(S)viste in rete

Quando il download è lecito ma è proprietario - Il più celebre svarione di Adobe alle prese con l'italiano - Un PC in cui è installato il sistema Windows Linux - Come perdere l'ADSL in due colpi

Download sì, ma proprietario
Buongiorno.
Andando ieri su Volftp ho avuto una triste sorpresa: per scaricare un file serve la connessione con Tiscali, altrimenti ciccia!
Da quello che ho visto la faccenda è valida per ogni file…
Però mi sembra un’arma a doppio taglio: quanti son disposti a cambiare provider per fare download di qualcosa che si trova tranquillamente e legalmente anche altrove? Boh… misteri delle strategie aziendali.
Cieli

Adobe riscrive l’italiano?
Salve, non so se è stato già segnalato: sono mesi che se si scarica dal sito della Adobe Acrobat Reader 6.0.1 italiano, il notissimo e diffusissimo software per visualizzare file in formato pdf, si ottiene un file chiamato AdbeRdr60_ita_full.exe
Tutto normale, pare. Il file è compresso in formato non standard: tale Netopsystems FEAD Optimizer. Nome che appare altisonante e suggerisce chissà quali tecnologie al limite del possibile. Ebbene, eseguendolo appare una finestra che informa del tempo rimanente alla scompattazione del file; il testo è tradotto in italiano:

“Attenda prego mentre il Adobe Reader 6.0.1 Setup sta ricomponendo. Ciò occorrerà alcuni secondi dipendente i vostri sistemi operativi e hardware. Ricomponendo di dati…”

Ora è presumibile che la traduzione sia stata fatta da un computer e non da un essere umano. La domanda che mi frulla nel cervello è: possibile che l’Adobe, che tra parentesi ha un ottimo sito in italiano, non si sia accorta del suo “2 in lettere”? E se sì, davvero meritiamo così poca attenzione, noi utenti italiani?
Saluti
A.E.

La pagina pubblicitaria Un PC con dentro Windows Linux
Salve. Non l’ho scoperta io, ma siccome non è comune che capiti all’occhio di un lettore italiano, ve la segnalo facendone il riassunto:
In una rivista che esce ad Austin (Texas) qualche giorno fa è apparsa una pubblicità che reclamizza un Pc a 199$ con un AMD Athlon XP, 128 MB di SDRAM, “Internet ready” e “multimediale”, venduto insieme al sistema operativo “Windows (R) Linux”.
Pare che chi ha scritto la reclame abbia scambiato Lindows con Windows (dando ragioni tra l’altro alle ragioni Microsoft per scagliarsi contro la Lindows…)
Max Murdock

Come perdere l’ADSL
Gentile Redazione, vorrei informare tutta la comunità dei lettori di un inconveniente nel quale ci si può imbattere qualora, candidamente, si opti per “cedere” ad un altro gestore non-ULL la propria linea telefonica munita di ADSL, nella speranza di liberarsi del canone Telecom Italia. Purtroppo, escludendo quei gestori che forniscono in prima persona sia ADSL che telefonia in modalità ULL, se si cade in questa trappola si avrà l’inevitabile sorpresa di vedersi disattivato l’ADSL, senza alcuna possibilità di ripristino.
Ciò in quanto tale servizio, erogato in centrale sempre e comunque dalle apparecchiature Telecom Italia anche quando non è essa stessa a fornirci la connettività ADSL, viene fornito a condizione che viaggi su di un doppino relativo a una utenza Telecom Italia. Nel momento in cui si smette di essere clienti Telecom Italia perché si passa ad altro gestore con preselezione automatica, l’operatore “incumbent” ha il diritto di sospendere il servizio ADSL in quanto l’obbligo che ha nei confronti di altri gestori è costituito solo dal servizio voce, ma non anche dati.
Ho preparato una pagina approfondita per spiegare la situazione e evitare di trovarsi in simili circostanze.
Marco V. Principato

Cos’è “(S)viste in rete”
È una raccolta di segnalazioni che appare di quando in quando su Punto Informatico, segnalazioni di chicche, nefandezze e, appunto, (s)viste trovate nei software, nelle news, nei servizi e nella grande rete dagli utenti che scrivono in redazione. Per segnalare una (s)vista clicca qui

Le (S)viste precedenti
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  • Anonimo scrive:
    Re: Università


