Tanti Vista, un solo DVD

Fonti vicine a Microsoft sostengono che Windows Vista verrà distribuito su supporti che conterranno tutte le versioni del sistema operativo: per facilitare il passaggio da un'edizione all'altra


Redmond (USA) – Windows Vista potrebbe essere il primo sistema operativo di Microsoft le cui varie edizioni saranno distribuite all’interno dello stesso supporto di installazione: ciò permetterà agli utenti di effettuare l’upgrade ad un’edizione superiore senza la necessità di acquistare una nuova confezione del prodotto.

Per fare un esempio, gli utenti che acquisteranno una copia di Windows Vista Home Basic potranno passare all’edizione Premium semplicemente acquistando on-line, con carta di credito, una speciale chiave capace di sbloccare le funzionalità della versione superiore (già presenti, in forma criptata, sui CD o DVD di installazione).

L’esistenza di una sola versione modulare di Windows Vista potrebbe semplificare la vita sia agli utenti finali che alle partner di Microsoft, finalmente esonerate dall’onere di supportare più immagini del sistema operativo per ciascun cliente o di eseguire più installazioni nel tempo. Questo è ancor più vero se si considera che l’intera famiglia di sistemi operativi Windows Vista si comporrà di sette differenti edizioni business e consumer.

Tale mossa, se ufficialmente confermata, potrebbe tuttavia scontentare i distributori e i rivenditori di software, che si vedrebbero scavalcati da un sistema di vendita diretta interamente gestito da Microsoft. Un sistema che, se inizialmente sarà applicato esclusivamente agli upgrade del software, in futuro potrebbe trasformarsi in un vero e proprio servizio di e-commerce da cui acquistare e scaricare copie integrali dei prodotti di Microsoft. Prima di ciò, tuttavia, è probabile che il gigante di Redmond vorrà poter contare su lucchetti digitali sufficientemente robusti e affidabili.

