Sun apre il codice di UltraSPARC

Con una decisione storica, il colosso californiano si prepara a rilasciare sul canale open source le specifiche dei suoi processori UltraSPARC e del giovane pupillo T1. Sfida a IBM


New York (USA) – Dopo aver apposto il timbro “open source” sul codice di alcuni dei suoi più importanti software, Sun è ora pronta ad abbracciare la filosofia open anche nello sviluppo dei suoi ben noti processori UltraSPARC.

All’inizio del prossimo anno lo storico produttore di server aprirà l’architettura del suo più giovane chip, l’UltraSPARC T1, rilasciandone parte delle specifiche tecniche: tra queste, i sorgenti dei progetti, il set di istruzioni ed un porting di Solaris. Tutto il codice sarà accompagnato da una licenza approvata dall’Open Source Initiative ( OSI ).

Con questa mossa Sun spera di dar vita ad una comunità di aziende e sviluppatori che possa contribuire allo sviluppo della propria architettura UltraSPARC e alla progettazione di nuove tecnologie e applicazioni. Il chipmaker californiano si aspetta che questa collaborazione tagli i costi di progettazione e implementazione delle future tecnologie UltraSPARC, incrementando così la competitività dei propri server nei confronti di rivali come IBM, HP e Dell.

La decisione di Sun segue le orme di OpenPower , un’iniziativa con cui lo scorso anno Big Blue ha condiviso l’architettura dei suoi processori con le terze parti.

“Oggi un chip di silicio è solo una versione compilata di un progetto software”, ha spiegato nel proprio blog Simon Phipps , chief open source officer di Sun. “Un chip come l’UltraSPARC T1 non è altro che un grosso programma scritto e compilato con Verilog”. Quest’ultimo è un software utilizzato per la progettazione e la simulazione di circuiti integrati che utilizza un linguaggio di programmazione non dissimile da C e Pascal.

“Sebbene nessuno si aspetti che degli hacker da garage mettano su una propria fabbrica di microchip, iniziative come quella di Sun permettono ai progettisti hardware di imparare ciascuno dai lavori degli altri: una filosofia che è già stata capace di rivoluzionare il mondo del software”, ha affermato Tim O ‘Reilly , founder e CEO di O ‘Reilly Media.

La decisione di rilasciare le specifiche di UltraSPARC sotto una licenza open source è stata definita da Eben Moglen , noto consulente legale di Free Software Foundation e founding director del Software Freedom Law Center, come “un passo storico” verso un’era in cui anche l’hardware verrà progettato secondo i principi fondanti del software libero e dell’open source.

Sun ha dedicato alla sua nuova iniziativa il sito www.opensparc.net , lo stesso dove conta di promuovere lo sviluppo del porting di Linux e FreeBSD verso la piattaforma UltraSPARC T1.

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  • ntrac scrive:
    Inizio di proposta
    Si potrebbe proporre una procedura di questo tipo: -Qualsiasi nuovo articolo deve essere presentato su un sito di discussione prima di essere pubblicato, con opportuna pubblicità, per esempio, citarlo su una apposita lista in modo da richiamare l'attenzione e favorire così il contributo della comunità. Esiste già uno spazio riservato ad un forum di discussione, ma non è utilizzato in un modo organico. -Solo dopo un certo tempo, mettiamo una settimana in cui non avvengono modifiche di rilievo, si potrà inserirlo nell'enciclopedia, mantenendo comunque per un altro periodo, il riferimento su una lista dei nuovi articoli, in modo da facilitarne il controllo dalla parte della comunità. -Il concetto serve a filtrare accuratamente l'entrata, in modo da evitare che spariscono nel mare magnum, dove diventa un gioco d'azzardo controllare qualunque cosa. -Non si deve temere di perdere tempo, i giri su internet hanno tendenza a produrre dei risultati esponenziali. -Iniziare una revisione sistematica con i criteri sopraindicati==================================Modificato dall'autore il 15/12/2005 7.33.59
  • Anonimo scrive:
    Collaborazioni a volte scadenti
    Non entro nel merito della affidabilita' di wikipedia e relativi attacchi e problemi di anonimato, vorrei solo far notare che internet sara' si' talvolta scomoda per qualcuno (quando ci si scrive qualcosa che non piace), ma tra i progetti collaborativi ce ne sono piu' che di scomodi di scadenti.Dizionari online dove raramente si trova la parola che si cerca (sono gratis, d'accordo, ma se non c'e' quello che si cerca a cosa servono?), NG dopo si trovano risposte una volta si' e nove no, specie su certi argomenti, etc etc.it.lavoro.sindacato e' pieno di messaggi che chiedono consigli o informazioni, e che restano senza risposta.Tanto per fare qualche esempio.Paolo
  • EverythingYouKn scrive:
    INTERNET E' SEMPRE STATA SCOMODA,
    E CONTINUERA' AD ESSERE SCOMODA FINO A CHE NON LA UCCIDERANNO......
  • mda scrive:
    siti di cultura gratis
    ACRONIMI - dizionario degli acronimi, sigle e abbreviazioni by glossari.ithttp://www.glossari.it/dizionarioacronimi.html#RDe Mauro il dizionario della lingua italiana PARAVIAhttp://www.demauroparavia.it/indexSINONIMI MASTERhttp://www.homolaicus.com/linguaggi/sinonimi/Esopedia - EsoPediahttp://www.esopedia.it/index.php?title=EsopediaRomanzieri.com: e-book, ebook, biblioteca digitalehttp://www.romanzieri.com/Liber Liber: Home pagehttp://www.liberliber.it/home/index.phpCRONOLOGIA - 2000 ANNI DI STORIAhttp://www.cronologia.it/welcome.html
  • Anonimo scrive:
    Ho partecipato anche io a wikipedia
    Nella voce relativa a Punto Informatico.Ho aggiunto che l'utente avvelenato, postino tuttologo, è molto conosciuto ed i suoi interventi sono sempre molto apprezzati.Me l'hanno segato in pochi minuti, ma ancora non ne capisco il motivo... :( Forse non è un postino?Forse non è tuttologo?Forse non è molto conosciuto?Forse i suoi interventi non sono apprezzati? Ah sì, forse è qui che mi sono sbagliato, infatti lo squarta (alias infojatallafrutta) non li digerisce proprio....S.P.
    • mda scrive:
      Re: Ho partecipato anche io a wikipedia
      - Scritto da: Anonimo
      Nella voce relativa a Punto Informatico.
      Ho aggiunto che l'utente avvelenato, postino
      tuttologo, è molto conosciuto ed i suoi
      interventi sono sempre molto apprezzati.

      Me l'hanno segato in pochi minuti, ma ancora non
      ne capisco il motivo... :(

      Forse non è un postino?
      Forse non è tuttologo?
      Forse non è molto conosciuto?
      Forse i suoi interventi non sono apprezzati? Ah
      sì, forse è qui che mi sono sbagliato, infatti lo
      squarta (alias infojatallafrutta) non li
      digerisce proprio....

      S.P.Io scrivo da diverso tempo su wikipedia, scopri che le norme di libertà non valgono per l'Italia !Gli amministratori fanno i loro porci comodi usando montagne di trucchetti, es.:Non piace l'articolo, fantasticando che non corrisponde nei "canoni di wikipedia" , zitti zitti (non avvertono), lo mettono da cancellare, per la precisione da votare per la cancellazione, tra di loro votano da cancellare (ma sospetto non fanno neanche questa fatica), dunque lo cancellano !Spesso vedo che gli amministratori sono semplici traduttori (pertanto invidiosi) del sito inglese ovvero comportamento OFFENSIVO per l'Italia e sconsigliato da wikipedia Americana.Di originale troverai montagne di parti che violano il copyright, comportamento offensivo, indici offensivi, mancanza di neutralità, mezze verità. ecc., tutto fatto dai signori amministratori di wikipedia Italia.Per le prove basta semplicemente visitare wikipedia Italia.
      • Anonimo scrive:
        Re: Ho partecipato anche io a wikipedia

