Steve Jobs al cinema

Oggi nelle sale il primo lungometraggio postumo sulla vita del co-fondatore Apple. Una parabola del sogno americano attraverso la figura poco sfaccettata di uno dei massimi imprenditori della Silicon Valley

Roma – Steve Jobs è stato un sacco di cose: un imprenditore visionario, un leader tirannico, un polemizzatore, un uomo insomma con pregi e difetti. Un uomo, appunto: come tale, come chiunque, sfuggiva a una definizione unica. Nel film che porta il suo nome (in uscita oggi nelle sale per la regia di Joshua Michael Stern) il tentativo di restituire questa dimensione poliedrica è riuscito solo in parte. Il risultato è una pellicola lunga, esaustiva ma in un certo senso monca, che compie il suo ruolo di intrattenimento ma svolge meno bene il compito di raccontare la biografia di Steven Paul Jobs .

La storia si sviluppa dalla fine del periodo universitario di Jobs, avvenimento piuttosto precoce, fino ad arrivare al suo ritorno nel 1996 alla Apple che aveva fondato e si accingeva a salvare dalla bancarotta. La storia si muove lentamente o rapidamente attorno ai diversi episodi, quasi tutti pescati tra quelli più noti e utilizzando frasi passate alla storia dell’informatica, scegliendo di soffermarsi su momenti tutto sommato poco significativi ma utili ai fini del racconto dello sceneggiatore Matt Whiteley.

Jobs viene descritto dal film soprattutto come un imprenditore spregiudicato : la vicenda dell’attribuzione delle azioni ai dipendenti fondatori, avvenimento piuttosto noto (Steve si rifiutò di concedere pacchetti di stock option ad alcune persone che avevano diviso con lui i momenti dell’esordio nel garage), è il perfetto esempio di tutto questo. Regista e sceneggiatore scelgono di restituire dall’inizio alla fine una figura di un uomo con un obiettivo fissato, che persegue senza curarsi troppo dei danni collaterali, senza curarsi fino in fondo della parabola umana che lo porta ad essere quel che è. Da studente appassionato a mastino del consiglio di amministrazione, per gradi ma senza troppo soffermarsi su quali potrebbero essere le motivazioni di quest’uomo che finisce per rinnegare persino quelli che dovrebbero essere i suoi amici.

Altre vicende umane, come quella del complesso rapporto con la sua prima figlia Lisa, sono invece trascurate e messe in secondo piano per privilegiare il rapporto di amore-odio di Jobs con Mike Markkula e John Sculley (rispettivamente il primo finanziatore e CEO di Apple, e il CEO che veniva dalla Pepsi e che cacciò Jobs dall’azienda – azienda che poi condusse fin quasi alla rovina): due figure che vengono stereotipate in ruoli vagamente paterni con cui Steve intavola la più classica dinamica edipica. Jobs è vendicativo, a volte manifestando una certa irascibilità ma senza che la sua figura ne venga caratterizzata in modo approfondito. Poi improvvisamente cambia, ma solo in parte, fino al finale nel quale il fine giustifica i mezzi: Jobs ha fatto grande la Apple, tutto da solo parrebbe a giudicare dal film, e le vittime seminate lungo la strada sono l’inevitabile dazio da pagare per questo successo.

Il risultato complessivo più che una biogfafia finisce per essere una agiografia : tutta la terra bruciata che Jobs crea attorno a sè, con una evidente forzatura cinematografica, finisce per essere bonariamente compresa dalla regia e dalla sceneggiatura. Bene fece Steve, al suo rientro, a fare piazza pulita del vecchio management, reo di aver tarpato le ali al suo sogno americano di cambiare la storia coi personal computer. Difficile sentire l’altra campana, visto che l’unico effettivo momento di critica arriva dall’addio di Wozniak al suo amico e alla azienda di cui era co-fondatore, relegato in un breve passaggio del film che forse però è il più riuscito di tutti facendo appello per una volta alla umanità e fragilità dei personaggi.