    Poter disporre di file audiovisivi delle

    lezioni dei professori (tipo Nettuno)

    quanti soldi vogliono?Sono iscritto a Conservazione Beni culturali a Ravenna, tramite il Nettuno. Spendo intorno ai 2000 euro l'anno di tasse, il decoder per scaricare le videolezioni me lo sono comprato, per i contatti umani... be' le altre 10 ore al giorno lavoro in mezzo alla gente!(linux)
  • Anonimo scrive:
    Re: Università
    - Scritto da: Anonimo
    Io mi sono laureato in giurisprudenza una
    decina di anni fa a Bologna
    Ricordo le lezioni al cinematografo,
    l'impossibilità in alcuni casi di
    poter sentire il professore perchè il
    microfono dell'aula non funzionava e c'era
    troppa gente in aula.
    Ricordo con ansia che qualcuno vendeva gli
    appunti delle lezioni e i costi esorbitanti
    che ho dovuto sostenere per un posto letto
    in affitto etc etc ....
    Ma vi rendete conto della
    potenzialità che ha Internet per
    risolvere questi problemi?
    Poter disporre di file audiovisivi delle
    lezioni dei professori (tipo Nettuno)quanti soldi vogliono?, poter
    contattare il professore per email per
    chiedere spiegazioni e consigli (le famose
    ore di ricevimento) permetterebbe, per
    molti corsi di laurea, di ridurre
    enormemente i costi legati
    all'Università.
    Sarebbe una rivoluzione in positivo sia per
    la preparazione degli studenti (che
    meraviglia poter riascoltare un passaggio di
    una lezione che non si è riusciti ad
    afferrare pienamente) sia per le tasche dei
    fuorisede.
    Qualcuno mi spiega cosa frena questo
    sviluppo?
  • Anonimo scrive:
    Quando 1 flat ad 1 prezzo decente???
    Mi accontenterei anche di soli 3-4 k di banda........
  • Anonimo scrive:
    Re: Università
    Noi di scienze della comunicazione e dell'economia a Reggio Emilia abbiamo un sistema del genere.Documentazione, papers e link utili sul sito della facoltà (previo login).Inoltre per gli studenti della laurea on-line in comunicazione e marketing, ci sono anche lezioni in videoconferenza e ricevimenti via email, inoltre alcuni professori e i loro assistenti (molti dei quali sono miei colleghi studenti degli ultimi anni), correggono le esercitazioni di preparazione ai compiti delle matricole.Naturalmente gli esami e alcune lezioni debbono essere fatte ugulmente in classe ma virtualmente anche un napoletano o un triestino si possono permettere di venire a reggio una volta ogni 2 settimane e a fare gli esami!NB: permettere ai professori di avere più tempo permette alla ricerca di fare molti più passi avanti che impiegarli in molte lezioni... Occorre ricordarsi che il lavoro principale di un "docente" paradossalmente non è fare lezione ma proprio fare ricerca.Simone
  • Akiro scrive:
    Re: pagare pagare pagare

