Su Digg anche l'advertising è sociale

La popolare piattaforma di social bookmarking si appresta a introdurre un'integrazione perfetta tra la pubblicità contestuale e il sistema di voto dei siti web. C'è il rischio che la cosa faccia flop, ma anche no

Roma – Digg introduce importanti novità nella sua piattaforma di advertising. Obiettivo principiale: dare l’impressione ai visitatori, soprattutto quelli casuali, che la pubblicità e i contenuti siano un tutt’uno perché condivideranno il sistema di votazione che ha favorito la crescita di popolarità del portale.

Attualmente su Digg si votano le “storie”, i link, le notizie e i siti web segnalati dagli utenti della community, e le storie più votate (o quelle spinte dai discussi “power digger”, capaci di movimentare un fitto network di relazioni) finiscono in homepage con conseguente riversamento di decine (o anche centinaia) di migliaia di contatti quotidiani verso quella storia, quel link o quel sito web. Se il piano annunciato dal chief strategy officier Mike Maser sul blog corporate andrà in porto, con lo stesso sistema si potrà votare e giudicare l’advertising visualizzato contestualmente ai contenuti veri e propri.

Al contrario di quanto succede con i contenuti, però, nell’ultimo caso il meccanismo di “digging” funziona in maniera speculare, per cui a un maggior numero di voti corrisponderà non già un aumento bensì una riduzione di costi per la visualizzazione degli ad , mentre nell’eventualità opposta all’inserzionista verrà chiesto un esborso maggiore.

Il social networking conquista l’advertising e c’è ovviamente il rischio di tramutare il tutto in una corsa all’affossamento (“burying” nel linguaggio di Digg) della pubblicità per il solo fatto di essere tale. Ci sono insomma buone possibilità che il servizio, in via di introduzione nei prossimi mesi, fallisca miseramente gli obiettivi prefissati.

Ma anche se il rischio è alto Digg non può che correrlo per espandere le proprie possibilità di fare cassa : lo scorso aprile si è concluso l’ accordo esclusivo con Microsoft per la somministrazione di advertising sul portale, e attualmente la dot.com sfrutta una forza di vendite interna in sostituzione del network di Redmond.