Jobs è un film tecnicamente corretto, godibile nelle sue due ore senza particolari rallentamenti, ma a cui manca la capacità di descrivere una realtà che non è mai tutta bianca o tutta nera . Come invece riesce meglio al The Social Network di David Fincher e Aaron Sorkin, i quali tratteggiano la figura di Mark Zuckerberg in modo più approfondito. Il paragone, inevitabile, con il più datato I Pirati della Silicon Valley vede la netta supremazia di mezzi e stile del film che esce oggi nelle sale: fa eccezione l’interpretazione del protagonista, Steve Jobs, che Noah Whyle restituì più violenta ma meno macchiettistica, mentre Ashton Kutcher non resiste a sfruttare la sua somiglianza fisica con Steve per assumere posture e camminate che mimano l’originale senza restituire verosimiglianza.

Luca Annunziata

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Mimmus scrive:
    Eh già...
    Ho abbracciato con entusiasmo la Rete sin dagli albori, buttandomi in essa sia per passione che per lavoro. Da idealista, ho visto nella Rete finalmente lo strumento per la liberazione delle energie positive dell'umanità. Mi sono sentito come Cassandra, con le gambe penzoloni sull'immensità, anche solo sentendo gracchiare il modem o collegandomi ad un sito FTP.Invece, la trovo piena di spioni, controllori globali e, nel migliore dei casi, pentastellati, gatti e bimbiminkia.
    • krane scrive:
      Re: Eh già...
      - Scritto da: Mimmus
      Ho abbracciato con entusiasmo la Rete sin dagli
      albori, buttandomi in essa sia per passione che
      per lavoro. Da idealista, ho visto nella Rete
      finalmente lo strumento per la liberazione delle
      energie positive dell'umanità. Mi sono sentito
      come Cassandra, con le gambe penzoloni
      sull'immensità, anche solo sentendo gracchiare il
      modem o collegandomi ad un sito
      FTP.
      Invece, la trovo piena di spioni, controllori
      globali e, nel migliore dei casi, pentastellati,
      gatti e bimbiminkia.Ma che credevi che la rete non facesse parte del mondo ?Bensveglio...
    • king volution scrive:
      Re: Eh già...
      - Scritto da: Mimmus
      Ho abbracciato con entusiasmo la Rete sin dagli
      albori, buttandomi in essa sia per passione che
      per lavoro. Da idealista, ho visto nella Rete
      finalmente lo strumento per la liberazione delle
      energie positive dell'umanità. Mi sono sentito
      come Cassandra, con le gambe penzoloni
      sull'immensità, anche solo sentendo gracchiare il
      modem o collegandomi ad un sito
      FTP.
      Invece, la trovo piena di spioni, controllori
      globali e, nel migliore dei casi, pentastellati,
      gatti e
      bimbiminkia.solo una cosa... che ca##o c'entrano i gatti?
  • rico scrive:
    13.3" ?
    Amico mio, se vuoi goderti il panorama, bigger is better.La rete va goduta su di un grande display, HD, sopra i 21 pollici.Altrimenti passerai la tua vita a zoomare dentro un minuscolo oblò.
    • king volution scrive:
      Re: 13.3" ?
      - Scritto da: rico
      Amico mio, se vuoi goderti il panorama, bigger is
      better.
      La rete va goduta su di un grande display, HD,
      sopra i 21
      pollici.
      Altrimenti passerai la tua vita a zoomare dentro
      un minuscolo oblò.certo certotu sì che hai capito tutto, della rete e della vita
  • Quelo scrive:
    Ecco appunto Dr. Who
    Panini a parte ma sempre a proposito di Dr. Who, vedendo il sesto episodio della stessa stagione "The Bells of Saint John", ho pensato invece (con le dovute differenze stilistiche) alla serie spesso citata da Cassandra e denominata "Black Mirror".Deve essere una mission delle serie britanniche di fantasy insegnare a vedere le cose da un altro punto di vista, che non è come guardare la Terra dalle porte del Tardis ma è comunque un esercizio spirituale interessante.[yt]Q2FTWhU5TIw[/yt]
    • Nome e cognome scrive:
      Re: Ecco appunto Dr. Who
      - Scritto da: Quelo...
      Deve essere una mission delle serie britanniche
      di fantasy insegnare a vedere le cose da un
      altro punto di vista, che non è come guardare la
      Terra dalle porte del Tardis ma è comunque un
      esercizio spirituale
      interessante.Giusto. "Citoparafrasando" le solite cose ..."I buoni perdono, i cattivi vincono e l'Inghilterra domina!"
  • fabland scrive:
    Posso offrirLe un panino ?
    Gentile Maestro (lo dico con rispetto, anche se sorridendo...)Oggi ho anche io mangiato il mio panino tra le nuvole quando ho scoperto questohttp://www.thegoan.net/India/India-Unlimited/No-drought-of-ideas-in-Maharashtra-Fab-land/03686.htmlPer chi non vuole sorbirsi il link, spiego brevemente:Qualcuno ha avuto l'idea di portare la stampa 3d e la conoscenza del fare (dall'assemblare ed usare un PC a utilizzare arduino per l'aquaponica al costruire pannelli solari per le proprie esigenze energetiche, in una zona rurale di una regine dell'India, e li' aprire un ashram fab lab.Ecco, il sapore di quel panino mi ha fatto capire che forse c'e' ancora speranza su questo pianeta. Forse siamo in grado di usare l'intelligenza per migliorarci e non solo per trovare il miglior offerente pel nostro (finche' ancora resta nostro...) orifizioVolevo solo condividere il sapore del mio panino con il Suo.E cosi facendo abbiamo assaggiato due panini :-)
    • tucumcari scrive:
      Re: Posso offrirLe un panino ?
      condivido la soddisfazione per il "panino" raccontato.
      • tucumcari scrive:
        Re: Posso offrirLe un panino ?
        - Scritto da: tucumcari
        condivido la soddisfazione per il "panino"
        raccontato.E anche per la "salamella", dimenticavo.
        • Savio Saverio scrive:
          Re: Posso offrirLe un panino ?
          - Scritto da: tucumcari
          E anche per la "salamella"Ma pure l'avatar di chi imbelle[img]http://c.punto-informatico.it/l/community/avatar/2a6d5a999222e9054394a00680105bba/Avatar.JPG[/img]
          • Savio Saverio scrive:
            Re: Posso offrirLe un panino ?
            - Scritto da: Savio Saverio
            - Scritto da: tucumcari


