluto.

La ragione? Secondo Brian Krebs, specialista di sicurezza ed autore di Security Fix Blog , è molto semplice. Dentro ambienti come Live.com e Livefilestore.com, spiega, gli spammer sanno di non incontrare blocchi legati a gruppi antispam . Per cui si muovono con particolare facilità. Krebs sostiene che i responsabili di Spamhaus.org avrebbero più volte segnalato il problema a Microsoft senza ottenere risultati. E tentativi analoghi sarebbero stati operati anche da altre organizzazioni del settore sicurezza, come McAfee e Marshal.

Microsoft, per sua parte, si difende. E spiega, con una mail indirizzata a Cnet , che i problemi di spamming e malware riguardano tutti i provider, non solo i propri spazi, e che l’incidenza delle attività malicious all’interno di Live.com è dovuta alla ricchezza di spazi per la pubblicazione e condivisione dei contenuti offerta dalla piattaforma. L’azienda di Redmond, continua la mail, è attivamente impegnata nella protezione dei propri utenti e nella rimozione degli account “cattivi”.

Il ranking di Spamhaus arriva pochi mesi dopo che Microsoft aveva annunciato, in occasione del quinto Security Intelligence Report, una diminuzione importante nel numero di attacchi contro i propri ambienti. E questo dopo due anni dalla scelta di consentire a tutti gli utenti l’implementazione libera del Sender ID Microsoft nei sistemi di posta elettronica, proprio allo scopo di limitare lo spam.

Giovanni Arata

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30 11 2008
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