Subisce violenza, i danni li chiede a MySpace

Ha conosciuto il suo aguzzino via email attraverso la community di News Corp. e ora con i genitori fa causa: vuole un risarcimento straordinario. Il sito risponde attivando nuovi filtri antiabuso
Ha conosciuto il suo aguzzino via email attraverso la community di News Corp. e ora con i genitori fa causa: vuole un risarcimento straordinario. Il sito risponde attivando nuovi filtri antiabuso

Austin ? Viene dal Texas l’ennesimo duro colpo diretto a MySpace . Una ragazzina di 14 anni, accompagnata dalla madre, ha sporto denuncia nei confronti della News Corp, società di Rupert Murdoch cui fa capo il popolare social network nordamericano.

La ragazza è stata violentata da un ragazzo conosciuto attraverso MySpace, che dopo settimane di email e messaggi aveva acconsentito di incontrare. Secondo i legali dell’accusa la colpa è da attribuire al servizio, che presenterebbe alcune falle nella gestione dei contatti fra utenti. La famiglia chiede un risarcimento di 30 milioni di dollari .

Da mesi la community, che consta di decine di milioni di utenti, è soggetta alle polemiche che piovono dai politici, dai genitori e dagli educatori. Ad aprile aveva censurato i blog di 200.000 utenti che, a detta dei responsabili, “infangavano” l’immagine dell’azienda.

Tale provvedimento, che ha fatto discutere non poco, non è però bastato a convincere le associazioni di genitori sull’effettiva sicurezza di MySpace, tanto che queste hanno chiesto ripetutamente al Congresso nuove normative di tutela.

I vertici societari hanno ora optato per una linea più dura e intransigente : dalla prossima settimana vi sarà l’obbligo per gli utenti maggiorenni di fornire indirizzo email o nome e cognome agli utenti minorenni che vorranno contattare.

È un periodo delicato per i social network , che sono sempre più visti come veicoli per azioni criminali, specialmente da quando salì alla ribalta della cronaca il caso di un uomo, che, dopo aver rapito e ucciso una dodicenne, ne fece a pezzi il cadavere e ne mangiò una parte. Quel tale è stato identificato grazie al suo blog, nel quale raccontava di essere ossessionato dalla ragazzina. Eventi che favoriscono la determinazione della National Security Agency di dar vita ad un estensivo monitoraggio di Myspace e simili “per finalità di sicurezza”.

Il principio che va passando, e di cui MySpace rischia di essere vittima illustre, è quello secondo cui vi devono essere barriere tecnologiche agli abusi derivanti dalla comunicazione tra persone. Non sembrano trovare spazio, in questo momento, considerazioni “altre”, come quella della responsabilità dei genitori nell’educare i figli ad un corretto uso della rete, come del telefono, o della televisione… Per ora Myspace e i suoi omologhi finiscono alla ribalta delle cronache non per i servizi gratuiti offerti agli utenti internet ma perché sarebbero questi servizi a favorire abusi, violenze, minacce e via peggiorando.

Giorgio Pontico

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21 06 2006
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