Spyware e file-swapping, binomio inevitabile?

Audio Galaxy: iMesh e BearShare sono solo alcuni dei sistemi di condivisione dei file che per sostentare il proprio sviluppo ricorrono a programmini spioni o ingombranti della cui presenza non sempre si è avvertiti con la dovuta chiarezza


Roma – Su forum e newsgroup se ne parla da tempo, spesso con toni fortemente polemici: molti software di file-sharing e file-swapping, coccolati dagli utenti perché garantiscono spazi di libertà online, contengono spyware, programmi che spiano i movimenti online dell’utente o le cui operazioni avvengono all’insaputa dell’utente. Il motivo per cui in programmi come Audio Galaxy, Bearshare o iMesh vengano infilati questi “sistemini” è chiarissimo. Sono loro, infatti, a garantire, a chi sviluppa queste soluzioni, un reddito sufficiente ad andare avanti, a ripagare il duro lavoro di sviluppo.

La presenza di software capace di spiare l’utente o di complicargli la vita pur di proporgli offerte commerciali è la risposta alla contrazione del mercato pubblicitario online. Per un certo tempo, infatti, un numero piuttosto elevato di sviluppatori ha potuto contare sul “sostentamento” di banner e altre pubblicità da “sparare” all’utente attraverso il programma diffuso in Rete. Ma oggi si è ormai “costretti” ad alzare il tiro, infilando nei software dei “plug-in” che per gli autori di questi programmi significano da pochi a tanti centesimi di dollaro per ogni nuova installazione.

Proprio su Punto Informatico Stand By si è assistito nei giorni scorsi ad una feroce polemica sullo spyware contenuto in Bearshare, celebre soluzione di file-sharing che si appoggia sull’architettura di Gnutella.

Da una parte, infatti, c’è chi difende Bearshare sostenendo che quei programmi non sono spyware ma, appunto, “inevitabili plug-in”, mentre dall’altra c’è chi ritiene spyware tutto quello che si infila nel computer senza avvertire prima l’utente con la dovuta chiarezza di quanto sta accadendo. E, cosa ritenuta ancora più grave, senza fornire reali strumenti di controllo del suo funzionamento.

Ma quella altro non è che l’ultima polemica in materia, dopo che tanto se ne è discusso sui forum dei siti dedicati, in Italia come all’estero. Basta fare un rapido giro sui newsgroup di mezzo mondo per leggere polemiche, perplessità e rassicurazioni in varie lingue sui “plug-in” che Bearshare installa assieme al software che consente di condividere file.


Cos’è uno spyware ce lo dice il “guru” Steve Gibson: “Lo spyware è qualsiasi software che utilizza la connessione ad Internet di un utente in background senza che questi lo sappia o abbia acconsentito esplicitamente. L’uso in background di una connessione Internet deve essere preceduta da un avvertimento completo e veritiero di questo utilizzo, seguito da un modulo di richiesta esplicita e informata di consenso. Qualsiasi software che comunica via Internet con queste caratteristiche è colpevole di furto di informazione ed è giustamente definito spyware”. (Leggi lo speciale di Leonardo Colinelli).

Se da una parte quei “plug-in” possono essere disinstallati o non installati in vari modi, dall’altra molti rimproverano la mancata chiarezza – essenziale per Gibson – da parte dei produttori di questi software sulla presenza di questi programmi.

Inoltre sono in molti a lamentarsi che lo spyware di Bearshare, SaveNow, prodotto dalla whenu.com per consigliare gli acquisti agli utenti che se lo ritrovano installato sul computer, troppo spesso finisca per intasare o addirittura per far saltare la connessione. Il tutto senza preavvertire di questi rischi l’utente-vittima.

A proposito di questi “plug-in”, Vinnie Falco, CTO di FreePeers, “autore” di Bearshare, ha spiegato: “Uno dei problemi attorno al free software è trovare comunque il modo di tirar su dei soldi. Si tratta di un grande compromesso tra la protezione della privacy dei nostri utenti e la possibilità di sostenere il software free”.

Ma se lo spyware di Bearshare si “limita” ad alterare lo stato della connessione, rimanendo attivo anche quando l’applicazione Bearhsare non è funzionante, la situazione con altri celebri sistemi di file-sharing, come Audio Galaxy, sembra molto peggiore . L’utente che non seguisse con grande attenzione ogni passo dell’installazione finirebbe per ritrovarsi in questo caso sul computer non solo un eccellente sistema di condivisione dei file ma anche WebHancer .