        (ma sospetto non fanno neanche questa fatica)Se scrivi in questo modo spero bene che non facciano nessuna votazione per stroncarti : .Prof. Precisetti.
    • ntrac scrive:
      Re: Ho partecipato anche io a wikipedia
      Anch'io, ho provato di scrivere qualcosa su dei fatti che ho vissuto di prima persona, correggendo quindi alcune inesattezze pubblicate, me l'hanno cancellato in pochi minuti, ma non me la prendo a male. Non possono sapere chi sono, penso che per alcuni argomenti scottanti, si potrebbe intavolare un forum e così fare partecipare la comunità. Ci sto pensando ad una procedura da proporre a loro. Si tratta essenzialmente di dare spazio sia d'espressione, sia d'ascolto a chi è di buona volontà. Si potrebbe così favorire l'evoluzione del pensiero grazie alla compartecipazione. Niente di nuovo sotto il sole!
  • Anonimo scrive:
    Wikipedia vs. sicurezza
    Wikipedia è un progetto meraviglioso. D'altra parte non è realistico scandalizzarsi del fatto che il mondo sia pieno di individui privi di valori etici. Diversamente vivremmo in un mondo ideale.Allora cerchiamo di dare un contributo realmente utile. La sicurezza dei dati mira a garantire 3 caratteristiche: disponibilità, integrità e confidenzialità.Nel caso di Wikipedia siamo interessati solo alle prime due caratteristiche. La disponibilità non è oggetto del presente posting. Diversamente, la veridicità delle informazioni rientra negli obiettivi di integrità.Per garantire gli obiettivi di sicurezza dei dati si utilizzano i cosidetti "meccanismi di controllo". I meccanismi di controllo possono essere di 3 tipi: tecnologici, organizzativi e operativi.Tra i meccanismi di controllo tecnologici utili a garantire l'integrità dei (e, anche se in questo caso non ci interessa, la confidenzialità), ci sono le soluzioni di identificazione e autenticazione.Credo di aver detto tutto. Le considerazioni sui valori etici e sulla cattiveria degli uomini non servono a nulla. Wikipedia ha un futuro solo se adotta tecnologie volte a tutelare e garantire la qualità dei contenuti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Wikipedia vs. sicurezza
      sono la stessa persona che ha fatto il posting "wikipedia vs. sicurezza".5 minuti dopo aver fatto il posting, ho appreso che a seguito delle recenti polemiche, a partire da oggi per inserire informazioni su wikipedia è necessario registrarsi (http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2005/12_Dicembre/07/wiki.shtml).wikipedia ha dunque adottato un meccanismo di controllo tecnologico per la identificazione e autenticazione delle utenze, ossia mirato a garantire l'integrità delle informazioni.c.v.d.....
      • Anonimo scrive:
        Re: Wikipedia vs. sicurezza
        La registrazione è necessaria *solo* se si vogliono inserire "nuove" voci e *solo* sulla wikipedia in lingua inglese.Non è necessaria per apportare modifiche, integrazioni o correzioni.
  • Anonimo scrive:
    Re: E' la paura del comunismo
    Non ho mai capito perche' Wikipedia venga tacciata di comunismo.Per alcuni versi all'opposto e' una cosa tipicamente americana: e' stata creata da un'iniziativa privata usando la collaborazione di varie persone (altra cosa tipicamente americana, basta pensare alle carovane di coloni)
    • Anonimo scrive:
      Re: E' la paura del comunismo
      Secondo me Wikipedia è l'opposto del comunismo. Non c'è una verità decisa in partenza. Non c'è censura di Stato programmata. Ognuno dice quello che vuole. Diametralmente opposto al comunismo.Forse alcuni contenuti sono associati alla sinistra perchè la maggior parte di chi scrive sembra avere certe idee (mio personale punto di vista). Però in questo non c'è nulla di male: ognuno dà il proprio contributo. Chi non lo mette, non è considerato. Giusto così.Non è mica detto che poi quello che pensa la gente sia per forza vero! E' solo una possibiltà in più di sapere. Non è detto che sia necessaria una sola fonte (in questo caso Wikipedia). Magari tra 10 anni ci saranno 5 Wikipedie che rappresenteranno punti di vista differenti, cioè i punti di vista di chi ha avuto la possibilità di scrivere (se si seleziona chi scrive...). Oggi se uno deve scegliere tra avere gratuita Wiki e a pagamento le altre... beh, è facile che si accontenti, se non ha esigenze particolari. Il fatto poi di essere continuamente aggiornata è un punto a favore.
  • Anonimo scrive:
    Wikipedia: esempi
    Ho partecipato ad una discussione su Wikipedia dove si parlava di togliere la voce "Raffaella Lecciso" e di lasciare l' articolo "Gabibbo".Se questo è un punto di vista neutrale ...
  • Anonimo scrive:
    Riguardo ad Adam Curry
    Quel Rogers di cui viene citato il Blog è socio di Dave Wiener. Entrambi stanno litigando da un annetto con Adam Curry riguardo a questa cosa della paternità del podcasting.Quindi non mi sembra proprio una voce *imparziale*.
  • Anonimo scrive:
    Il futuro sono le web-tv come mariposaHD
    Quando web-tv libere come MariposaHD, che trasmettono tv via torrent e addirittura in HDTV (1920x1080), nasceranno come funghi su internet, loro avranno perso ogni controllo sull'informazione e saranno di fatto sconfitti.http://www.mariposahd.tv/
    • Anonimo scrive:
      Re: Il futuro sono le web-tv come maripo
      - Scritto da: Anonimo

      Quando web-tv libere come MariposaHD, che
      trasmettono tv via torrent e addirittura in HDTV
      (1920x1080), nasceranno come funghi su internet,
      loro avranno perso ogni controllo
      sull'informazione e saranno di fatto sconfitti.

      http://www.mariposahd.tv/Se mettono video di gnocche come adesso avranno un grande successo nel campo della comunicazione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il futuro sono le web-tv come maripo
      - Scritto da: Anonimo

      Quando web-tv libere come MariposaHD, che
      trasmettono tv via torrent e addirittura in HDTVEhm... c'è un problemino....Il passaggio all'HDTV comporta un cambietto di attrezzatura.... E nel caso tu non te ne fossi accorto, tesoro mio, TUTTE le nuove tecnologie che sono anche solo vagamente suscettibili di essere usate a scopi multimediali stanno nascendo zuppe di DRM dal primo all'ultimo bit. E c'è una cosuccia che devi sapere: l'accesso al DRM costa caro, tanto caro. Solo pochi eletti hanno diritto alle chiavi del sistema. Se no casca tutto: uno apre il drm, pirata il contenuto e ri-DRMa il tutto. Questo ha anche un effettino collaterale piccino piccino.. sai quale? quello di IMPEDIRE DI FATTO la libertà di diffusione di contenuti ANCHE PROPRI. Cioè, se non hai la possibilità di certificare col DRM i tuoi prodotti audiovideo te li guardi e te li senti solo tu. Col cavolo fai la webtivvù!
  • Anonimo scrive:
    Vogliono manipolare la verità
    Chi controlla il passato (anzi lo riscrive) controlla il presente, diceva un certo libro (1984). Il problema è che Wikipedia sta diventando troppo scomoda, poichè troppe verità vengono a galla che non piacciono a chi tira le fila in occidente. Sono sicuro che la NSA ha un progetto già pronto per modificare tutta Wikipedia in una notte, premendo solo un bottone, in caso di necessità...
    • Anonimo scrive:
      Re: Vogliono manipolare la verità
      progetti della NSA a parte, Wikipedia contiene una cronologia di tutte le versioni precedenti: se qualcuno si mette a revisionare, tutti se ne accorgono. Questo non vale per gli altri media, dove l'unica versione disponibile è l'ultima.
  • golan77 scrive:
    Ottimo Mantellini, come sempre
    Ciao Massimo,condivido appieno le tue conclusioni, e devo dire che anche io avevo notato un certo "accanimento" dei media sulla faccenda, come se fosse una sorta di guerra di discredito contro Wikipedia.Non dimentichiamoci che wikipedia contiene informazioni e articoli che solitamente NON sono presenti in progetti centralizzati come la Britannica, o altre celebri enciclopedie.Il discorso "anonimato" ha due facce: se dovessi scegliere la "meno peggio", sceglierei sicuramente quella che tutela la libertà degli utenti, anche al prezzo di qualche sporco sciacallaggio... in fondo, la scelta opposta non costituisce ugualmente un eccesso di potere in mano ai pochi? Con la differenza che wikipedia può essere considerata "quasi attendibile", e qualsiasi notizia, se terribile, andrà verificata in altre maniere.Cmq bravo Massimo.
    • ntrac scrive:
      Re: Ottimo Mantellini, come sempre
      Concordo, citando un passaggio che penso importante: "Le grandi pesanti enciclopedie cartacee, nelle librerie delle nostre case, sono piene di grandi e piccole bugie, ben più importanti della diffamazione ad un giornalista in pensione di Nashville coinvolto senza motivo in uno dei grandi misteri americani. "Aggiungo che qualsiasi informazione deve essere elaborata personalmente per acquisire valore vero, altrimenti è solo vernice d'illusione. Bere senza critica qualsiasi cosa è deleteria a prescindere della qualità obiettiva dell'oggetto.
    • Aletheja scrive:
      Re: Ottimo Mantellini, come sempre
      ....."Internet ha fatto moltissimo per la verità aumentando le possibilità di discussione su qualsiasi argomento. La trasparenza e la luce del sole sono meglio di un singolo punto di vista che non può essere discusso".....E ancora meglio sapere con chi quel punto di vista debba essere discusso. Metterci la propria faccia quando si fanno delle affermazioni (o si scrive qualcosa nei blog, forum, in Wikipedia etc.) moltiplica la libertà e le opportunità di confrontarsi. Quindi perchè voler restare anonimi se io realmente penso di essere un esperto di qualche cosa o di dire la verità o il mio punto di vista in cui credo fermamente? Forse perchè in fondo ho paura di un confronto, forse perchè è molto comodo parlare senza assumersi le proprie responsabilità?
    • Santos-Dumont scrive:
      Re: Ottimo Mantellini, come sempre
      - Scritto da: golan77
      Ciao Massimo,
      condivido appieno le tue conclusioni, e devo dire
      che anche io avevo notato un certo "accanimento"
      dei media sulla faccenda, come se fosse una sorta
      di guerra di discredito contro Wikipedia.

      Non dimentichiamoci che wikipedia contiene
      informazioni e articoli che solitamente NON sono
      presenti in progetti centralizzati come la
      Britannica, o altre celebri enciclopedie.

      Il discorso "anonimato" ha due facce: se dovessi
      scegliere la "meno peggio", sceglierei
      sicuramente quella che tutela la libertà degli
      utenti, anche al prezzo di qualche sporco
      sciacallaggio... in fondo, la scelta opposta non
      costituisce ugualmente un eccesso di potere in
      mano ai pochi? Con la differenza che wikipedia
      può essere considerata "quasi attendibile", e
      qualsiasi notizia, se terribile, andrà verificata
      in altre maniere.

