Taiwan, per lo shopping ci metti la faccia

Elaborata da alcuni ricercatori di Taipei una macchina in grado di stabilire le propensioni d'acquisto mediante il riconoscimento facciale. Elevato il grado di attendibilità

Roma – Da oggi, i baffi o un viso rasato saranno fondamentali per capire le propensioni all’acquisto della popolazione di Taiwan. Alcuni ricercatori stipendiati dal governo di Taipei hanno realizzato una macchina in grado di consigliare gli acquisti sulla base del riconoscimento facciale .

Il sistema è in grado di ricostruire il profilo del consumatore dopo la ricognizione di alcune caratteristiche quali il colorito della carnagione e la tinta dei capelli, afferma Tsai Chi-hang, ricercatore coinvolto nel progetto finanziato dal ministero dell’economia. Il sistema è programmato per riconoscere alcune tracce della persona come occhiali, barba e baffi in base alla quali stabilisce l’uso del trucco o la frequenza della rasatura. Successivamente arriva il suggerimento sull’acquisto di una maschera facciale, un rasoio o prodotti per la salute della persona.

“Sostando di fronte alla macchina essa è in grado di riconoscere i caratteri della persona, sebbene non conosca esattamente chi ha davanti poiché, altrimenti, potrebbe essere violata la privacy personale” afferma Tsai. “Le nostre tecnologie di riconoscimento facciale sono molto più all’avanguardia rispetto a ciò che è stato sviluppato negli USA e in Giappone, perché esse possono ora offrire consigli sullo shopping”, conclude il ricercatore.

La macchina sarebbe inoltre capace di registrare le scelte dei consumatori che non seguono i suggerimenti elargiti, così da imparare attraverso i propri errori ed essere pronta a fornire in futuro i consigli giusti. E ancora, il sistema sarebbe in grado di formulare risposte in base alle condizioni atmosferiche così da consigliare, per esempio, una bevanda calda nel corso di una giornata fredda.

I dispositivi avrebbero immagazzinato circa cinquemila frammenti di dati e al 90 per cento rispondo in modo corretto, secondo Lin Ching-hai, membro dell’istituto per l’informazione di Taipei. Alcune macchine sono state installate per il collaudo e sembra che coloro che hanno potuto testarle si siano detti sorpresi per l’abilità del computer.

Cristina Sciannamblo

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