Si tratta di uno spyware capace di inviare numerose informazioni all’azienda che lo distribuisce. Tra queste informazioni possono essere inclusi anche indirizzi di posta elettronica e persino le URL visitate dall’utente, il cui “profilo” viene così facilmente tracciato per scopi pubblicitari. Non contento, Audio Galaxy propone anche banner mentre si naviga, per arrotondare.

Come per Bearshare, anche su Audio Galaxy si può evitare l’installazione del plug-in o procedere alla sua rimozione ma, per farlo, occorre essere consapevoli della sua presenza, mai dichiarata con la necessaria chiarezza. Dalla build 2.02 Bearshare sembra aver intrapreso la strada di una maggiore precisione in merito e sono molti i promotori e distributori di Bearshare che addirittura consigliano la rimozione dello spyware.

Per comprendere le dimensioni del fenomeno spyware, basti pensare che ne è coinvolto anche iMesh, uno dei sistemi più utilizzati per la condivisione dei file online e uno dei primi ad affermarsi come punto di riferimento per migliaia di utenti, persino all’epoca d’oro di Napster. E anche iMesh piazza sui computer degli utenti programmilli che non servono alla condivisione dei file quanto, invece, al recupero di informazioni “private”.

Lo spyware di iMesh è il sistemino “Cydoor”, un software che si infila nel registro di Windows in modo da essere sempre attivo ed in grado di collegarsi alla rete, scaricare banner, trasferire dati (compreso il GUID unico del computer dell’utente) e altro ancora.

Le sue funzioni ricordano da vicino quelle di TSADBOT, un codice troiano utilizzato per l’advertising. Un componente che è difficile da disinstallare e che si infila nel sistema persino se prima della fine dell’installazione di iMesh l’utente decide di lasciar perdere il setup. Il problemone legato ad iMesh sta nel fatto che il software nell’installazione non avverte ufficialmente della presenza e delle funzioni di Cydoor.

Questi non sono naturalmente altro che esempi della sempre maggiore diffusione degli spyware e affini la cui colpa maggiore non risiede tanto nell’effettuare rilevazioni o creare ostacoli, quanto nel fatto che la loro esistenza non viene dichiarata con chiarezza dai produttori. Un preoccupante segno dei tempi?

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  • Anonimo scrive:
    vuoi qualche CD danneggiato?
    Ciao Aaron,guarda che esistono dei CD rovinati, sia per semplice incuria dell'utilizzatore, sia per altri problemi di durata del supporto...(nel primo caso, per procurarti un qualsiasi supporto ottico danneggiato (CD o DVD, nessuna differenza) ti bastera' chiedere a qualsiasi videoteca di dartene uno... ;-)potresti anche approfittare per chiedere l'incidenza dei danneggiamenti sul totale dei supporti...(avrai sorprese ;-)ricordo molto bene la pubblicita' con cui venne lanciato il CD... ragazzi che se lo tiravano a mo' di freesbie, dato che la parola d'ordine era:indistruttibile!(con il senno di poi, mi sono dovuto duplicare alcuni supporti che, acquistati oltre 10 anni addietro, oggi presentano strani aloni giallastri, neanche fossero di carta)OT: se hai occasione, guarda le 8 icone presenti sul retro dei supporti TDK DVD-RW, quelli con la sigla scratch-proof, tanto per avere un'idea di quello che NON andrebbe fatto con un supporto ottico, per mantenerne intatte le caratteristiche...sara' forse un caso che questi supporti sono dichiarati 100volte piu' resistenti ai graffi dei supporti normali?/OTtutto questo solo per dire che la domanda Doxa era assolutamente sensata: i cd si rovinano, spesso irrimediabilmente!btw: il discorso sul costo troppo alto dei CD (o DVD che siano) NON fa una piega... ;-)
  • Anonimo scrive:
    domanda interessante
    CIAO, VOLEVO DOMANDARTI SICCOME HO COMPRATO UN LETTORE DVD IN AMERICA. VORREI SAPERE COME TOGLERE I CODICI AREE O REGIONI . IL DVD è DELLA DAEWOO MODELLO DVG-8500N.GRAZIE ANTICIPATAMENTE
  • Anonimo scrive:
    calcoli
    e' stato calcolato se e in che misura conviene alzare il prezzo di un cd?infatti se il mercato "tollera" certi prezzi dovrebbero aumentare i guadagni riducendo le spese e controllando meglio il mercato che diventa piu' piccolo ma piu' remunerativo....c'e' insomma uno "spulciatore" (riprendo la definizione da film e libri) che ha lavorato in una multinazionale dei cd?vorrei chiedergli un sacco di cose... :)ad esempio quanto conviene alzare i prezzi e creare parallelamente un mercato a bassissimo costo (quello dei falsi o delle copie illgeali)?quanto "indotto" viene generato sul mercato legale da questo mercato illegale?voglio grafici, tabelle, modelli di consumo, funzioni di ottimizzazione.... datemi un sito!!!???:)
  • Anonimo scrive:
    finalmente!!!
    Questa storia della pubblicità (a loro favore) che fa alzare i prezzi (a mio sfavore = a loro favore) non l'ho mai capita, anzi mi sembrava di essere diventato scemo. Almeno adesso ho il conforto di non sentirmi più solo. GRAZIE.
  • Anonimo scrive:
    Aaron é avanti!
    ...bella Aaron!!!
  • Anonimo scrive:
    il tuo disclaimer
    ok, tu dici che il tuo articolo è GPL ecc... ma in fondo alla pagina c'è scritto ATTENZIONE ... bla bla l'EDITORE ... e bla bla.allora?
    • Anonimo scrive:
      Re: il tuo disclaimer
      - Scritto da: coerenza
      ok, tu dici che il tuo articolo è GPL ecc...
      ma in fondo alla pagina c'è scritto
      ATTENZIONE ... bla bla l'EDITORE ... e bla
      bla.