      Cmq bravo Massimo.Concordo, anche perché se non vado errato Wikipedia ha un apposito meccanismo di segnalazione per le voci su cui esistono ampie divergenze di vedute (penso in particolare a uno storico inglese, di cui non ricordo il nome, accusato di revisionismo).
    • pulper scrive:
      Re: Niente controllo = confusione
      Io credo che il problema in realtà sia nell'aurea mistica che aleggia intorno a Wikipedia. Ritengo che sia un ottimo progetto, animato da uno spirito encomiabile, ma che ha intrinseci due difetti: manca di autorevolezza nel documentare le fonti da cui vengono tratte le informazioni, e di oggettività nel modo con cui vengono presentate le idee.L?autorevolezza manca in quanto, molte volte, non vengono minimamente citate le fonti in cui trovare riscontro di quanto affermato. Prendiamo ad esempio la parola ?Gatto?: la scheda è fatta abbastanza bene, ma non ci sono riferimenti bibliografici sulle nozioni storiche, ad esempio. Viene invece riportata la fonte che ha fornito le citazioni: si scopre però che è un sito internet amatoriale, meno autorevole della stessa wikipedia.Per l?oggettività invece, porto ad esempio un altro termine, ovvero ?agnosticismo?. Si discute sulla legittimità di inserire o no un link e sull?attinenza di questo collegamento, in particolare in relazione alle discussioni di alcuni mesi fa circa la fecondazione artificiale.I miei timori più grandi sono però riguardo la malafede degli autori su termini veramente ?scottanti?. Qui porto ad esempio il termine ?comunismo?: mi sembra, ed è questa una MIA opinione personale, che l?autore sia un po? allergico ad affiancarlo al termine totalitarismo cui, malgrado le buone intenzioni dei fondatori del movimento, è sfociato (chiaramente ho preso questa parola perché è l?ultima che ho consultato: direi lo stesso anche di affermazioni analoghe su fascismo e nazismo). A differenza però degli altri due aspetti, su questo ci sarà sempre un bassissimo margine di miglioramento: capiterà molto spesso che l?utente frettoloso che non ha modo di confrontare più voci, o non ha la consapevolezza di doverlo fare, si sentirà legittimato dalla fama di cui gode Wikipedia nell?utilizzarla come fonte principale d?informazione e farà proprie, inconsapevolmente, le idee di altri.Io personalmente continuerò ad utilizzare ANCHE wikipedia sperando che il livello medio delle voci sia sempre più alto: lo faccio però con la consapevolezza di chi utilizzerà questo sito se vorrà sapere quanti abitanti ha Les Sièges, ma se vorrà provare a conoscere meglio le vicende della seconda guerra mondiale, e farsi un?opinione personale, si farà un sano giro anche in libreria!
  • gimuz scrive:
    Wikipedia non è Internet
    Se Wikipedia ha dei problemi non è detto che questi problemi siano di Internet in quanto tale.Personalmente (basta leggersi i miei post in periodi non sospetti) non credo più di tanto al progetto Wikipedia, nè ritengo che sia l'emblema dei progetti collaborativi, anzi.Wikipedia contiene in sè il germe del suo fallimento nel momento in cui cerca di offrire la "verità" come obiettivo, senza lasciare che la verità emerga come faticoso percorso soggettivo di filtro continuo di punti di vista molteplici.Per me, l'emblema dei progetti collaborativi è l'open source, che ponendosi un obiettivo strettamente funzionale, trova nelle "intelligenze collettive" una forza inavvicinabile da altri modelli.Sulla diffamazione, per me deve valere quanto vale per gli altri media, non vedo una specificità in questo senso. Se Wikipedia decide di assumere un modello, si deve assumere anche le responsabilità che il modello comporta e, se necessario, risponderne. Altrimenti il modello non funziona.Da qui a dire che il problema è Internet o che Wikipedia è Internet ne passa.Sui giornali cartacei ce ne sono a quintalate di diffamazioni, spesso anche firmate con nome e cognome. Non per questo nessuno si sognerebbe di abolirli.
    • Anonimo scrive:
      Re: Wikipedia non è Internet
      sbagli in un punto fondamentale: l'emblema dei progetti collaborativi è il software libero (free software), non l'open source.
    • Anonimo scrive:
      Re: Wikipedia non è Internet
      - Scritto da: gimuz
      Se Wikipedia ha dei problemi non è detto che
      questi problemi siano di Internet in quanto tale.
      Personalmente (basta leggersi i miei post in
      periodi non sospetti) non credo più di tanto al
      progetto Wikipedia, nè ritengo che sia l'emblema
      dei progetti collaborativi, anzi.Personalmente invece ritengo che Wikipedia sia per ora il più grande sforzo collaborativo dal punto di vista dell'informazione.Certo, dal punto di vista del codice è il software opensource, ma è un altro campo.
      Wikipedia contiene in sè il germe del suo
      fallimento nel momento in cui cerca di offrire la
      "verità" come obiettivo, senza lasciare che la
      verità emerga come faticoso percorso soggettivo
      di filtro continuo di punti di vista molteplici.Wikipedia cerca di dare un punto di vista neutrale, non la verità, che è soggettiva, perlomeno in certi campi.Per contro dal punto di vista delle materie esatte (per quanto la scienza sia soggetta a mutamenti), è tendenzialmente corretta.Se vuoi una spiegazione tecnica, wikipedia è un ottimo posto.
      Per me, l'emblema dei progetti collaborativi è
      l'open source, che ponendosi un obiettivo
      strettamente funzionale, trova nelle
      "intelligenze collettive" una forza
      inavvicinabile da altri modelli.Vedi sopra. La GPL serve per i programmi, le CC per le informazioni.
      Sulla diffamazione, per me deve valere quanto
      vale per gli altri media, non vedo una
      specificità in questo senso. Se Wikipedia decide
      di assumere un modello, si deve assumere anche le
      responsabilità che il modello comporta e, se
      necessario, risponderne. Altrimenti il modello
      non funziona.Si, ma quelli di wikipedia più che dire che i troll sono degli idioti e tentare di mettere le cose a posto, che possono fare senza cambiare il modello?Questo è l'assumere le responsabilità.
      Da qui a dire che il problema è Internet o che
      Wikipedia è Internet ne passa.Sono d'accordo.
      Sui giornali cartacei ce ne sono a quintalate di
      diffamazioni, spesso anche firmate con nome e
      cognome. Non per questo nessuno si sognerebbe di
      abolirli.Peccato che sia quel genere di informazione che vuole abolire wikipedia...
    • ntrac scrive:
      Re: Wikipedia non è Internet
      - Scritto da: gimuz

      Wikipedia contiene in sè il germe del suo
      fallimento nel momento in cui cerca di offrire la
      "verità" come obiettivo, senza lasciare che la
      verità emerga come faticoso percorso soggettivo
      di filtro continuo di punti di vista molteplici.
      Per me, l'emblema dei progetti collaborativi è
      l'open source, che ponendosi un obiettivo
      strettamente funzionale, trova nelle
      "intelligenze collettive" una forza
      inavvicinabile da altri modelli.
      Concordo molto con te e penso che il polverone sollevato sia molto dovuto a che il "giocattolo" carino e facile facile sia improvvisamente diventato né carino né facile. Forse l'open source funziona perché chi ci partecipa lo fa con serietà e coscienza, d'altronde, lì non c'è trippa per i gatti per i "facinorosi" dell'informatica. Non c'è alternativa: per godere della ricchezza della libertà bisogna accettare i rischi dei "difetti" della libertà stessa. Certo, sarebbe bello che Wikipedia sia frequentato solo da gente seria che cerca di contribuire ad un bene comune, ma si può cominciare a non bere tutto quello che si legge e poco a poco, le cose potrebbero cambiare.
  • Anonimo scrive:
    Mantellini dice
    "Viviamo in un mondo che ha un disperato bisogno di conferme e punti fermi."Davvero?
    • Anonimo scrive:
      Re: Mantellini dice
      - Scritto da: Anonimo
      "Viviamo in un mondo che ha un disperato bisogno
      di conferme e punti fermi."

      Davvero?No, ma se è per farlo contento facciamo finta di niente. :)
    • Alessandrox scrive:
      Re: Mantellini dice
      - Scritto da: Anonimo
      "Viviamo in un mondo che ha un disperato bisogno
      di conferme e punti fermi."

      Davvero?Che non sia vero per te non vuol dire che non lo sia in generale. Il fatto stesso che esistano e siano estremamente diffusi i dogmi religiosi ne e' una prova lampante. Non te ne sei mai accorto?
      • Anonimo scrive:
        Re: Mantellini dice
        - Scritto da: Alessandrox
        Che non sia vero per te non vuol dire che non lo
        sia in generale. Il fatto stesso che esistano e
        siano estremamente diffusi i dogmi religiosi ne
        e' una prova lampante. Non te ne sei mai
        accorto?Secondo me hai male interpretato quello che voleva dire e ne hai approfittato per manifestare la tua repressa arroganza. My 2 cents.
        • Alessandrox scrive:
          Re: Mantellini dice
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Alessandrox


          Che non sia vero per te non vuol dire che non
          lo

          sia in generale. Il fatto stesso che esistano e

          siano estremamente diffusi i dogmi religiosi ne

          e' una prova lampante. Non te ne sei mai

          accorto?
          Secondo me hai male interpretato quello che
          voleva dire e ne hai approfittato per manifestare
          la tua repressa arroganza.
          My 2 cents.Puo' darsi benissino e ne prendo atto, spesso i propri difetti sono molto piu' visibili dall' esterno.Tuttavia e' bello vedersi accusati di arroganza da altri arroganti....Mi conforta.==================================Modificato dall'autore il 22/12/2005 11.11.55
      • Anonimo scrive:
        Re: Mantellini dice
        - Scritto da: Alessandrox

        - Scritto da: Anonimo

        "Viviamo in un mondo che ha un disperato bisogno

        di conferme e punti fermi."



        Davvero?

        Che non sia vero per te non vuol dire che non lo
        sia in generale.Non ho mai detto che non sia vero per me. Perche' parti con la quinta marcia?
        Il fatto stesso che esistano e
        siano estremamente diffusi i dogmi religiosi ne
        e' una prova lampante.In parte.I dogmi religiosi e l'esistanza delle religioni sono motivati da un insieme di fattori, che spaziano dalla bieca ignoranza all paura, alla oliticha, al puro bisogno metafisico dell'uomo.
        Non te ne sei mai
        accorto?Senza te, era davvero proprio impossibile, quindi un grazie con una pernacchietta.
        • Alessandrox scrive:
          Re: Mantellini dice
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: Alessandrox

          - Scritto da: Anonimo


          "Viviamo in un mondo che ha un disperato
          bisogno


          di conferme e punti fermi."





          Davvero?

          Che non sia vero per te non vuol dire che non
          lo

          sia in generale.
          Non ho mai detto che non sia vero per me. Perche'
          parti con la quinta marcia?

          Il fatto stesso che esistano e

          siano estremamente diffusi i dogmi religiosi ne

          e' una prova lampante.
          In parte.
          I dogmi religiosi e l'esistanza delle religioni
          sono motivati da un insieme di fattori, che
          spaziano dalla bieca ignoranza all paura, alla
          oliticha, al puro bisogno metafisico dell'uomo.

