Speaker di carta, made in Taiwan

Non è proprio la prima volta che si vedono, ma sono pure wireless. Gli altoparlanti cartacei prodotti in Oriente sembrano vicini alla commercializzazione

Roma – Sembra carta ma non è, sono invece altoparlanti ultrasottili quelli realizzati dall’ Industrial Technology Research Centre di Taiwan ( ITRI ). Il progetto, presentato ad Hannover dall’ente asiatico, si chiama Flexpeaker e a prima vista sembra un normale foglio di carta. In realtà nasconde un sistema di placche di materiale conduttore fissate su un elettrete che modula il suono una volta ricevuto l’impulso audio.

L’idea di costruire degli speaker maneggiabili e di taglia ridotta era già venuta qualche tempo fa ad un gruppo di tecnici dell’Università di Warwick in Gran Bretagna, che misero a punto un sistema simile al Flexpeaker.

Attualmente nei laboratori di ricerca taiwanesi si producono altoparlanti dalle dimensioni simili a quelle di un normale foglio di carta formato A2(420 x 594 mm) e che proprio come un comune pezzo di carta possono essere tagliati e modellati secondo la forma desiderata senza perdere la propria capacità fonatoria.

Il costo di un singolo foglio parlante si aggira intorno ai 20 dollari ma è prevedibile che una produzione in veri e propri rotoli sul modello delle normali cartiere contribuirebbe a far scendere vistosamente il prezzo di mercato. La qualità del suono risulta essere più che buona, secondo gli scienziati, se si rimane in un range di frequenze compreso tra 500Hz e 20KHz. Scendendo più in basso l’effetto è mediocre ma tale problema si può risolvere, secondo ITRI, aggiungendo un subwoofer all’impianto di diffusione basato sui paper speaker .

Liou Chang-ho, responsabile del team di sviluppo, ha detto che presto sarà possibile collegare al Flexpeaker un qualsiasi dispositivo in grado di produrre suoni, e che il bisogno di cavi e jack sarà eliminato a luglio, quando verrà presentata la versione Bluetooth dell’altoparlante cartaceo.

Tra gli obiettivi prefissati di Chang-ho vi è quello di portare il Flexpeaker ad affiancare altri modelli di advertising sperimentati in Giappone e Stati Uniti , andando a costituire una nuova generazione di strumenti pubblicitari sempre più efficaci.

In principio i ricercatori taiwanesi avevano immaginato il Flexpeaker per soddisfare la richiesta di mini impianti di diffusione da incorporare nei sempre più sottili monitor LCD, ma fonti interne fanno sapere però che tra massimo cinque anni sarà disponibile un display, simile all’ e-paper , dalle capacità analoghe. Non è dunque così improbabile che i due progetti possano in futuro confluire in un unico congegno, anzi, rotolo.

Giorgio Pontico

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  • andy61 scrive:
    ... se passa ...
    ... di fatto chiunque piazzi un router su Internet sarà autorizzato ad analizzare ciò che passa.... e se passa, si arriverà presto ad una Internet totalmente criptata.Molto probabilmente ciò che accadrà sarà che verrà ufficialmente vietato il DPI, e tutti continueranno a farlo di nascosto, così come le intercettazioni 'alla Telecom' ed alla 'AT&T', etc.Insomma, non cambierà un gran ché, a parte il fatto che verrà ulteriormente sancito il diritto alla privacy.
    • Dal Bianco Alessio scrive:
      Re: ... se passa ...
      Cioè ma fare la DPI su tutti gli utenti di un dato provider non ha un costo(in termini computazionali) troppo alto? E poi.. Potrebbe anche rallentare il flusso di dati.Secondo me fanno il controllo "a campione".. ;)
      • andy61 scrive:
        Re: ... se passa ...
        il costo del DPI tende a zero con il crescere del traffico analizzato (il costo un router intelligente, per quanto costoso, diviso per miliardi e miliardi di pacchetti analizzati, diviene miliardesimi di miliardesimi del costo iniziale per ogni pacchetto analizzato).Al contrario, il valore dell'informazione ottenuta (o del pacchetto bloccato) cresce con la quantità di traffico analizzato (la banda recuperata bloccando pacchetti ha un valore notevole, se rapportato agli investimenti da fare per gestire l'equivalente traffico non bloccato - per non parlare del valore delle informazioni rivendute a scopo di advertising mirato.
  • Enjoy with Us scrive:
    Ottimo!
    Voglio vedere se i provvider non potranno più fare le deep packet inspection come faranno poi a essere obbligati a disconnettere gli utenti che abusano del P2P....
    • Valeren scrive:
      Re: Ottimo!
      Io invece vorrei capire questo bispensiero.Da un lato dicono che ISP ed "enti esterni" devono verificare il traffico e tagliare, dall'altra sono preoccupati per il controllo approfondito.No, davvero, se gli serve un buon analista glielo procuro anche.Ma sono in troppi.
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