      allora?ohum. lo vedo adesso. beh, io scrivo per Dude e Dude passa a Punto Informatico. In ogni caso l'autore sono io. evidenemente e' un mutandamento di Punto Informatico; in ogni caso se glielo chiedi non possono impedirti di usare il mio articolo come credi (sotto GPL). Ma la cosa migliore e' che lo usi e basta, e dici che te l'ho dato io (la mia roba sotto GPL compare sempre contemporaneamente in piu' siti Internet). comunque grazie, ne parlero' con chi di dovere. bella domanda.Aaron
      • Anonimo scrive:
        ne hai parlato?
        ok.Ne hai parlato con "chi di dovere" allora?:-)noi siamo qui.- Scritto da: Aaron...Ma la cosa migliore e'
        che lo usi e basta, e dici che te l'ho dato
        io (la mia roba sotto GPL compare sempre
        contemporaneamente in piu' siti Internet).
        comunque grazie, ne parlero' con chi di
        dovere.

        bella domanda.

        Aaron
  • Anonimo scrive:
    un attimo!
    ... è vero che sono un bel po' di stronzate quelle della FIMI ed è vero che potevano dire SUBITO la faccenda del prezzo... come potevano dire SUBITO che promozione e video influiscono ecc ecc...sarà anche che influiscono DI PIU' che nel passato.e tutto si poteva dire.quindi è anche vero che avrebbero potuto mettere in relazione il potere d'acquisto nel 66 e quello nel 2000. MAè sicuramente vero che NON facendo promozione non si vende un CAZZO. né a basso costo, né ad alto costo. Neanche GRATIS si butta fuori la musica se non è CONOSCIUTA.Quindi radio, video , tv , promozione, tour, concerti ...TUTTA ROBA CHE COSTA.ti assicuro che con Vitaminic o www.mp3.com SE NON SEI GIA' NOTO (e come cavolo lo sei diventato, senza spendere in promozione? e chi te la ripaga la promozione?) - NON TI CAGA NESSUNO.triste ma vero!Quindi la promozione conta e costa. ceo
    • Anonimo scrive:
      Re: un attimo!
      Si ok..ma come ha fatto notare l'autore dell'articolo...la promozione dev'essere a FAVORE di entrambe le parti: a favore del produttore che promuove la sua merce, a favore dell'acquirente che viene messo a conoscenza delle novita'..e fin qui ci siamo tutti ok ?Ora, nel momento in cui la promozione nuoce all'utente (facendo salire il costo del CD) che conseguenzialmente non lo compra ma scarica la musica in rete o compra il CD dalla bancarella per strada che succede ? La promozione viene a nuocere al produttore.Ah... io non ho nemmeno un CD originale, ed e' perche' costano troppo, se fosse perche' si rovinano non metterei 10 album in mp3 in un unico CD rischiando cosi' di perdere il decuplo di quel che perderei mettendocene uno solo in CDA normale.Diciamo la verita', sui siti delle case discografiche, delle associazioni, leggiamo da oltre 2 anni "Internet aiutera' lo sviluppo della distribuzione musicale", "Sfrutteremo internet per migliorare i nostri servizi di distribuzione" e via dicendo... si .. ma quando ?Perche' invece di studiare metodi di protezione dei CD (che puntualmente vengono sprotetti dopo un paio d'ore) non studiate valide strategie di marketing per distribuire la musica in rete ?La realta' dei fatti e che le associazioni per i diritti d'autore stanno combattendo internet, al contrario di quello che dicono.Aspetta un attimo, dimenticavo... il file sharing a pagamento! Ah si giusto, io non spendo 18 euro per un CD che mi da booklet, prodotto originale etc.. ma spendo 1$ per scaricare un