            E anche per la "salamella"
            Ma pure l'avatar di chi imbelleMeglio questo:[img]http://images2.wikia.nocookie.net/__cb20080126164830/nonciclopedia/images/thumb/d/db/Scimmia_idiota.jpg/225px-Scimmia_idiota.jpg[/img]Dovresti adottarlo quando ti registri.
  • girovago scrive:
    rete
    Che bell'articolo! Grazie!
  • bubba scrive:
    ci ho messo qualche minuto a
    Buon per te, Cala...io ci ho messo qualche minuto prima di riuscire a evocare una situazione "di pace e relax col mondo"... ero sui monti dell'appennino reggiano. Bosco, cielo terso e un HTC con GPE (GNOME Palmtop Environment). Si, era parecchi anni fa :P
    • Indiano scrive:
      Re: ci ho messo qualche minuto a
      - Scritto da: bubba
      Buon per te, Cala...
      io ci ho messo qualche minuto prima di riuscire a
      evocare una situazione "di pace e relax col
      mondo"... ero sui monti dell'appennino reggiano.
      Bosco, cielo terso e un HTC con GPE (GNOME
      Palmtop Environment). Si, era parecchi anni fa
      :Pops per un attimo avevo letto Bosco, cielo terso e un THC e mi sono detto eccone uno ancora sano!:D
      • bubba scrive:
        Re: ci ho messo qualche minuto a
        - Scritto da: Indiano
        - Scritto da: bubba

        Buon per te, Cala...

        io ci ho messo qualche minuto prima di riuscire
        a

        evocare una situazione "di pace e relax col

        mondo"... ero sui monti dell'appennino
        reggiano.

        Bosco, cielo terso e un HTC con GPE (GNOME

        Palmtop Environment). Si, era parecchi anni fa

        :P

        ops per un attimo avevo letto Bosco, cielo terso
        e un THC e mi sono detto eccone uno ancora
        sano!
        :Dahhaah ai "tempi del THC", Gnome mi sa che era stato appena inventato... e gli HTC erano oggetti di star trek (o quasi)...
Chiudi i commenti