Su eBay Italia si abbatterà una class action

Ritardi nei trasferimenti di denaro, mancata trasparenza: Telefono Antiplagio minaccia la class action contro eBay e contro PayPal. Mentre una petizione chiede al sito d'aste di ripristinare il doppio feedback, migliorato
Ritardi nei trasferimenti di denaro, mancata trasparenza: Telefono Antiplagio minaccia la class action contro eBay e contro PayPal. Mentre una petizione chiede al sito d'aste di ripristinare il doppio feedback, migliorato

Fuoco e fiamme su eBay, gli utenti minacciano boicottaggi e class action, reclamano i propri diritti. Non piace la stretta relazione che intercorre tra eBay e PayPal, imposta agli utenti, non piace il fatto che le transazioni PayPal sfuggano al controllo e si completino in maniera poco trasparente, non piacciono le nuove regole che governano il mercato delle aste.

È il momento di una class action: questa la minaccia che giunge da Telefono Anti eBay divisione dedicata ad eBay di Telefono Antiplagio . Nel mirino dei consumatori ci sono le pratiche commerciali di PayPal, nel mirino c’è il comportamento di eBay, piattaforma attraverso la quale si perpetrano truffe di cui all’azienda, poiché guadagna una commissione, le associazioni attribuiscono una responsabilità. L’occasione per imbracciare le armi legali è offerta dai ritardi denunciati da molti utenti PayPal: i trasferimenti di denaro dal conto PayPal a PostePay stanno impiegando fino a trenta giorni. PayPal si era giustificata con gli utenti via email, ora le rassicurazioni su forum di eBay: il “disguido tecnico” che ha causato i ritardi nei trasferimenti di fondi dal conto PayPal alla prepagata è stato risolto.

Ma Telefono Anti eBay coglie l’occasione per fare riferimento ad una questione di natura strutturale: PayPal “nel 2007 ha gestito oltre 14 miliardi di dollari, contribuendo al bilancio di eBay per 563 milioni netti. Ovviamente su ogni passaggio di denaro PayPal matura interessi, che aumentano a dismisura soprattutto quando il denaro, anziché transitare, si ferma: più la sosta è lunga, più soldi incamera PayPal. La conseguenza è che trattenere somme per miliardi di euro o di dollari fa pensare a speculazioni finanziarie, volte a compensare la crisi in atto e/o far crescere le quotazioni in Borsa.”

Ma non è tutto: eBay e la sua controllata PayPal, spiegano da Telefono Anti eBay, non rendono conto ad alcuna autorità del denaro movimentato, in virtù della natura stessa di PayPal. “PayPal in pratica è un circuito immateriale, impalpabile che prende i soldi dalle carte di credito e li trasferisce ad altri conti elettronici, senza che avvenga una reale movimentazione. Il denaro da cartaceo viene trasformato in elettronico e, una volta che entra in PayPal, rimane elettronico, non torna più in forma cartacea, se non al di sopra di certe soglie. I soldi, quindi, si perdono nei circuiti automatici e nessuno risponde a chi protesta, nessuno sa a chi bisogna appellarsi per riottenerli.”

Queste le motivazioni per cui Telefono Anti eBay insieme a EuropeanConsumers.it si scaglierà contro PayPal. Ma non verrà risparmiata nemmeno eBay: a loro dire vi si perpetrano abusi per i quali “eBay fa da tramite, dietro compenso”. eBay è già stata contattata da Punto Informatico e contiamo di poter pubblicare nelle prossime ore un commento dell’azienda su queste stesse pagine.

Il disappunto degli eBayers si muove anche su altri fronti: le recenti modifiche al regolamento previste dall’azienda non convincono gli utenti, che minacciano scioperi e boicottaggi . Al centro dell’attenzione dell’utenza italiana c’è la rivoluzione nel sistema di attribuzione del feedback, strumento di valutazione che a partire dal mese di maggio potrà essere impugnato dai soli buyer.

A questo proposito è stata indetta una petizione nel quale si propone a eBay una soluzione più equa ed efficace : il sistema di feedback bilaterale è lo strumento che garantisce agli utenti di valutare l’affidabilità della controparte e l’appetibilità di acquisti e vendite.

È vero che esiste un meccanismo di ricatti e di estorsioni di feedback, è vero che il feedback è merce di scambio fra coloro che concludono un affare, si ammette nel testo della petizione. Ma è a portata di mano una soluzione che non snaturi il sistema di feedback a doppio binario: “L’utente partecipe di una transazione, sia esso acquirente o venditore, deve poter rilasciare un feeedback positivo, neutro o negativo non visibile alla controparte fintantoché anch’essa non ha votato, oppure non siano scaduti i termini per farlo”.

La risposta di eBay sul fronte dello scontento per le più recenti modifiche al regolamento? Una concessione che riguarderà esclusivamente alcune categorie di seller americani, gli unici, per ora, investiti dal terremoto delle tariffe: i prezzi per pubblicare delle inserzioni verranno dimezzati per i venditori di musica, libri, film e videogame. Per quanto riguarda la possibilità di giudicare gli utenti, nessun cedimento : l’unica merce di scambio su eBay saranno prodotti e denari.

Gaia Bottà

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12 02 2008
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