mp3 da un sistema di file-sharing che differisce unicamente dagli altri per la "legalita'" (poi scusate, ma come si distingue un mp3 scaricato dal file sharing legale a quello scaricato da kazaa o winmx? umh... boh... questo seriamente non lo capisco, non e' sarcasmo..)La realta' dei fatti e' che ormai il mercato della musica non permette piu' di girare in Rolls Roice con piscina incorporata, sigaro cubano fresco di fabbricazione, collanone d'oro che vale quanto la macchina, etc..E finche' questi signori vorrano continuare a condurre un tenore di vita che non sono piu' in grado di portare avanti con un'industria che ormai e' sfuggita al loro controllo si daranno solamente la zappa sui piedi, probabilmente se scegliessero di vendere i CD ad un prezzo piu' onesto dovrebbero rinunciare a qualche cosa, ma solo momentaneamente a mio avviso, grazie al ribasso dei prezzi ci sarebbe un incremento delle vendite, che nel giro di un anno, secondo me, porterebbe i conti in banca di questi signori al pari di adesso o addirittura li ingrasserebbe.Ma e' piu' facile dare la colpa ad Internet che ammettere di essere degli avidi privi di morale.
  • Anonimo scrive:
    bell'articolo
    grazie per averlo scritto!uaz!!!
  • Anonimo scrive:
    Lobby... Se le conosci le eviti.
    Le lobby sono difficili da abbattere. Non si basano su contratti, su leggi scritte o su ideali. Poggiano la loro esistenza su un cardine comune a tutte le componenti: convenienza per tutti gli appartenenti e volontà di mantenerla. L'ottusità delle componenti di tale lobby, come la FIMI, la dice lunga. Mantenere vivo l'intreccio di convenienze anche a costo di sostenere l'insostenibile, di affermare l'impossibile, di non vedere ciò che è chiarissimo. Ci sono fior di studi che insegnano al marketing come dimostrare una tesi mantenendo la CECITA' assoluta su aspetti macroscopici che la contraddicono. Tali studi basano però il loro presupposto ed il loro funzionamento sulla necessità di trovarsi di fronte a persone poco dotate sia di senso critico che di intelligenza. Nel caso ci si trovi di fronte a soggetti in grado di pensare (pochi per la verità) la tattica è sempre quella: fare finta di nulla. Ignorare gli input e le domande. Eludere le risposte, parlare d'altro. Negare. Basterebbe analizzare la risposta che il rappresentante di FIMI dà: "...Nel 1966 non esistevano ad esempio i video musicali, che adesso sono indispensabili per vendere...". Sono indispensabili per vendere??? Si, è vero: Sono indispensabili per vendere AGLI IMBECILLI, cioè quel che sono diventati gli usufruitori di musica grazie alle politiche dei *mercanti* della musica. Ma parliamoci chiaro: chi di voi compra un disco PERCHE' HA VISTO il relativo CLIP? Ma stiamo impazzendo? Stiamo parlando di musica o di che? Io compro un disco PERCHE' mi piace la musica in esso contenuta, e mi frega altamente se per registrarlo hanno dovuto pagare il cantante il triplo del normale perchè questi pretendeva 12 mig*otte ai suoi piedi ogni fine settimana! Io campo ugualmente senza comprare un disco, è il musicista che non campa senza di me come compratore! In ogni caso non spiega, allora, perchè non esista grossa differenza tra CD di cantanti e gruppi in voga e CD di gente meno conosciuta. Di quali costi ulteriori parlano allora? Ma.. è semplice. I costi per mantenere tutto l'ambaradan, ovvero la lobby. Il cantante deve