Summit Internet ONU, appello dei radicali

Il WSIS terrà la sua seconda fase in Tunisia: dopo l'allontanamento di Reporters sans frontières i radicali chiedono all'Italia e a Stanca di stimolare le democrazie in vista di un appuntamento tanto importante

Roma – Marco Cappato, parlamentare europeo della Lista Bonino, Marco Perduca, rappresentante del Partito Radicale Transnazionale presso l’ONU, e Gianluca Eramo, delegato del PRT al Summit Mondiale sulla Società dell’Informazione, hanno scritto al ministro italiano Lucio Stanca per esortare l’Italia ad assumere un ruolo più attivo nel corso dei negoziati del WSIS, che si svolgono a Ginevra dal 15 al 26 settembre.

Come noto il WSIS, il Summit mondiale sulla Società dell’Informazione , è considerato un appuntamento essenziale per la definizione di un comune approccio ai diritti della comunicazione nell’era digitale, ad internet e via dicendo. La sua rilevanza è enorme e nei giorni scorsi sono sorte nuove preoccupazioni sulle chances del Summit di essere efficace dopo l’allontanamento dell’organizzazione Reporters sans frontiéres.

Nella lettera a Stanca gli esponenti radicali, i primi a proporre di fare del WSIS la ribalta per la proclamazione di una rete libera e garante di libertà , affermano che “in quanto Presidente di turno dell’Unione europea, l’Italia ricopre l’importante ruolo di coordinazione delle varie delegazioni degli Stati membri dell’Unione Europea presso il Summit Mondiale sulla Società dell’Informazione” e dunque dovrebbe assumere un ruolo di stimolo e proposta verso tutta l’Unione europea e le democrazie che parteciperanno al WSIS.

Marco Cappato “Riteniamo necessario – scrivono Cappato e Perduca – che venga assunto, come priorità, dall’Italia e dell’Europa, il fatto che i diritti civili e politici dei cittadini siano riconosciuti e rispettati anche nel “mondo virtuale” . Gli Stati democratici in un’azione congiunta e coordinata, dovrebbero impegnarsi a fare in modo che il WSIS inserisca tale obiettivo nel testo della Dichiarazione di Principi ancora in fase di elaborazione”.

Ulteriori preoccupazioni sono state espresse dal PRT per la scelta di convocare la seconda parte del WSIS nel 2005 in Tunisia, paese che “non può essere considerato un luogo appropriato per discutere di libertà di espressione e di libertà dell’uso delle nuove tecnologie”.

Nella sezione “technological revolution” del sito del PRT ( http://www.radicalparty.org ) possono essere consultati i documenti con cui i radicali si presentano al WSIS.

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  • fDiskolo scrive:
    viva l'antitrust
    almeno per una volta ha funzionato.
  • Anonimo scrive:
    E UAI FAI !
    Telecom rinuncia ?specchietto per le allodole ! Infatti mantiene l'accordo tecnologico bla bla bla ...La verità è che il calamaro gigante telecom puzza di ammoniaca ma non rinuncia alle sue prede.Beh, speriamo che gli altri si muovano, perchè il Wi-Fi è secondo me la vera tecnologia per offrire il "mobile internet", mentre l'UMTS serve a poco in effetti.
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