    Devi pagare solo se vuoi il bene (che tra l
    altro pagheresti nel mercato tradizionale).
    Tu vivi di musica? mi pare che sia un bene
    accessorio, anzi di più...bene, non
    la compri. Tu vivi di video (on line ad
    esempio) no, bene non li compri. Elimina
    tutto quello che non è essenziale o
    riportalo a livelli accettabili di utenzaed
    hai risolto. ciccio, il tempo libero è un bene accessorio?su dai... ragioniamo... non siamo nati solo per lavorare e per scopare.Se mi dici che si vive anche senza musica ok, peccato che nel mio tempo libero qualcosa devo pur farla altrimenti se non posso aver del tempo libero in quanto povero...bah
    Peccato che non facciano pagare l'aria,
    almeno la gente penserebbe prima di parlare!collegare collegare collegare il cervello
  • Anonimo scrive:
    tutti arrabbiati
    come sopra.
  • Anonimo scrive:
    Ma chi le dice queste stupidaggini?
    21 milioni di italiani in rete, o 21 milioni di italiani che ALMENO UNA VOLTA nella vita si sono connessi?"Essere" nella rete significa essere connessi costantemente o per numerose ore alla settimana.La realtà è che molte zone non sono coperte da adsl e chi è fuori non può più usufruire di tariffe flat tipo libero@sogno che a basso prezzo ti davano la possibilità di stare connesso diverse ore al giorno anche con il tuo povero modem da 56k.Per noi che stiamo in questa situazione non ci sentiamo nella rete, ma semplicemente abbiamo una "potenziale connessione" con cui non fai niente.Non navighi più per colpa dei webdesigner deficienti che intasano pagine di immagini enormi, dhtml con codice lunghissimo (copiato chissà dove), fogli di stile che pesano 200KB, etc.Non leggi più la posta, vuoi per i virus, vuoi per lo spam, vuoi per il deficiente che ti invia l'allegato doc senza comprimerlo che fa anche 2 mega.Non scarichi più, ammesso che uno con un 56k avesse il coraggio di farlo, per le nuove leggi liberticide.Non chatti più perchè è diventato un bestiario....e poi, ma cosa c'è rimasto sulla rete? C'è solo la roba vecchia di anni fa e qualche (due, tre) sito interessante.il resto... è GAME OVER
  • Anonimo scrive:
    Re: Università
    Certo e i professori li paghi un anno per registrare il filmino... e dopo??? che te ne fai? Ricerca?? ahahahah A, no, dovrebbero rispondere alle e_mail, ed allora forse (siccome quelle non sono limitate all'ora di ricevimento e a quella di lezione), dovrebbero lavorare pure troppo. In entrambi i casi li trovo poco interessati alla soluzione proposta.Poi già i contatti umani si stanno riducendo, se togliamo pure la possibilità di aiutarsi tra compagni di università che resta?
  • Anonimo scrive:
    Re: Università
    - Scritto da: Anonimo
    che non si paga nienteLe tasse universitarie costano ed anche parecchio.Ed io sarei anche disposto a pagare anche qualcosa di più per poter usufruire di un servizio del genereUn posto letto in una città come Bologna costa 200 euro al mese. Moltiplica per 12 e aggiungi le spese di vitto.Quella è la cifra che minima che deve affrontare uno studente fuori sede.Potrei risparmiare io ed incassare di più l'Università.
  • Anonimo scrive:
    Re: Università
    che non si paga niente
  • Anonimo scrive:
    Re: Come mai negli ultimi anni
    - Scritto da: Anonimo
    hanno chiuso una marea di portali a valore
    aggiunto?
    In che mondo vivono?Intendi con i dialer ?Se sì, perchè truffavano la gente.
  • Anonimo scrive:
    Università
    Io mi sono laureato in giurisprudenza una decina di anni fa a BolognaRicordo le lezioni al cinematografo, l'impossibilità in alcuni casi di poter sentire il professore perchè il microfono dell'aula non funzionava e c'era troppa gente in aula.Ricordo con ansia che qualcuno vendeva gli appunti delle lezioni e i costi esorbitanti che ho dovuto sostenere per un posto letto in affitto etc etc ....Ma vi rendete conto della potenzialità che ha Internet per risolvere questi problemi?Poter disporre di file audiovisivi delle lezioni dei professori (tipo Nettuno), poter contattare il professore per email per chiedere spiegazioni e consigli (le famose ore di ricevimento) permetterebbe, per molti corsi di laurea, di ridurre enormemente i costi legati all'Università.Sarebbe una rivoluzione in positivo sia per la preparazione degli studenti (che meraviglia poter riascoltare un passaggio di una lezione che non si è riusciti ad afferrare pienamente) sia per le tasche dei fuorisede.Qualcuno mi spiega cosa frena questo sviluppo?
    • Anonimo scrive:
      Re: Università
      I costi e la riforma della Moratti ti dicono niente?Al massimo la Bocconi può istituire una cosa come dici tu..
    • Anonimo scrive:
      Re: Università
      Ma guarda che nettuno esisteva già 10 anni fa.Allora ti mandavano (mi pare in comodato) le videocassette con le lezioni.Su questo internet non ha portato molto di rivoluzionario, gli esami devi ancora andarli a fare in sede.Te lo dice uno che lavora in una univ. che faceva da punto esami nettuno.
    • Anonimo scrive:
      Re: Università
      - Scritto da: Anonimo
      Io mi sono laureato in giurisprudenza una
      decina di anni fa a Bologna
      Ricordo le lezioni al cinematografo,
      l'impossibilità in alcuni casi di
      poter sentire il professore perchè il
      microfono dell'aula non funzionava e c'era
      troppa gente in aula.
      Ricordo con ansia che qualcuno vendeva gli
      appunti delle lezioni e i costi esorbitanti
      che ho dovuto sostenere per un posto letto
      in affitto etc etc ....
      Ma vi rendete conto della
      potenzialità che ha Internet per
      risolvere questi problemi?
      Poter disporre di file audiovisivi delle
      lezioni dei professori (tipo Nettuno), poter
      contattare il professore per email per
      chiedere spiegazioni e consigli (le famose
      ore di ricevimento) permetterebbe, per
      molti corsi di laurea, di ridurre
      enormemente i costi legati
      all'Università.
      Sarebbe una rivoluzione in positivo sia per
      la preparazione degli studenti (che
      meraviglia poter riascoltare un passaggio di
      una lezione che non si è riusciti ad
      afferrare pienamente) sia per le tasche dei
      fuorisede.
      Qualcuno mi spiega cosa frena questo
      sviluppo? Io sto ancora studiando all'Università di Bologna e, ti assicuro, la realtà è ben diversa!... Sto seguendo un seminario sui Videoclip e due lezioni su tre le dobbiamo fare senza poter guardare quelle immagini delle quali parliamo, perchè i bidelli non sanno neanche dove sono i telecomandi dei lettori DVD; i DVD con i materiali in questione (e talvolta anche i lettori), dobbiamo portarceli da casa; si fanno corsi sulla Comunicazione Multimediale con pc che hanno 64 Mb di RAM e non riescono neanche ad aprire i file che dovremmo studiare, la videoteca (risorsa irrinunciabile per gli studenti di Cinema) è fatta di cassette registrate dalla tv (praticamente in aperta violazione del diritto d'autore), rovinate al limite del guardabile... se ci aggiungi che alcuni prof non leggono neanche le mail che mandi loro e che (a volte) si nascondono dietro un indirizzo e-mail per risparmiarsi il disturbo di parlare con gli studenti nelle tradizionali ore di ricevimento, ti rendi conto quanto l'Università Italiana sia impreparata ad un uso effettivo ed utile delle tecnologie! ...Scusate se amo la Cultura!... Saluti
    • Anonimo scrive:
      Re: Università