guadagnare a palate (altrimenti passa alla concorrenza), le associazioni che controllano i versamenti dei 'diritti' devono venir oliate altrimenti non girano. Non ultima la Major deve avere il suo introito e che introito... Sapete, i clip costano... Volete lasciare a bocca asciutta le catene di distribuzione? Che mi frega del clip? Io non voglio perline o ninnoli, io voglio ascoltare musica, possibilmente BUONA MUSICA. Fate 4 calcoli e capirete che introiti. Introiti dalle emissioni radiofoniche (per ogni pezzo si paga), introiti da chi compra i dischi, introiti dalle orchestrine che eseguono pezzi altrui, etc... etc... etc... Nessuno, a tutti i livelli, in questa lobby rinuncia. Fa ridere gente come Ligabue, per prenderne uno... Ci hanno pensato le Jene televisive a fargli fare una figuraccia, presentandosi con un CD masterizzato per farselo firmare. Diamine da uno che canta contro la guerra, contro le ingiustizie! Ci si aspetta che firmi il CD per il semplice fatto che contenga LA SUA MUSICA e le SUE IDEE. Invece che fa? Si incazza, insulta e non firma: 'è masterizzato, quella è schifezza!'. Ma che volete fare? E' "il suo corpo che cambia" e deve costare parecchio l'estetista...
    • Anonimo scrive:
      Re: Lobby... Se le conosci le eviti. RETTIFICA
      Scusate, ho tirato in ballo Ligabue, ma in realtà si trattava di Piero Pelù.
  • Anonimo scrive:
    Non solo...
    Il "bello" è che dicono che siccome ci sono fortirischi nel mercato discografico, i CD costano cariper recuperare il possibile fiasco...Ma come mai se l'artista è famoso (e quindi un po'difficile che non venda) il CD costa 40 carte,mentre i CD cantati da esimi sconosciuti (che inteoria di rischi ne hanno eccome) te li tiranodietro a special price?E perché io e il mio gruppo, coi nostri 100 CD demoautoprodotti, autofinanziati e automasterizzatisu cd bulk (senza bollino of course, noi mica siamo iscritti alla siae!!!!) siamo rientratinelle spese vendendoli a 10000 l'uno?L'economia di scala non vale per i discografici?O forse sono /leggermente/ avidi?
  • Anonimo scrive:
    Clap clap clap!
    Grazie Aaron, per fortuna anche in una situazione cosi' buia, c'e' qualcuno che sa fare un po' di ironia.L'amaro in bocca sostanzialmente rimane, ma viene perlomeno addolcito un po'.Comunque quella del costo del marketing e' veramente una buffonata: ci sono un sacco di artisti che producono album, i cui cosidetti costi di marketing sono inesistenti!!! E i cd costano, comunque sia, una cifrona quando arrivano nei negozi.Oppure album che sono usciti 6-7 anni fa! Il prezzo ? lo stesso!!!!E le versioni Remaster su CD dei dischi dei Led Zeppelin ? bahhhhhhhh... meglio tacere...
    • Anonimo scrive:
      Re: Clap clap clap!
      Bravo infatti mi piacerebbe capire quali costi stratosferici debbano sostenere a ristampare cd di 8/9 anni fa che appena usciti costavano meno della meta'del prezzo attuale!!Mi chiedo anche come mai ci siano delle riviste che propongono a 19.000 lire la rivista +cd con dell'ottima musica con master a 20 bit e surround e 60 minuti di musica, e i "grandi" della musica ti rifilano un cd con appena 30 minuti di musica incisa peggio di quando c'erano gli LP a 45.000 lire!!!!E poi si lamentano del calo delle vendite?????per quello che mi riguarda possono anche chiudere!!!non lavoro per manternere loro!!!!
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