Suse Linux torna sui Mac

Grazie ad un progetto nato in seno alla giovanissima comunità openSuse, la famosa distribuzione Suse Linux di Novell è tornata a girare sui processori PowerPC, e dunque sui Mac, dopo un'assenza di oltre tre anni. Ma ne è valsa la pena?
Grazie ad un progetto nato in seno alla giovanissima comunità openSuse, la famosa distribuzione Suse Linux di Novell è tornata a girare sui processori PowerPC, e dunque sui Mac, dopo un'assenza di oltre tre anni. Ma ne è valsa la pena?


Roma – Sono molti i casi in cui la comunità open source ha riportato in vita software che, spesso perché non più profittevoli, erano stati abbandonati dalle società commerciali. L’ultimo esempio arriva dal progetto open source lanciato da Novell nel corso del mese di agosto, openSuse , che fra le altre cose si sta occupando di riesumare Suse Linux per PowerPC ( PPC ).

L’ultima versione di Suse Linux per processori PPC è la 7.3 e risale all’inizio del 2002, dunque prima che Novell acquisisse l’azienda tedesca che dà nome alla sua distribuzione Linux. In questi anni le due società hanno continuato a vendere esclusivamente una versione enterprise di Suse Linux indirizzata ai server di IBM basati sui processori Power : questi ultimi sono parenti stretti dei PPC utilizzati, fra gli altri, nei computer di Apple.

In seno alla neonata comunità OpenSuse, il progetto Power@Suse sta effettuando il porting dell’attuale base di codice di Suse Linux verso l’architettura PPC. L’attuale release, la 10.0 Beta 3 , è ancora da considerarsi sperimentale, ma il team di sviluppo conta di portarla presto allo stesso grado di maturità che caratterizza le release per processori x86. Per il testing i programmatori di Power@Suse stanno utilizzando dei Mac, ma nella lista delle piattaforme supportate dal sistema operativo compaiono anche alcune famiglie di server IBM.

La mossa di Power@Suse segue un progetto analogo lanciato da Fedora, la comunità supportata da Red Hat a cui Novell sembra essersi ispirata per dar vita a openSuse. Entrambi i progetti rivaleggiano con Yellow Dog Linux , una fra le distribuzioni Linux per PPC più anziane in circolazione.

Questo risveglio d’interessi verso la piattaforma PPC sembra scontrarsi con la volontà di Apple di abbandonare i processori basati su tale architettura (sebbene la casa della Mela si sia assicurata la fornitura di chip PPC prodotti da FreeScale per altri tre anni). In realtà si può affermare che mai come in questo periodo si è registrata tanta attenzione da parte dell’industria verso la tecnologia Power/PPC, la stessa che, non va dimenticato, gioca un ruolo di primo piano anche all’interno del tanto declamato processore Cell . Grazie ai recenti sforzi di IBM per creare un’ampia comunità di sviluppatori e partner attorno alla propria tecnologia, i chip PPC sembrano destinati a salire a bordo di un crescente numero di dispositivi digitali, da quelli consumer (console da gioco, set-top box, media center ecc.), a quelli professionali (appliance di rete, thin client, server, PoS ecc.).

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01 09 2005
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