          Non te ne sei mai

          accorto?
          Senza te, era davvero proprio impossibile, quindi
          un grazie con una pernacchietta.Cio' non toglie che quel tuo "davvero?" contenesse solo arroganza e nessuna nuova informazione o opinione.
  • Anonimo scrive:
    Re: E' la paura del comunismo
    Seno entrambi mali... perché in mano all'uomo posso divenire armi di distruzione per la societa stessa...
  • FDG scrive:
    Re: E' la paura del comunismo
    - Scritto da: Anonimo
    Il comunismo è censura. La libertà non stà di
    casa nei regimi. Il denaro da solo non fa male,
    anzi. E' l'abuso del potere che va combattuto...Mi sembri moderatamente anarchico, nel senso più puro del termine:http://it.wikipedia.org/wiki/AnarchiaIncidentalmente mi viene da scrivere una cosa a cui ho pensato spesso: il software open source non è ne comunista ne capitalista... è anarchico! ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: E' la paura del comunismo
      Cerco di chiarire il mio concetto, perchè non sono assolutamente anarchico. L'abuso di potere va combattuto. Essendo un abuso, non va bene. I soldi, come le cariche istituzionali ecc... sono forme di potere. Fino a quando sono utilizzate a fin di bene, tutto a posto. Quando sono usate per fini personali o politici o ideologici, ecco i problemi. Il guaio maggiore è che si trasformano in problemi di tutti quindi tutti devono tenere gli occhi aperti.Non sono per l'anarchia, sono per creare una responsabilità maggiore nella testa della gente comune. Visto che credo che abbia il potere, è il caso di imparare a come usare questo potere.
  • Anonimo scrive:
    Re: E' la paura del comunismo
    Sarebbe più facile crederti se spendessi altrettanto fiato per analizzare i disastri che il capitalismo e l'imperialismo tuttora producono. Al contrario, dal tuo intervento emerge solo un odio viscerale anticomunista e al massimo un buffetto sulla guancia (equivalente di destra de "i compagni che sbagliano") alla cricca imperialista delle corporazioni multinazionali, vero potere sovranazionale che impera nel mondo odierno.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' la paura del comunismo
      - Scritto da: Anonimo
      Sarebbe più facile crederti se spendessi
      altrettanto fiato per analizzare i disastri che
      il capitalismo e l'imperialismo tuttora
      producono. Al contrario, dal tuo intervento
      emerge solo un odio viscerale anticomunista e al
      massimo un buffetto sulla guancia (equivalente di
      destra de "i compagni che sbagliano") alla cricca
      imperialista delle corporazioni multinazionali,
      vero potere sovranazionale che impera nel mondo
      odierno.Beh, che dire... la propaganda comunista ha fatto un bel lavoretto...Odio viscerale anticomunista è verissimo. Come quello aintifascita. Esattamente come quello antinazista.Ma l'imperialismo delle corporazioni multinazionali?... che impera il mondo... Non ti sembra "leggermante" eccessivo? Certo, ci sono cose che non vanno bene. Si può fare ancora tantissimo. Più che imperialismo (termine che ritengo sbagliato), vedo un certo sistema feudale che le grandi multinazionali cercano di adottare.Amici che ci lavorano dentro confermano questa mia tesi (gli svizzeri sono i peggiori a quanto sento). Questo desiderio di controllo delle grandi aziende è molto simile a quello dello stato comunista o nazista. Ma ci sono enormi differenze...Una dittatura governa dei sudditi senza potere. Le multinazionale dipendono dai clienti. La colpa è dei consumatori che non fanno il loro DOVERE. Spendere i soldi con coscienza è una responsabilità nel mondo di oggi. Se la gente non fa il proprio dovere e qualcuno se ne approfitta non è come mandare gente nei gulag o nei campi di sterminio! Bill Gates non è come Pol Pot! Va combattuto un certo modo di fare. Le aziende farmaceutiche sono bastarde, lo sappiamo. Sono dei colossi, hanno un potere che sembra illimitato. Ma ci sono stati dei casi dove l'opinione pubblica ,saputo del loro trattamento ai paesi poveri, ha comunciato il boicottaggio. Tempo zero le aziende hanno ceduto. Per Nestlè stesso discorso. Perchè la gente non si muove quasi mai? I dipendenti delle multinazionali sono gente normale, mica legionari!Le aziende di qualsiasi tipo sono al guinzaglio dei consumatori. Se il padrone non educa il proprio cane, non può lamentarsi che il cane sia maleducato! Gli esempi in cui ci sia una situazione diversa sono pochissimi. Uno può essere il caso del petrolio. In questo caso però al posto della gente ci stanno i governi consumatori. Molte azioni potrebbero essere intraprese... eppure preferiscono farsi corrompere, tanto alla gente non frega nulla...Se il male viene incentivato la colpa non è del male, è di chi lo ha allevato. L'imperialismo delle multinazionali non esiste. E' abuso di potere non contrastato, quasi giustificato, dalla gente comune. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso.Ultimo esempio. L'associazione consumatori tedesca fa una paura fottuta alle aziende. I tedeschi stanno attenti ai loro acquisti. I tedeschi sono molto più rispettati dalle aziende... Ognuno ha quel che si merita.Invece di fare i rivoluzionari, facciamo quelli che vogliono cambiare veramente le cose. Senza giocare a fare la guerra. Facendo delle piccole battaglie ogni giorno, la guerra la si vince in fretta. Nel mio piccolo quando scelgo in quale negozio comprare, quale marca comprare, quando rifiuto dei prodotti come atto di accusa verso certe aziende io mi sento bene. Quando non compro alcuni prodotti cinesi perchè sò che vengono dallo sfruttamento, sò che faccio la cosa giusta anche se un pò mi costa. Da solo non cambio nulla, io però comincio ad accodarmi agli altri, quando saremo abbastanza...Distribuendo free software so di fare una cosa giusta sia per chi prende il software (agli amici lo do, mica a chi voglio fregare) sia per il sistema in generale. Io faccio siti Internet, in teoria dovrei essere preoccupato della protezione intellettuale (e pure tanto visto che non sono dipendente!)... se solo ce ne fosse bisogno. Solo le grandi aziende ne hanno bisogno per raccogliere i frutti dei loro programmatori. La gente a cui ho passato Firefox mi ha ringraziato più volte (giuro che non voglio trollare). A chi ho insegnato come installare Linux mi ha ringraziato. Pensavano fossero cosa arcane o senza valore. Ora sono più felici e contenti di prima. Ora stanno attenti a cosa usano, a cosa comprano. Io ho solo fatto vedere come facevo io, non ho nemmeno consigliato di fare così. Ora lo fanno anche loro. Se ci vuole così poco... perchè non cominciare?Consigliando gli altri a stare attenti a cosa è veramente necessario si fa un favore enorme. Oggi molti vogliono farti credere che senza la casa la mare e una BMW sei povero e non vali un cazzo... sono spandimerda, sono politici dell'opposizione (e se cambiasse il governo stai sicuro che la futura opposizione farebbe lo stesso), sono persone che non hanno capito a che cosa sono al mondo a fare. Quando la gente capirà come usare il proprio potere non ci saranno più aziende bastarde e governi corrotti. Purtroppo bisogna fare ancora parecchia strada. Ma cominciamo a non confondere l'obiettivo: libertà. La libertà non può essere ottenuta con regimi, con lo sfruttamento o con l'ignoranza. In gioco ci sono tre poteri: lo stato, l'economia e la gente. La gente può cambiare tutto in uno stato di democrazia. L'economia può essere cambiata in una democrazia e se la gente lo vuole. Ma la gente chi la cambia? Noi. Solo noi possiamo cambiarci. Non ci sarà nessun governo o modello economico che possa cambiarci. Possiamo però autodistruggerci. Lasciarci andare. Non fare il nostro dovere. La censura va combattuta come la peste. IL sapere va diffuso."L'imperialismo delle multinazionali" è il sintomo di una società con dei problemi, non il contrario. Una volta i problemi erano molto più seri. Oggi bisogna seguire il sentiero tracciato dalla storia, non tornare indietro.
      • Alessandrox scrive:
        Re: E' la paura del comunismo
        - Scritto da: Anonimo
        Ma l'imperialismo delle corporazioni
        multinazionali?... che impera il mondo... Non ti
        sembra "leggermante" eccessivo? E' una realta', dipende dalle informazioni che ti mancano.
        Certo, ci sono
        cose che non vanno bene. Si può fare ancora
        tantissimo. Più che imperialismo (termine che
        ritengo sbagliato), vedo un certo sistema feudale
        che le grandi multinazionali cercano di adottare.Cambia poco, imperare significa comandare. e guardacaso i regimi feudali si svilupparono sotto regni e imperi. Le 2 cose sono strettamente legate.
        Amici che ci lavorano dentro confermano questa
        mia tesi (gli svizzeri sono i peggiori a quanto
        sento). Questo desiderio di controllo delle
        grandi aziende è molto simile a quello dello
        stato comunista o nazista. Ma ci sono enormi
        differenze...
        Una dittatura governa dei sudditi senza potere.
        Le multinazionale dipendono dai clienti. La colpa
        è dei consumatori che non fanno il loro DOVERE.
        Spendere i soldi con coscienza è una
        responsabilità nel mondo di oggi. Se la gente non
        fa il proprio dovere e qualcuno se ne approfitta
        non è come mandare gente nei gulag o nei campi di
        sterminio! Bill Gates non è come Pol Pot! Le multinazionali hanno jn mano anche gran parte dell' informazione specie quella che gode il maggior credito e quando hai in mano l' informazione hai in mano gran parte delle scelte della gente. Bill Gates non e' certamente come PolPot ma nemmeno i comunisti della Cina odierna lo sono. Le forme di dominio sono tante e non necessariamente implicano torture e violenze fisiche.
        Va combattuto un certo modo di fare. Le aziende
        farmaceutiche sono bastarde, lo sappiamo. Sono
        dei colossi, hanno un potere che sembra
        illimitato. Ma ci sono stati dei casi dove
        l'opinione pubblica ,saputo del loro trattamento
        ai paesi poveri, ha comunciato il boicottaggio.
        Tempo zero le aziende hanno ceduto. Per Nestlè
        stesso discorso. Perchè la gente non si muove
        quasi mai? I dipendenti delle multinazionali sono
        gente normale, mica legionari!Dei casi non risolvono la situazione che e' e rimane enormemente sbilanciata verso le grandi industrie.Anzi e' proprio adagiandosi su dei casi islati che poi si tende a giustificare lo status quo.
        Le aziende di qualsiasi tipo sono al guinzaglio
        dei consumatori. Se il padrone non educa il
        proprio cane, non può lamentarsi che il cane sia
        maleducato! Gli esempi in cui ci sia una
        situazione diversa sono pochissimi. Uno può
        essere il caso del petrolio. In questo caso però
        al posto della gente ci stanno i governi
        consumatori. Molte azioni potrebbero essere
        intraprese... eppure preferiscono farsi
        corrompere, tanto alla gente non frega nulla...Le Piccole aziende sono al guinzaglio dei consumatori, le Grandi si nella misura in cui i consumatori sono consapevoli delle proprie scelte e hanno la possibilita' di fare scelte alternative, circostanze nella relata' assai limitate. Quindi di fatto e' vero l'' esatto contrario..Se il padrone non educa il proprio cane puo' anche ssere che non abbia interesse a farlo e finga di dimostrarsi dispiaciuto...
        Se il male viene incentivato la colpa non è del
        male, è di chi lo ha allevato. L'imperialismo
        delle multinazionali non esiste. E' abuso di
        potere non contrastato, quasi giustificato, dalla
        gente comune. Chi è causa del suo mal, pianga se
        stesso.Per imperialismo si intende un potere dispotico decisionale e di fatto le multinazionali hanno potere decisionale anche nei confronti dei governi nazionali.
        Ultimo esempio. L'associazione consumatori
        tedesca fa una paura fottuta alle aziende. I
        tedeschi stanno attenti ai loro acquisti. I
        tedeschi sono molto più rispettati dalle
        aziende... Ognuno ha quel che si merita.Certo e' una lotta ma che certi consumatori siano piu' attenti e che a volte possano anche vincere non cambia il fatto che le multinazionali abbiano infuenza anche sui governi e sui media. Questa e' una forma di imperialismo.Cio' non di meno anche io considero il comunismo (ma non la comunita') come un male, al pari del capitalismo. la vera rivoluzione e' sempre individuale e interiore, tutto il resto e' pura illusione; l' ideale sarebbe tendere all' equilibrio tra esigenze collettive ed individuali, la via di mezzo , la migliore in questo caso.
        • Anonimo scrive:
          Re: E' la paura del comunismo

