Leonardo, le tangenti e il ruolo di Google Pay

Google Pay sarebbe stato utilizzato per far rientrare capitali da società off-shore dislocate all'estero: la Guardia di Finanza indaga per riciclaggio.
Google Pay sarebbe stato utilizzato per far rientrare capitali da società off-shore dislocate all'estero: la Guardia di Finanza indaga per riciclaggio.

L’indagine è deflagrata in queste ore in seno alla società Leonardo (parte lesa nella vicenda) in virtù di una serie di movimentazioni che la Guardia di Finanza ha messo nel mirino. Le indagini coinvolgono 10 funzionari della società Leonardo, ma anche società controllate da Google quali Google Ireland e Google Payments.

Leonardo, le mazzette arrivavano tramite Google Pay?

Il sistema vedrebbe importanti capitali (6 milioni di euro tra il 2012 ed il 2018) viaggiare verso società off-shore, dopodiché parte del capitale sarebbe rientrato per mezzo del sistema di pagamento di Mountain View. Secondo quanto riportato, nell’opinione dei magistrati “le rimesse avvenivano attraverso la interposizione delle società Google Ireland Ltd e Google Payments Ltd, senza che fosse possibile risalire alla identificazione del soggetto che ha disposto i bonifici e alla formazione e provenienza della relativa provvista. Rimanendo sconosciuto il dato del soggetto che ha disposto il trasferimento anche all’istituto di credito nazionale presso il quale ha ricevuto il pagamento“. Google, insomma, avrebbe ostacolato l’identificazione del denaro.

Al tempo stesso, il problema non sarebbe in capo alla sola Google: medesima schermatura sarebbe in atto su Apple Pay e Samsung Pay, ove l’anonimato cancella la tracciabilità dei trasferimenti e consente pertanto utilizzi fraudolenti come nel caso Leonardo.

Le indagini si concentrano ora su quattro manager Transpart, i quali avrebbero elargito regali di vario tipo a funzionari Leonardo. Questi fondi provengono dalle società off-shore nel mirino, poiché scatole vuote utilizzate al fine ultimo di riciclare denaro con finalità estorsive. Sul caso le indagini proseguiranno nella direzione del riciclaggio, della corruzione tra privati e dei reati fiscali, ma il coinvolgimento dei sistemi di pagamento dei colossi tech non può che porre questi ultimi in una nuova posizione nei confronti del fisco e delle forze dell’ordine. Le quali (così a Google come agli altri erogatori del servizio di intermediazione) chiedono la trasparenza piena ai fini di indagine. In caso contrario anche la mazzetta diventa cashless: digitale è meglio, poiché parimenti opaco.

Aggiornamento

Questo lo statement ufficiale di Google sulla vicenda:

Nell’ambito di una più vasta indagine abbiamo ricevuto una informazione di garanzia per una ipotesi di illecito amministrativo, in relazione a movimentazioni finanziarie che sarebbero state effettuate utilizzando le nostre piattaforme. Naturalmente presteremo la massima collaborazione alle indagini.

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13 01 2021
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