      Qualcuno mi spiega cosa frena questo
      sviluppo?- Un prof potrebbe essere sufficiente per migliaia di studenti.- Il prof potrebbe ricevere tantissime critiche riguardo alle sue lezioni registate in cassetta.- Meno fondi per le Universita' che non dovrebbero piu' mantere le loro enormi sedi.- Aumento del numero di laureati.Insomma potrebbe funzionare troppo bene :|
  • Anonimo scrive:
    Come mai negli ultimi anni
    hanno chiuso una marea di portali a valore aggiunto?In che mondo vivono?
  • Anonimo scrive:
    Le vacche grasse
    sono finite, non abbiamo i soldi per pagare tutte queste bellissime cose nuove, fisicamente solo lavorando senza rubare. Non possiamo permetterci tutti questo ben di Dio a pagamento.Che se lo tengano, preferisco mangiare che nutrirmi di informazioni, quello che mi serve lo otterrò comunque il resto me lo faccio fuori a salame e lambrusco piuttosto che ingrassare questi fuori di testa. Vedrete nei prossimi mesi che festa... un sacco di ditte sono con l'acqua alla gola, vediamo che cosa altro ci possono propinare a pagamento...A proposito come andrà il debito Telecom ora che con la legge urbani un sacco di gente disdice l'ADSL (altri passato ad altri gestori), che non serve ad altro che a condividere grandi quantità di materiale...Ciao fubbetti
  • Anonimo scrive:
    Banderuole
  • Anonimo scrive:
    Falsità
    Queste sono le classiche falsità, propalate grazie ad un uso di parte della statistica.Chi, come me fà il tecnico, ha presente una situazione BEN diversa da questa.Chissà che cosa vogliono da queste notizie tendenziose ....
  • Anonimo scrive:
    Re: pagare pagare pagare
    LOL :D
  • Anonimo scrive:
    Re: pagare pagare pagare
  • Anonimo scrive:
    Re: pagare pagare pagare
    Devi pagare solo se vuoi il bene (che tra l altro pagheresti nel mercato tradizionale). Tu vivi di musica? mi pare che sia un bene accessorio, anzi di più...bene, non la compri. Tu vivi di video (on line ad esempio) no, bene non li compri. Elimina tutto quello che non è essenziale o riportalo a livelli accettabili di utenzaed hai risolto. Peccato che non facciano pagare l'aria, almeno la gente penserebbe prima di parlare!
  • Anonimo scrive:
    Re: 83% ??
    rileggi la frase ;) c'è scritto solo che l'83 % di quelli che usano un pc hanno anche internet
  • Anonimo scrive:
    83% ??
    "L'83 per cento degli italiani che usano un personal computer e il 43 per cento della popolazione, vale a dire 21 milioni di persone, accede ad Internet"83% di italiani usano il PC? Ma che siete impazziti? Se spalmiamo il 100% della popolazione italiana su di una media di 75 anni di vita, e togliamo gli over 70 e gli under 7 otteniamo l'84% della popolazione. In poche parole qualsiasi italiano di età compresa tra glo 8 e i 70 anni usa il PC?
  • Anonimo scrive:
    pagare pagare pagare
    ma che palle pagare pagare pagarema quanto si dovrà pagare?ancora pagare pagare pagaretra poco anche l'aria per respirarepagare pagare pagare
  • Anonimo scrive:
    Re: Mah
    togli il 4 e la cifra diventa realistica
  • Sladek scrive:
    Mah
    A dispetto delle tante chiacchiere che in rete si sono da anni fatte sulla questione e dell'impressione di tanti, secondo ISPO ben il 49 per cento degli utenti italiani, dinanzi a servizi di qualità e veloci, sarebbe disponibile a pagare per accedere a quei contenuti. Sara'... a me il 49% mi pare eccessivo.... comunque...
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