          E' una realta', dipende dalle informazioni che ti
          mancano.O che tu distorci.
          Cambia poco, imperare significa comandare. e
          guardacaso i regimi feudali si svilupparono sotto
          regni e imperi. Le 2 cose sono strettamente
          legate.Il modo in cui si autoregolano non tocca il resto della società. Le multinazionali dipendono dalla società, non viceversa. Se loro vogliono organizzarsi come feudi ed ai loro dipendenti non importa, peggio per loro. Mica danneggiano il resto della società. Se uno non capisce quando è trattato come carne da macello, peggio per lui. Puoi dargli dei consigli, ma se ha paura di cambiare lavoro non puoi farci niente. Si arrangi da solo. Quando capirà che per tutta la vita ha combattuto una guerra non sua si pentirà e non si sentirà realizzato. Chi ha combattuto (lavorato) per migliorare se stesso avrà dentro una soddisfazione che nessuno gli potrà togliere. Lavorare per fare ricchi gli altri alla lunga sfinisce. Non basta essere ben retribuiti se poi non sei mai soddisfatto e vivi male. Il lavoro fa parte della vita, troppo spesso ci si dimentica di questo e si pensa solo a gonfiarsi il portafoglio.
          Le multinazionali hanno jn mano anche gran parte
          dell' informazione specie quella che gode il
          maggior credito e quando hai in mano l'
          informazione hai in mano gran parte delle scelte
          della gente. Bill Gates non e' certamente come
          PolPot ma nemmeno i comunisti della Cina odierna
          lo sono. Le forme di dominio sono tante e non
          necessariamente implicano torture e violenze
          fisiche.L'informazione è pensata per avere il maggiore share. In Italia i TG danno le notizie che gli italiani vogliono sapere (soliti casi umani, gossip, scaramucce parlamentari). Il TG svizzero è molto diverso. Quello francese anche. La BBC è molto diversa. Sono programmi, sono show pensati per chi li guarda. Vengono pagati dalle pubblicità, ricordatelo. Se non sono visti non sono pagati. La tv pubblica in Italia è sempre stata asservita ai partiti. Se alla maggior parte degli italiani interessa solo protestare per niente e guardare zoccole e casi umani in tv, cosa centrano i TG? Esistono giornali seri in Italia, ma tranne il Corriere vendono pochissimo. E' colpa degli editori o dei consumatori? Se non si incentiva chi fa bene poi i risulati si vedono. Solo chi protesta e alza i toni vende, perchè la maggior parte degli italiani è cretino, detto papale papale. Preferiamo lamentarci che capire come funzionano le cose. Preferiamo scaricare le colpe sugli altri, o pensare che "tanto fanno tutti così". Sono ancora troppo pochi quelli ragionano con la propria testa e che quindi sono interessati ad un'informazione obbiettiva.
          Dei casi non risolvono la situazione che e' e
          rimane enormemente sbilanciata verso le grandi
          industrie.
          Anzi e' proprio adagiandosi su dei casi islati
          che poi si tende a giustificare lo status quo.Sono dei casi solo perchè la gente non fa il proprio dovere. Se la gente facesse il proprio dovere sarebbero la normalità.
          Le Piccole aziende sono al guinzaglio dei
          consumatori, le Grandi si nella misura in cui i
          consumatori sono consapevoli delle proprie scelte
          e hanno la possibilita' di fare scelte
          alternative, circostanze nella relata' assai
          limitate. Quindi di fatto e' vero l'' esatto
          contrario..
          Se il padrone non educa il proprio cane puo'
          anche ssere che non abbia interesse a farlo e
          finga di dimostrarsi dispiaciuto...Mi sembra un pò un modo per giustificarsi. Tutte le aziende sono formate da persone. Tutte le aziende funzionano allo stesso modo. Se togli i soldi non vanno. Ma se si troviamo sempre delle scuse per non combattere la nostra battaglia personale, allora si fa il gioco dei grandi. Se si dichiara guerra, ma poi nessuno combatte alla fine si perde! Niente scuse, o si sceglie come spendere i soldi o non lo si fa. Ma almeno coerenza: non voglio più sentire scuse campate in aria. Se un problema interessa, si cerca il modo migliore per risolverlo. Non ci si arrampica sui vetri, magari per giustificare ideologie morte come fanno in tanti.
          Per imperialismo si intende un potere dispotico
          decisionale e di fatto le multinazionali hanno
          potere decisionale anche nei confronti dei
          governi nazionali.I governi nazionali DECIDONO di farsi corrompere. Non sono mai costretti. Essere costretti è una cosa seria, non vuol dire avere paura di rinunciare a qualcosa. Ma visto alla gente non frega nulla, i governi cercano la strada più breve altrimenti avrebbero "combattuto" per i propri cittadini. Semplice. E' sempre il solito discorso. Non si può scaricare le proprie colpe sugli altri. Solo noi siamo responsabili del nostro futuro, ma se non lo capiamo e preferiamo fare il gioco dei potenti (multinazionali, partiti, lobby ecc...) allora saremo sempre al punto di partenza.
          Certo e' una lotta ma che certi consumatori siano
          piu' attenti e che a volte possano anche vincere
          non cambia il fatto che le multinazionali abbiano
          infuenza anche sui governi e sui media. Questa e'
          una forma di imperialismo.In Germania sono abituati a vincere. I consumatori fanno squadra. Arrivano compatti e decidono loro. Non decidono le multinazionali, media o non media. L'imperialismo non c'è. Le multinazionali hanno potere su chi non vuole pensare. Ma chi non vuole pensare sarà sempre sopraffatto dai più forti, non c'è niente da fare.Ritengo che le esigenze collettive siano quasi sempre le esigenze individuali. Occorre però avere il coraggio di supportarle con i fatti. Esempio classico italiano: i politici sono ladri... però poi quasi tutti gli italiani sono disposti a farsi corrompere! Bisogna pagare le tasse... ma poi tutti cercano di evadere! Tutti trarremmo vantaggi se fossimo onesti, coscienziosi eccetera, ma se poi non siamo capaci di mettere in pratica quotidianamente queste aspettative e preferiamo lamentarci degli altri e trovare giustificazioni per non guardare noi stessi, allora peggioriamo le cose.Anche io non sono comunista, fascista o altro. Le ideologie cercano di non fare pensare la gente. Cercano di coinvolgere per raggiungere obiettivi che non possono essere raggiunti. Se si è sempre in movimento non si ha il tempo per pensare. Quando la massa si muove sembra assumere un solo cervello. E stai sicuro che questo cervello non è quello delle persone che stanno nella massa. Diventano automi manovrati da altri. Il principio di marketing delle multinazionali è simile, ma gioca su un campo differente: non sono necessarie rivoluzioni o guerre (come nel caso delle ideologie) per farle indietreggiare.Queste sono solo le mie opinioni. Non voglio certo imporre le mie idee agli altri. Il fatto è che sono stanco di farmi imporre gli errori altrui. Perchè devo pagare troppo in pizzeria solo perchè la gente non sa scegliere? Gli esempi sono infiniti ma i colpevoli sono sempre gli stessi: noi.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' la paura del comunismo
      - Scritto da: Anonimo
      Sarebbe più facile crederti se spendessi
      altrettanto fiato per analizzare i disastri che
      il capitalismo e l'imperialismo tuttora
      producono. Gia', e' vero, ha mancato di dire "morte all'imperialismo, morte al capitalismo, hasta la victoria siempre".Cosi' si' che sarebbe stato piu' facile credergli.
  • Anonimo scrive:
    Re: E' la paura del comunismo
    Proporrei un applauso ma, da credente, fammi fare una sola osservazione: la differenza tra religione e regime è che la religione non te la impone (almeno qui in Italia) nessuno, i regimi invece non te li scegli.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' la paura del comunismo

