Supercomputer Linux, IBM cerca il primato

IBM svilupperà un monster basato su processori Opteron e Linux per accaparrarsi la prima posizione nella classifica dei cluster Linux più veloci al mondo
IBM svilupperà un monster basato su processori Opteron e Linux per accaparrarsi la prima posizione nella classifica dei cluster Linux più veloci al mondo


Armonk (USA) – Opteron, Itanium, Linux e grid computing. E’ questo l’inedito cocktail di ingredienti che IBM utilizzerà per forgiare quello che definisce “il supercomputer Linux più potente al mondo”, un mostro da oltre 11.000 miliardi di calcoli al secondo che verrà installato il prossimo anno presso il National Institute of Advanced Industrial Science and Technology (AIST), il più grande istituto di ricerca giapponese.

Con i suoi 11,2 Teraflops, il supercomputer di IBM potrà sopravanzare, seppur di un soffio, gli 11,1 Tflops (come riportato da Top500.org ) di Evelocity , l’attuale leader nella classifica dei computer Linux più veloci al mondo.

Il cluster di Big Blue si baserà in larga maggioranza sugli eServer 325 , un nuovo modello di server rack 1U che IBM ha annunciato lo scorso martedì. L’eServer 325, che diverrà disponibile a partire da ottobre, è il primo sistema di IBM basato su Opteron e, sebbene sia stato introdotto nella famiglia di eServer, ha molte caratteristiche in comune con i sistemi Intel-based della famiglia xSeries , in particolare con il modello xSeries 335: a differenza di quest’ultimo, che adotta i chip Xeon di Intel, il nuovo server integra il chipset 8111 di AMD e supporta fino a due processori Opteron della serie 200 (240, 242 e 246). Il server è compatibile sia con Linux che con Windows.

Il supercomputer commissionato dall’AIST sarà composto da 1.058 eServer, per un totale di 2.116 Opteron della serie 246, e da un certo numero di server addizionali che, in totale, saranno equipaggiati con 520 processori Itanium 2 della terza generazione (Madison). I sistemi basati su Opteron forniranno una potenza di calcolo complessiva pari a 8,5 Tflops, mentre i sistemi basati su Itanium 2 contribuiranno per 2,7 Tflops.

Sul supercalcolatore girerà il sistema operativo SuSE Linux Enterprise Server 8 e il Globus Toolkit 3.0 del Globus Project , lo stesso progetto che, in stretta collaborazione con Big Blue, ha sviluppato la Open Grid Services Architecture, un insieme di specifiche e di standard che combinano i vantaggi del grid computing con quelli dei Web service.

IBM ha spiegato che il nuovo mostro di calcolo verrà utilizzato dall’AIST per accelerare i propri progetti di ricerca utilizzando la tecnologia grid computing , la stessa che permetterà a questo istituto di connettere fra loro risorse eterogenee sparse in tutto il mondo, fra cui sistemi di calcolo, database, dati e applicazioni. Fra i progetti dell’AIST che beneficeranno dei teraflops del futuro cluster Linux vi è la ricerca di nuovi materiali da utilizzare come superconduttori e la cura per varie malattie.

IBM non ha suggerito date di rilascio per il suo supercomputer, tuttavia è lecito attendersi che questo verrà installato presso l’AIST durante il corso del prossimo anno. Il 2004 sarà anche l’anno del debutto di due altri supercomputer basati su Linux: quello di HP , con una potenza di calcolo stimata in 8 Tflops, e quello di SGI , la cui potenza dovrebbe addirittura superare i 40 Tflops.

Con quello appena annunciato da IBM, sono tre i supercomputer fino ad oggi annunciati a basarsi sui giovani processori a 64 bit di AMD: gli altri due sono l’appena citato cluster di SGI e il sistema cinese di Dawning Information Industry.

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31 07 2003
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