Dopo aver introdotto il divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni, il governo australiano è pronto per un’altra battaglia. A partire dal 9 marzo, app store e motori di ricerca dovranno bloccare l’accesso ai servizi AI che non verificano la maggiore età degli utenti.
Solo 9 servizi AI su 50 sono in regola
L’azione del governo australiano segue le numerose denunce presentate nel mondo contro le aziende che offrono servizi AI senza implementare le necessarie misure per proteggere i minori. Il divieto di accesso ai social media è stato introdotto a causa degli effetti negativi dovuti all’uso prolungato. Lo stesso “trattamento” verrà ora riservato ai servizi AI.
Come dimostrano diversi fatti di cronaca, i chatbot sono diventati amici per molti giovani e in alcuni casi suggeriscono comportamenti molto pericolosi. A partire dal 9 marzo, i servizi AI dovranno impedire ai minori di 18 anni di ricevere contenuti pornografici, di violenza estrema, di autolesionismo e di disturbi alimentari. In caso contrario potrebbero essere inflitte multe fino a 49,5 milioni di dollari australiani.
I motori di ricerca e gli app store dovranno inoltre bloccare l’accesso ai servizi AI che non rispetteranno le regole, ovvero eliminare i link dai risultati delle ricerche e impedire il download delle app.
In base alla verifica effettuata da Reuters, solo 9 servizi AI tra i 50 più popolari hanno già implementato o implementeranno un sistema di verifica dell’età. Altri 11 hanno filtri sui contenuti o pianificato di bloccare l’acceso a tutti gli australiani. Le rimanenti 30 piattaforme non hanno ancora adottato misure adeguate.
Per ChatGPT, Replika e Claude verrà introdotta la verifica dell’età, mentre Character.AI ha eliminato le chat aperte per i minori di 18 anni. Grok, sotto indagine in molti paesi per la diffusione di immagini sessualizzate di minori, non ha nessun filtro o verifica dell’età. Tra meno di una settimana, su xAI e altre aziende potrebbe essere avviato un procedimento.