      Proporrei un applauso ma, da credente, fammi fare
      una sola osservazione: la differenza tra
      religione e regime è che la religione non te la
      impone (almeno qui in Italia) nessunoMe la impone sì.Il nostro è l'unico paese civilizzato, democratico e industrializzato al mondo in cui, per motivi che non posso non ricondurre al volere della Chiesa, siamo stati senza divorzio fino al '76, senza aborto fino all'81, in cui se devo divorziare devo aspettare tre anni di separazione invece di uno, in cui una legge mi impone di pensare che l'embrione abbia gli stessi diritti di una persona già nata, in cui non posso ricorrere alla fecondazione assistita eterologa nemmeno se non anonima, in cui non posso nemmeno fare ricerca scientifica sulle cellule staminali embrionali, in cui in gran parte delle aule pubbliche non posso appendere alla parete a spese dello Stato altri simboli religiosi che non siano una croce, in cui se rimango incinta anche solo di un giorno devo aspettare un mese di burocrazia e gente che cerca di traumatizzarmi aspettando che mi cresca la pancia e mi vengano i rimorsi quando mi si sottoporrà a un'operazione invasiva e tremenda come quella del raschiamento perché i politici fanno di tutto per non legalizzare la pillola abortiva, in cui la Chiesa nomina degli insegnanti pagati poi dallo Stato, in cui gli Hotel e i Ristoranti della Chiesa non pagano le tasse sugli immobili, eccetera eccetera eccetera.Sono anch'io profondamente anticomunista, e mi sento cristiano, sia culturalmente sia per la condivisione di una serie di valori, come quello del perdono. Quello che sento starmi stretto è quando lo Stato, clericale o comunista o fascista che sia, cerca di impormi dei divieti o delle disparità di trattamento che discendono direttamente da precetti di una morale o di un'ideologia non condivisa dalla maggioranza dell'umanità, bensì calata dall'alto a seconda dell'impostazione ideologica o religiosa dei componenti del Parlamento. Si chiama essere liberali, ed è una visione del mondo che porta alla separazione fra Stato e Chiesa, detta laicità. Una visione che in Italia, in cui a ogni cosa clericale viene contrapposta una cosa comunista e in cui a ogni cosa islamica viene contrapposta una cosa cattolica, è sicuramente largamente assente, purtroppo, per ovvi motivi storici e sociali.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' la paura del comunismo
      - Scritto da: Anonimo
      Proporrei un applauso ma, da credente, fammi fare
      una sola osservazione: la differenza tra
      religione e regime è che la religione non te la
      impone (almeno qui in Italia) nessuno, i regimi
      invece non te li scegli.La religione in se non è un problema. Io non credo. Ma se qualcuno crede in un Dio, a me non dà fastidio. E' quando le credenze di qualcuno cercano di imporre regole per tutti che allora mi arrabbio. Spesso da noi vengono camuffate come scelte etiche, ma hanno comunque l'obiettivo di modificare le regole per tutti. Certo, non è come imporre la religione con la forza, ma da non credente è un fastidio bello grosso. E' un'offesa, uno schiaffetto dato con arroganza.Se la religione diventa di massa (in Italia è così), diventa una specie di filosofia "quasi comune". La filosofia va bene se rimane personale, ma non deve essere imposta con leggi dello Stato. Io non vedo bene i cattolici in politica perchè, pur essendo persone con la testa sulle spalle, portano con se filosofie che i "neutrali" considerano estremiste (come cavolo si fa a paragonare un embrione ad un essere umano? Solo se ci vedi dentro Dio lo puoi fare!). Meglio se si battessero solo nel sociale, li si che riescono a fare bene del bene.Quando la religione ha degli apparati organizzativi imponenti paragonabili a quelli statali, è ovvio che (rimanendo l'uomo uomo e quindi corruttibile) il potere cominci ad assumere connotati di corruzione morale e non. Meglio far morire la gente di aids piuttosto che dire che non c'è niente di male quando si fa l'amore con il preservativo? E far finta di non vedere i preti pedofili (migliaia già beccati, non decine)? Perchè i preti non possono avere una donna?Non sono uno di quelli che pensa che essere eterosessuali o omosessuali sia la stessa cosa, anzi, ma mi sembra che la chiesa cattolica ce l'abbia un pò con i gay. Secondo me non cambiano le regole perchè la maggior parte dei preti è gay e si preferisce nascondere piuttosto che far vedere. Le vittime dei preti pedofili, erano più maschi se non sbaglio. Certo stiamo parlando di poche persone, ma perchè reprimere la sessualità e la natura? Prima o poi vengono a galla. Dalle mie parti hanno beccato un parti che si prostituiva come trans la notte (giuro che è vero). Non è meglio cambiare certe regole? Concentrarsi sui bisogni degli altri piuttosto che reprimere se stessi?Rimanere ancorati al passato non è la via giusta per combattere gli eccessi della società moderna. La ragione aiuta chi vuole migliorare, la fede aiuta chi non vuole soffrire. Che cosa ha bisogno l'uomo di oggi? Che vita conduce? Le religioni sono nate e sono strutturate per società arcaiche, che non ci sono più. Tutte le religioni odierne sono rivisitazioni di religioni passate leggermante modificate (è storia, non fantasia. Anche il cristianesimo non nasce dal nulla).Se uno cerca Dio dentro di se (per superare gli ostacoli, per sentirsi più forte ecc...) va bene. Ma il proprio Dio non deve mai essere un pretesto per cambiare la vita agli altri, siano essi credenti di altre religioni o atei, laici, non credenti o come vuoi chiamarci.Io preferisco credere negli uomini che a Dio. Penso che sia l'uomo ad aver raggiunto certi traguardi. Attraverso la cultura ha "salvato" i dati delle proprie esperienze e li ha tramandati ai posteri. Ci sono culture diverse, portatrici di esperienze diverse e che non sono allo stesso livello. Infatti le differenze razziali non contano nulla, quelle culturali si. Un nero americano colto ed un africano sono uguali come razza ma totalmente diversi come persone. Un nero americano colto ed uno nato nei ghetti (per intendere non colto) sono persone totalmente differenti. E' la cultura in cui si nasce e ci si sviluppa che fa la differenza. Non la razza, la religione, le ideologie politiche o altro. Purtroppo religione ed ideologie portano, secondo me, il seme dell'imposizione, della verità assoluta. Non volontariamente, ma tendono ad imporre un modo di vivere e pensare sugli altri. A volte questo si traduce in semplice fastidio a volte in orrore.L'islam non è una religione cattiva. Sono alcuni (troppi però) islamici a comportarsi male. Ma come si fa a dire che la religione non conti? Non era la religione cattolica che torturava le streghe? I protestanti facevano cose diverse? E gli ebrei ortodossi vi sembrano persone normali? I comunisti hanno fatto del male mica perchè erano tutti cattivi! Nemmeno i nazisti! La mancanza di ragione, la credenza di avere già tutte le risposte ha fatto del male. L'uomo si è sviluppato perchè ha saputo adattarsi. Quando smette di adattarsi fa disastri. Non avremo mai tutte le risposte, siamo obbligati a cercare sempre le soluzioni migliori a nuovi problemi.E tornando al tema iniziale, le religioni non hanno mai, nella storia, voluto diffondere la conoscenza se cozzava con i principi della fede. Questa censura si può considerare positiva? Io credo di no, va comunque condannata. Senza eccedere nelle accuse occorre mostrare gli errori del passato per evitare di ripeterli in futuro.Comunque questo è quello che penso io.
      • Anonimo scrive:
        Re: E' la paura del comunismo
        Rileggiti l'etimologia della parola religione:http://www.etimo.it/?term=religione&find=CercaLa religione non è un fatto individuale ma sociale, e come tale per forza di cose tende a creare regole.
        • FDG scrive:
          Re: E' la paura del comunismo
          - Scritto da: Anonimo
          Rileggiti l'etimologia della parola religione:
          http://www.etimo.it/?term=religione&find=Cerca
          La religione non è un fatto individuale ma
          sociale, e come tale per forza di cose tende a
          creare regole.Che sia l'origine della parola mi può stare bene... ma che questo sia sufficiente a giustificare un pesante condizionamento di tutta la società ed una limitazione delle mie libertà... eh, no! Ma vaff... cioè, se in Iran hanno gli Ayatollah, in Italia abbiamo il papa? Se non sbaglio tra noi e loro ci dovrebbe distinguere il livello di progresso civile e di democrazia, di tolleranza ragiunti, non la religione!
        • Anonimo scrive:
          Re: E' la paura del comunismo
          E sai quanto conta l'etimologia in questo caso? Si stava parlando della realtà di ogni giorno. Pensi che per capire la realtà della religione di oggi devi guardare fuori dalla porta o l'etimologia? Ogni credente ha un concetto di religione diverso dagli altri e cambia anche durante le fasi della propria vita. Mica perchè il papa dice una cosa allora tutti credono come lui dice di credere! Riperto: io non credo. Tutti e ripeto tutti quelli a cui ho chiesto come vivessero la loro fede mi hanno risposto in modi diversi. Non sono un colletivo strano, non sono dei Borg! Ho conosciuto anche gente di CL ma ti assicuro che sono tutti persone normali con le proprie idee (a volte profondamente diverse dalla "filosofia" dominante). Non credo che per le altre religioni sia diverso. Fa comodo alla chiesa far credere di rappresentare sempre tutti i cattolici, ma la realtà è ben diversa (come era finito il referendum sul divorzio? Così pochi cattolici in Italia?...).Per trovare gente veramente assuefatta dalla religone oggi devi andare in qualche paese islamico. I talebani sono un esempio. Ma sono una esigua minoranza. La religione accomuna molto grossolanamente le persone. Mica vanno a pensare tutti allo stesso modo!Per le ideologie è diverso (almeno in occidente). Quelle si che riescono ancora a fare il lavaggio del cervello. Ma mica tutti sono comunisti duri e puri. Mica tutti sono nazi. Sono comunque una minoranza.La religione non crea robot telecomandati. Sono eccezioni. Rischia di creare una filosofia più o meno diffusa (che a volte rischia di essere imposta), ma non un totale lavaggio del cervello. Se permetti quello cercano di farlo in Cina dove mettono in manicomio la gente che dice che il comunismo non è la forma di governo migliore, ritenendoli non sani di mente.
        • Anonimo scrive:
          Re: E' la paura del comunismo