Alfonso Maruccia

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  • LucaT scrive:
    un po' di sensibilità...
    si tratta sempre di ammazzare degli esseri umani e quindi anche il linguaggio dell'articolo potrebbe esprimere un po' di sana pietas umana, invece di usare termini da videogame quali "terminare da remoto i nemici più pericolosi".. sono persone anche i Talebani, con i loro affetti, famiglia, ecc. Talvolta nei rifugi non ci sono solo combattenti, ma anche i loro figli, le mogli, i vecchi. Che siano dalla parte sbagliata del drone è noto, che siano trattati anche loro come persone, un dovere. Grazie.
    • Rin Kobayashi scrive:
      Re: un po' di sensibilità...
      - Scritto da: LucaT
      si tratta sempre di ammazzare degli esseri umani
      e quindi anche il linguaggio dell'articolo
      potrebbe esprimere un po' di sana pietas umana,
      invece di usare termini da videogame quali
      "terminare da remoto i nemici più pericolosi"..
      sono persone anche i Talebani, con i loro
      affetti, famiglia, ecc. Talvolta nei rifugi non
      ci sono solo combattenti, ma anche i loro figli,
      le mogli, i vecchi. Che siano dalla parte
      sbagliata del drone è noto, che siano trattati
      anche loro come persone, un dovere.
      Grazie.Quoto.
    • sdfsdfdsf scrive:
      Re: un po' di sensibilità...
      Chiedilo a quelli delle torri gemelle....
      • Rin Kobayashi scrive:
        Re: un po' di sensibilità...
        - Scritto da: sdfsdfdsf
        Chiedilo a quelli delle torri gemelle....Sono convinto che i figli dei Talebani hanno contribuito sostanzialmente all'assassinio di loro coetanei nelle torri gemelle. (rotfl)L'ideologia è una brutta bestia, sia da una parte che dall'altra.
    • King Dandy scrive:
      Re: un po' di sensibilità...
      - Scritto da: LucaT
      si tratta sempre di ammazzare degli esseri umani
      e quindi anche il linguaggio dell'articolo
      potrebbe esprimere un po' di sana pietas umana,
      invece di usare termini da videogame quali
      "terminare da remoto i nemici più pericolosi"..
      sono persone anche i Talebani, con i loro
      affetti, famiglia, ecc. Talvolta nei rifugi non
      ci sono solo combattenti, ma anche i loro figli,
      le mogli, i vecchi. Che siano dalla parte
      sbagliata del drone è noto, che siano trattati
      anche loro come persone, un dovere.
      Grazie.Avresti ragione se non ti riferissi a gente che è disposta a sgozzare o lapidare anche i propri "affetti" più cari per una miriade di motivi diversi, tutti scritti in un libro che specie su queste cose si contraddice così spesso da far pensare che non sia opera di un solo profeta come dicono...
      • LucaT scrive:
        Re: un po' di sensibilità...
        non dimenticare che fino a qualche decina di anni fa eravamo così anche noi (solo a titolo di esempio: i campi di concentramento, le fosse Ardeatine, partigiani prima e fascisti poi appesi ai lampioni)... sono contrario al regime talebano ma non dimentichiamo mai che sono esseri umani come me e te e, tornano al punto, non poligoni processati da una scheda grafica.
  • Debboroh Van Damme scrive:
    O è propaganda...
    ...oppure le procedure sono più complesse di quanto rilevato, altrimenti sarebbe solo un modo più costoso di non ottenere risultati. Forse verrà usato da pochi fidati infiltrati, far credere che l'uso sarà più ampio e con una selezione approssimativa serve solo a coprire i pochi veri acquisitori di obiettivi (che pure negli eserciti regolari sono una ristretta minoranza in corpi già di per sé d'élite).
  • kache scrive:
    E la segretezza?
    Diffondere la voce che gli americani usano questo metodo non metterà forse a rischio le vite di coloro che sto cacchio di segnalatore lo devono portare a destinazione? Non potevano starsene zitti e rendere disponibile la notizia a fine guerra?Bah...
    • Pino Scintilla scrive:
      Re: E la segretezza?
      Quale segretezza? Pensi davvero che usino queste cose? Sai quanti "capitribu" userebbero questo sistema per far fuori la tribu/stirpe/etnia avversaria? Oppure, hai idea dei costi operativi di una missione, macchine sofisticate e sitemi di controllo per colpire bersagli insicuri, non certficati e a rischi "morti civili" come e più degli altri? Operwazione con macchine e costi da milioni di dollari su bersagli "comprati" con qualche centinaio di dollari?Questa è solo "comunicazione pubblicitaria a cura del DoD", null'altro.Quando domani gli USA raderanno al suolo un altro ospedale o un altra scuola come al solito fregandosene dei civili e sparando a caso, sosterranno che li sotto i talebani avevano una base e di essere sicuri grazie a questo metodo che, essendo "ampiamente pubblicizzato", è anche accettato come sicuro, significativo ed efficacia provata.Ciao
    • Draikan scrive:
      Re: E la segretezza?
      In realtà come sistema lo trovo altamente difettoso.A parte che mi pare difficile convincere gente che supporta i talebani a tradirli, a parte che trovo difficile che i talebani facciano arrivare il primo che passa al loro covo. Trovo molto più facile che questi piazzino il trasmettitore al primo posto che gli salta in mente.Ma comunque leggendo così l'articolo sembra che gli americani scaglino bombe a caso sul primo posto che gli viene indicato. OK, non lo escludo a priori ma non la chiamerei propriamente una strategia.
  • Sono Io scrive:
    GPS al tappeto
    Ma chi ve le racconta ste' storielle ???Hanno il GPS... basta e avanza
    • Quello Li scrive:
      Re: GPS al tappeto
      Il punto è che non hanno le coordinate del bersaglio!Se io ti dico di colpire il covo di bin laden, ma non sai le coordinate colo gps cosa ci fai?Se io invece convinco un pastore locale che conosce i miliziani di mettere quel "coso" sotto il letto di bin laden... il missile della buonanotte non glielo toglie nessuno.
  • Monsieur Duball scrive:
    BipBip e Wicojote
    E chi mi dice che non succede come tra i due famosi personaggi dei cartoni animati...... che gli americani non si ritrovano io radiofaro posizionato sotto il sedere :D
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