          Rileggiti l'etimologia della parola religione:
          http://www.etimo.it/?term=religione&find=Cerca
          La religione non è un fatto individuale ma
          sociale, e come tale per forza di cose tende a
          creare regole.Mi spieghi perché nel resto dell'Europa non le crea?
          • pulper scrive:
            Re: E' la paura del comunismo
            E perchè in Spagna sono scesi in piazza 1.500.000 persone (un milione e mezzo) contro il progetto di riforma della scuola Zapatero, che rende FACOLTATIVA l'ora di religione?Ogni nazione è diversa dalle altre: non si può applicare la mentalità di un paese nordico a quello di Spagna ed Italia, ad esempio. Qui anche senza il Concordato ai referendum non si sarebbe raggiunto il quorum, nè una proposta di liberalizzare maggiormente l'aborto raggiungerebbe la maggioranza in parlamento.
        • Alessandrox scrive:
          Re: E' la paura del comunismo
          - Scritto da: Anonimo
          Rileggiti l'etimologia della parola religione:
          http://www.etimo.it/?term=religione&find=Cerca
          La religione non è un fatto individuale ma
          sociale, e come tale per forza di cose tende a
          creare regole.Dove la leggi l' implicazione sociale? Re-ligare puo' essere inteso sia in senso singolare che plurale, come lo si intende e' assolutamente soggettivo ed arbitrario, il fatto che nel dizionario sia citata solo la sua accezione plurale non significa nulla: la religione puo' anche essere un fatto assolutamente individuale; se rimango solo su un' isola a praticare un culto non e' piu' religione? E che e'? Cambiare il nome alle cose non cambia la natura delle cose.==================================Modificato dall'autore il 12/12/2005 11.59.38
    • Anonimo scrive:
      Re: E' la paura del comunismo
      - Scritto da: Anonimo
      Proporrei un applauso ma, da credente, fammi fare
      una sola osservazione: la differenza tra
      religione e regime è che la religione non te la
      impone (almeno qui in Italia) nessuno, i regimi
      invece non te li scegli.Beh, senza aggiungere oltre sulle leggi italiane, plasmate sul volere dei cattolici (30% della popolazione secondo i sondaggi del Vaticano), di cui e' gia' stato detto poco sopra, raccontiamo un po' di esperienze.La religione non te la impone nessuno?Strano allora che quando dico "Non sono credente, non sono cattolico, non sono cristiano" mi chiedono "Ma non sei battezzato?" E io "Che c'entra?""Se ti hanno battezzato sei cattolico".Hai capito come la pensano molti? La religione in Italia non viene per scelta, ma viene imposta con i battersimo. Considerare uno cattolico perche' ha subito il battesimo e' perfino considerato normale.Non te la impone nessuno?Strano, quando ero a scuola c'era ogni settimana un prete - pagato dallo stato - che ci insegnava il nuovo testamento.Ehi si badi, mica il corano, i principi indu' o i riti sciamani, o la storia delle religioni, insegnava proprio la religione cattolica romana. Perche'?E il crocefisso in aula, perche'? Chi aveva deciso di metterlo, chi ha scelto per tutti?E poi ogni mattina all'inizio della lezione la maestra (impiegata statale di una scuola statale laica) ci faceva recitare il padrenostro e alla fine l'avemaria.E il mio compagno che era un pacificissimo bambino, ma Testimone di Geova era deriso e punito: "tu non ti alzare per pregare!" gli diceva la mestra che gli dava sempre piu' compiti e punizioni per casa degli altri.E all'inizio e alla fine dell'anno scolastico, tutti a messa! Perche'?Tu mi dirai, "eh, ma tu hai potuto scegliere, quindi questo prova che non c'e' nessuna imposizione".Possiamo certo dire pero' che ci hanno provato pesantemente, e che a qualcuno alla fine tutto questo e' stato imposto.Sicuramente la dottrina e' stata imposta.E probabilmente, visto che non sono tanto vecchio, accade ancora.
    • Anonimo scrive:
      Re: E' la paura del comunismo
      - Scritto da: Anonimo
      Proporrei un applauso ma, da credente, fammi fare
      una sola osservazione: la differenza tra
      religione e regime è che la religione non te la
      impone (almeno qui in Italia) nessuno, i regimi
      invece non te li scegli.Per essere più precisi, nemmeno la religione non te la impone nessuno. Io non ricordo di avere scelto la mia religione, eppure "sulla carta" ne appare una perchè qualcun altro ha scelto per me. Che sia la famiglia, il regime o il parroco sotto casa nulla cambia.Se poi prendiamo in considerazione quanti sono quelli che sono in grado di scegliere autonomanente, senza nessun condizionamento di sorta, allora non si potrebbe neanche parlare di "libertà di religione".
  • Anonimo scrive:
    Brutto articolo
    Si difende l'indifendibile cioè la bugia, falsificazione, menzogna, diffamazione pubblica.Massima solidarietà al "giornalista in pensione" come ironicamente apostrofrato.La diffamazione via internet è un problema che aumenterà a dismisura sempre più con internet insieme alla violazione della privacy e alla conservazione delle informazioni (es. una frase detta a 20 anni su un newsgroup può condizionare una carriera politica a 40 anni).Personalmente sono vittima di diffamazione (accusato di illecito penale mai commesso) su internet da persone che si rendono intoccabili grazie proprio all'anonimato.A chi difende l'anonimato mi verrebbe voglia di darglielo, l'anonimato... sul naso.
    • Anonimo scrive:
      Re: Brutto articolo
      MI spiace per te. Di diffamazione ce n'è troppa. Ne troviamo tanta nel mondo reale, in tv, sui giornali, su internet e magari anche in famiglia.L'anonimato non è solo diffamazione. Ci sono due strade: anonimato si, anonimato no. Ognuna ha dei pro e dei contro. Più libertà o più sicurezza. Ma la libertà può venire intaccata se altri non rispettano la libertà altrui. Allo stesso modo c'è più sicurezza senza anonimato se nessuno se ne approfitta (cosa mai realizzata).Non c'è una formula perfetta. L'onestà, l'etica e la prudenza danno la misura di come le cose vanno bene e male. Se la gente cerca sempre di approfittarsene, anonimato si o anonimato no si vivrà sempre male.Meglio lasciare il potere nelle mani di tutti (buoni e cattivi, onesti e disonesti, rispettosi e irrispettosi) o lasciare il potere nelle mani di pochi sperando che siano buoni? Penso che a volte sia meglio una cosa, a volte quell'altra. Però, se proprio le cose devono andare male, almeno che si abbia la possibilità di parlare. Subire un torto e non poter parlare sarebbe molto peggio. Meglio la libertà, dal mio modesto punto di vista, anche se ha dei costi: i costi dell'ignoranza.Meglio avere tanti punti di vista piuttosto che uno solo. Se il furbacchione di turno fosse l'unico a poter parlare, che si fa? Una società maleducata andrebbe eduacata, una imbavagliata andrebbe liberata!
    • Ribelle scrive:
      Re: Brutto articolo
      - Scritto da: Anonimo
      Si difende l'indifendibile cioè la bugia,
      falsificazione, menzogna, diffamazione pubblica.
      Massima solidarietà al "giornalista in pensione"
      come ironicamente apostrofrato.
      La diffamazione via internet è un problema che
      aumenterà a dismisura sempre più con internet
      insieme alla violazione della privacy e alla
      conservazione delle informazioni (es. una frase
      detta a 20 anni su un newsgroup può condizionare
      una carriera politica a 40 anni).
      Personalmente sono vittima di diffamazione
      (accusato di illecito penale mai commesso) su
      internet da persone che si rendono intoccabili
      grazie proprio all'anonimato.
      A chi difende l'anonimato mi verrebbe voglia di
      darglielo, l'anonimato... sul naso.E il tutto lo commenti da anonimo .....E da anonimo ti rispondo: se davvero c'è stata tutta questa infamia su di te, perchè usi il commento anonimo e invece non ci dici chi sei, così possiamo farci un' idea più precisa ?Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Brutto articolo
      chi sei? ti hanno diffamato per cosa? hai una famiglia? dove vivi?Non vuoi rispondere?Come facciamo a sapere che dici la verita'?vuoi che mi faccia gli affari miei?Che idee politiche hai?
      La diffamazione via internet è un problema che
      aumenterà a dismisura sempre più con internet
      insieme alla violazione della privacy e alla
      conservazione delle informazioni (es. una frase
      detta a 20 anni su un newsgroup può condizionare
      una carriera politica a 40 anni).
      Personalmente sono vittima di diffamazione
      (accusato di illecito penale mai commesso) su
      internet da persone che si rendono intoccabili
      grazie proprio all'anonimato.
      A chi difende l'anonimato mi verrebbe voglia di
      darglielo, l'anonimato... sul naso.
      • Anonimo scrive:
        Re: Brutto articolo

        Vespa l'hai preso per caso? Hai scelto tra Vespa,
        Floris, Santoro, Gruber, Luttazzi ecc... Chissà
        perchè si ricordano tutti quello? Forse perchè
        gli altri fanno parte della propria squadra e
        quindi vanno bene comunque? Vespa che ti presenta
        in trasmissione apposta per non farti parlare è
        proprio bella! Non avrebbe fatto prima a non
        invitarti?!!! Vai a beccare quello che influenza
        di meno (non che non influenzi, tutti hanno delle
        idee) inventandoti le cose per raggiungere quale
        obiettivo?

        E poi parli di diffamazione? Che coerenza,
        complimenti! Tu si che non ti sei fatto
        influenzare dai media!Secondo me ha scelto Vespa perche' tra i vari lacche' TV e' quello con la minor integrita' morale, quindi atto ad essere usato in quell'esempio.Il signor "chi striscia non inciampa" non ha certo la stessa integrita' morale delle altre persone che tu citi e che per coerenza con le loro idee sono state perseguite (innocenti) dal potere politico in costante deriva anti-democratica, per limitare la loro liberta' di parola. Ricordo ad esempio che per la querela da 41 miliardi contro Luttazzi e' stato dato il non luogo a procedere! Cioe' non si e' neanche andati in aula. Cio' mette in chiaro (per chi non si vuole tappare gli occhi) che quello era solamente in gesto intimidatorio (per Luttazzi stesso e per tutti i suoi colleghi) al fine di limitare la liberta' di parola "contro".
        • Anonimo scrive:
          Re: Brutto articolo
          Luttazzi? Intendi quello che censura i propri utenti? Bell'esempio.E poi hai ragione. Santoro ha proprio una bella integrità: farsi votare come europarlamentare per scroccare soldi anche li, e quando arrivano le elezioni va da Celentano a piangere. Questa si che è integrità!O Biagi, che prepara ad arte interviste pochi giorni prima delle elezioni dove un comico (ma lui non lo contesto) sfotte uno dei candidati.E tutti sulla TV pubblica, scherziamo! Questa è vera democrazia del centrosinistra. Quella con il presidente che aizza proteste col megafono contro il centrodestra.O la Gruber, che spaccia terroristi per resistenti!Osceni! Altro che integrità! Vergogna! Comunque complimenti anche a te, il tuo lavaggio del cervello ha funzionato. Prenditela con Vespa che vai bene. Domani ti diranno anche come vestirti, come salutare, quando ridere... complimenti.
    • Anonimo scrive:
      [OT]Re: Brutto articolo

      La diffamazione via internet è un problema che
      aumenterà a dismisuraHai pienamente ragione, ad esempio io,ho sentito dire in giro che i comunisti si stanno per organizzare in un lancio massiccio di diffamazioni contro il Nostro Cavaliere, dandogli del p2ista, del (mafiosamente) colluso e accollandogli mole altre infamanti bugie!È UNA VERGOGNA!
    • Gatto Selvaggio scrive:
      Re: Brutto articolo

      Personalmente sono vittima di diffamazione
      (accusato di illecito penale mai commesso) su
      internet da persone che si rendono intoccabili
      grazie proprio all'anonimato.Personalmente sono stato vittima di faccende poco pulite e non ho mai pubblicato nulla contro i responsabili, anche se avrei voluto sbattere sul Web facce nomi e indirizzi e magari un giochino Flash in cui li si bersaglia di pomodori, per non commettere diffamazione e dover essere ancora io a pagare loro.Ma l'anonimato di queste persone non dovrebbe essere assoluto, a meno che non sappiano usare molto bene certe tecnologie: se la diffamazione è recente si può risalire agli IP, e di qui all'identità dei diffamatori tramite le registrazioni dei provider e delle compagnie telefoniche. Converrebbe iniziare con una denuncia (capisco che però le "forze dell'ordine" non faranno nulla e per beccarli dovresti servirti di avvocati e investigatori privati, con conseguente esborso).Oppure, senza sborsare né scomodare polizia e magistratura, se queste persone diffamano ad esempio su un forum, scrivere personalmente una smentita sullo stesso posto? O far presente la situazione al proprietario del sito?Rispondere con una pernacchia o con azioni legali dipende da quanto tale diffamazione ti danneggia. Comunque una denuncia non costa nulla, e se continuano ripeti la denuncia.Se il difetto di Internet è che tutti possono dire la loro, il pregio è anche anche tu puoi dire la tua.
    • Anonimo scrive:
      Re: Brutto articolo
      sono d'accordo con te l'articolo non è il massimo, wikipedia acquisterebbe credibilità muovendosi come sta facendo adesso, poi vorrei vedere a chi non dispiacerebbe di essere citato a sproposito in un omicidio nella più famosa enciclopedia online, è comprensibile il tizio che si arrabbiacome è comprensibile, sempre secondo me, dare a cesare quel che è di cesare, il podcasting è nato grazie ad Adam Curry? ben venga allora che costui tramite sue società ritocchi i contenuti di wikipedia per meglio farne comprendere il significato (del podcasting, non di wikipedia..) tornando all'articolo cito "un buontempone nei mesi scorsi ha più volte anonimamente editato la voce "podcasting" della enciclopedia, migliorando - per così dire - la reputazione di Adam Curry che del podcasting è uno dei padri"perchè è buontempone uno che fornisce precisazioni veritiere su qualcosa? è giusto invece che un pinco pallino qualsiasi fornisca contenuti e se lo fa il diretto interessato è buontempone? mahconsideriamo il mio caso invece..io non cerco fama o come certi polletti iscritti a PI non cerco di far salire il contatore di messaggi scritti, quindi resto anonimo, tanto comunque PI ha il mio ip e mi può contattare se vuole ;) (a parte che di solito se posto ripasso sui forum a controllare)
      • Alessandrox scrive:
        Re: Brutto articolo
        - Scritto da: Anonimo
        consideriamo il mio caso invece..io non cerco
        fama o come certi polletti iscritti a PI non
        cerco di far salire il contatore di messaggi
        scritti, quindi resto anonimo, tanto comunque PI
        ha il mio ip e mi può contattare se vuole ;) (a
        parte che di solito se posto ripasso sui forum a
        controllare)il Nick in genere serve per meglio seguire le discussioni a cui si partecipa e rintracciarle sul Forum Box.Poi che qualcuno lo usi anche per far salire i propri contatori puo' essere ma francamente non mi risulta.==================================Modificato dall'autore il 12/12/2005 11.41.26
    • Anonimo scrive:
      Re: Brutto articolo
      - Scritto da: Anonimo
      Si difende l'indifendibile cioè la bugia,
      falsificazione, menzogna, diffamazione pubblica.
      Massima solidarietà al "giornalista in pensione"
      come ironicamente apostrofrato.
      La diffamazione via internet è un problema che
      aumenterà a dismisura sempre più con internet
      insieme alla violazione della privacy e alla
      conservazione delle informazioni (es. una frase
      detta a 20 anni su un newsgroup può condizionare
      una carriera politica a 40 anni).
      Personalmente sono vittima di diffamazione
      (accusato di illecito penale mai commesso) su
      internet da persone che si rendono intoccabili
      grazie proprio all'anonimato.
      A chi difende l'anonimato mi verrebbe voglia di
      darglielo, l'anonimato... sul naso.Te la prendi solo con una parte degli idioti, la minore. La maggiore è rappresentata da quelli che ti giudicano per invettive anonime senza verificare la fonte e l'attendibilità.
    • Anonimo scrive:
      Re: Brutto articolo

      Personalmente sono vittima di diffamazione
      (accusato di illecito penale mai commesso) su
      internet da persone che si rendono intoccabili
      grazie proprio all'anonimato.Non è diffamazione ma calunnia, perseguibile penalmente anche senza denuncia di parte a differenza della diffamazione.Fai un esposto in procura.
    • gimuz scrive:
      Re: Brutto articolo
      Perchè non inizi dando il buon esempio e registrandoti a PI?
      • Anonimo scrive:
        Re: Brutto articolo
        Tu che sei registrato come "gimuz", invece, non sei mica anonimo?Ma per favore, quanta ipocrisia, sia tua sia degli altri.
        • Alessandrox scrive:
          Re: Brutto articolo
          - Scritto da: Anonimo
          Tu che sei registrato come "gimuz", invece, non
          sei mica anonimo?
          Ma per favore, quanta ipocrisia, sia tua sia
          degli altri.Ma infatti non inneggia contro l' anonimato... e' chi si dice contro e poi non si firma con dati veritieri e verificabiili che e' ipocrita.
    • Anonimo scrive:
      Re: Brutto articolo
      Non fate finta di niente: l'anonimato non esiste. Chi si lamenta dell'anonimato in rete è in mala fede.
      • Anonimo scrive:
        Re: Brutto articolo
        Ma quante minchiate.. Tu sei anonimo ora, io anche. Chi sono io? Che autorevolezza ho? Che ne sai se non so chi sono?Il fatto che il SISMI o la NSA o la tua paranoia preferita possa sapere - in linea teorica - chi tu sia, non vuole dire che tu non sia anonimo rispetto a tutti quanti stanno leggendo questo forum. Ma siccome sicuramente sei un 17enne brufoloso o un 22enne fancazzista che non sa assolutamente come funziona il mondo fuori dal tuo PC di casa, convinto di sapere tutto sulla vita (come sono stato anche io anni fa), allora confondi la realta' teorica con quella pratica.Sveglia, la vita non e' X-Files.
        • Alessandrox scrive:
          Re: Brutto articolo
          - Scritto da: Anonimo
          Ma quante minchiate.. Tu sei anonimo ora, io
          anche. Chi sono io? Che autorevolezza ho? Che ne
          sai se non so chi sono?Vuol dire che non esiste l' anonimato totale!PI registra il tuo IP, mi pare gia' qualcosa di importante.
    • Anonimo scrive:
      Re: Brutto articolo
      Per un guaio che a te è occorso, ti senti di tranciare giudizi a destra e a manca. La prossima volta fatti furbo e non metterti nella condizione di essere accusato per un qualcosa che non hai commesso !!!.Inoltre, quando leggi gli articoli di persone che hanno un discreto numero di neuroni in movimento, fai pace con il tuo cervello...prima di ragionarci sopra !. BRUTTO ARTICOLO...MA FATTI FURBO,CHE E' MEGLIO !.- Scritto da: Anonimo
      Si difende l'indifendibile cioè la bugia,
      falsificazione, menzogna, diffamazione pubblica.
      Massima solidarietà al "giornalista in pensione"
      come ironicamente apostrofrato.
      La diffamazione via internet è un problema che
      aumenterà a dismisura sempre più con internet
      insieme alla violazione della privacy e alla
      conservazione delle informazioni (es. una frase
      detta a 20 anni su un newsgroup può condizionare
      una carriera politica a 40 anni).
      Personalmente sono vittima di diffamazione
      (accusato di illecito penale mai commesso) su
      internet da persone che si rendono intoccabili
      grazie proprio all'anonimato.
      A chi difende l'anonimato mi verrebbe voglia di
      darglielo, l'anonimato... sul naso.
  • Anonimo scrive:
    Tipica dischiarazione Open
    E quindi assolutamente condivisibile........................................................"Internet ha fatto moltissimo per la verità aumentando le possibilità di discussione su qualsiasi argomento. La trasparenza e la luce del sole sono meglio di un singolo punto di vista che non può essere discusso"........................................................
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