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  • Anonimo scrive:
    In Italia non si può fare...
    In Italia chiunque provi a creare un movimento o un partito per promuovere l'abrogazione di una legge assurda e ingiusta come quella sul copyright verrebbe accusato di associazione a delinquere.Viva gli svedesi (e soprattutto le svedesi :D)
  • Anonimo scrive:
    5 --
    C'e' anche la topa svedese?
  • il_signor_u scrive:
    dopo Fiorello Cortiana vogliamo loro!!!
    A mio parere ci sarebbero davvero tanti e tanti ragazzi maggiorenni, poco interessati alla politica (ma tutti daccordo che il biscione è male) disposti a votare un partito che salvaguarda in modo specifico i loro diritti di internauti liberi.Speriamo che qualcosa si muova anche nel nostro paese...una proposta piccola ed umile: e se PI si adoperasse ad un raccolta firme per costituire il partito? o per una raccolta idee, candidati, fondi, mezzi, quant'altro serve per mettere su un partito?data l'arroganza e la posizione di potere economico delle major, nonchè l'indignazione che creano in ognuno di noi gli arresti di "mamma pirata" & soci, non c'è bisogno che ve lo venga a dire io il risultato più probabile...
    • Anonimo scrive:
      Re: dopo Fiorello Cortiana vogliamo
      Il partito lo abbiamo già fondato! Anche se PI si ostina a non parlarne, siamo tutti informatici e programmatori... http://www.internetcrazia.org
  • Anonimo scrive:
    Il sogno di Fogel
    Il sogno di Fogel di Carlo FormentiIl giovanotto che vedete nella foto qui accanto si chiama Karl Fogel, fa il programmatore e vive a Chicago. Ho appreso della sua esistenza attraverso la mailing list del sito Rekombinant, che, qualche giorno fa ha mandato in rete un estratto di un suo lungo articolo dal titolo "The Promise of a Post-Copyright World", liberamente scaricabile dal sito di Fogel. Incuriosito da alcuni passaggi, sono andato a leggere la versione integrale del testo e consiglio ai lettori di Quinto Stato di fare altrettanto, visto che si tratta del più bel documento sul tema della proprietà intellettuale che mi sia capitato di leggere da diversi mesi a questa parte. Viviamo momenti in cui anche coloro che lottano per difendere il ruolo della Rete come strumento di libero scambio di informazioni, notizie, idee e ogni genere di prodotto dell'ingegno umano - intimiditi dalla offensiva legale, culturale e politica dei crociati della proprietà intellettuale - sentono il dovere di premettere a ogni discorso che "nessuno intende mettere in discussione il sacrosanto diritto degli autori a godere di un adeguato compenso per la loro attività creativa". Finalmente leggo pagine in cui si dice a chiare lettere che tale diritto non ha nulla da spartire con l'istituzione del copyright, tanto che "abbandonare il copyright è non solo possibile, ma auspicabile", visto che i primi a beneficiare di un simile abbandono sarebbero proprio gli artisti, oltre a tutti coloro che ne consumano i prodotti. Occorre fare una premessa importante: il sogno di Fogel non riguarda la proprietà intellettuale in generale (il nostro amico, cioè, non confonde - al contrario degli estensori della famigerata Direttiva sull'eforcement europea - in un unico calderone copyright, brevetti, marchi), bensì la possibilità di un mondo senza copyright, istituzione di cui ricostruisce origini storiche ed evoluzione. Apprendiamo così che il copyright è figlio di una privatizzazione della censura di stato avvenuta nel XVI secolo, quando il governo inglese attribuì alla London Company of Stationers il monopolio sulla pubblicazione delle opere a stampa (e il compito di verificare l'ammissibilità politica dei relativi contenuti), preoccupato da eventuali usi "sovversivi" del nuovo medium. Quanto tuttavia, ai primi del Settecento, l'esigenza di una sempre più rapida, capillare ed efficiente distribuzione delle conoscenze finì per prevalere su quella del controllo governativo, gli Stationers si trovarono nella necessità di ricavarsi un nuovo ruolo. E visto che gli autori non erano in grado di affrontare da soli il costo economico della stampa e della distribuzione delle proprie opere, gli ex monopolisti della censura di stato si candidarono a diventare monopolisti dell'intermediazione fra autori e lettori. Così nacque l'argomento con cui ancora oggi viene difesa la proprietà intellettuale: l'autore ha un naturale diritto di proprietà su quanto scrive, ma tale diritto può essere tutelato solo se "trasferito" a un editore che ne garantisca l'effettivo esercizio. Pur sottolineando che il copyright è nato per tutelare gli interessi del distributore, Fogel riconosce che esso trova (o meglio trovava) giustificazione morale ed economica nel rischio d'impresa che l'editore-distributore si assume per produrre e distribuire contenuti che possono circolare esclusivamente su una qualche forma di supporto fisico. Ma tutto ciò viene a cadere dal momento in cui Internet offre la possibilità di distribuire le opere in un numero illimitato di copie praticamente a costo zero. "E' evidente", scrive Fogel, "che se il copyright non fosse già esistito, nessuno si sarebbe mai sognato di inventarlo oggi, visto che abbiamo appena costruito una gigantesca macchina per copiare (Internet) che, al tempo stesso, è anche uno strumento per comunicare e rende conveniente trasferire piccole somme fra le persone. Condividere è divenuta la cosa più naturale del mondo, e l'idea che ciò danneggi gli artisti è smentita ogni giorno dalle migliaia di nuovi lavori che appaiono online...". Occorre dunque riconoscere una volta per tutte che ciò che fa il copyright, non è tutelare gli autori - i quali si trovano oggi per la prima volta nelle condizioni di gestire autonomamente il proprio rapporto con il pubblico - bensì tutelare un modello di business che l'innovazione tecnologica ha reso obsoleto. L'industria culturale ha le sue buone ragioni per tentare di tenere comunque in vita questo modello, e non c'è dubbio che i due flussi di lavoro creativo - quello proprietario e quello free - siano destinati a convivere a lungo, ma non esiste alcuna ragione per cui il flusso proprietario debba conservare - attraverso leggi liberticide - un presunto "diritto al monopolio", che è figlio della censura del XVI secolo e della sua successiva trasformazione in modello di business. Forse sono verità banali, ma sarebbe meglio che nessuno di noi le dimenticasse per paura di essere giudicato troppo "radicale", o peggio complice dei "ladri di contenuti" protetti da copyright. Un eccesso di timidezza su questi temi rischia di tradursi in una capitolazione di fronte a quello che è il vero obiettivo delle crociate sul copyright: "educarci" all'idea che non esista alcuna differenza fra il furto di una bici e la copia non autorizzata di un testo o una canzone tutelati da copyright. Se questa cultura dovesse trionfare, paradossalmente la prima vittima sarebbe proprio il diritto di proprietà, che verrebbe sostituito da un "diritto di accesso" studiato per offrire all'industria culturale il potere antidemocratico di controllare il modo in cui l'utente-consumatore fruisce dei suoi prodotti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Il sogno di Fogel
      per chi non e' pigro nella lettura ed e' piu interessato a CAPIRE piu che a schierarsi (prima di aver capito) l'articolo completo si puo trovare quihttp://eprints.rclis.org/archive/00002760/02/fogel.pdfin italianoCiao e leggete prima di sparare cazzate immani!
  • Anonimo scrive:
    Grandioso
    Hanno mersso il loro server su un sistema windows piratato.
  • Anonimo scrive:
    In italia c'è internetcrazia!
    Per chi non lo sapesse, in italia ci siamo noi di Internetcrazia, il partito degli utenti di internet! http://www.internetcrazia.org
  • Anonimo scrive:
    Ci vorrebbe anche in Italia !
    Ci vorrebbe anche in Italia una iniziativa del genere, magari alle prossime elezioni europee con il sistema proporzionale !
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci vorrebbe anche in Italia !
      se qualcuno fonda questo partito, io lo voto
      • Anonimo scrive:
        Re: Ci vorrebbe anche in Italia !
        - Scritto da: Anonimo
        se qualcuno fonda questo partito, io lo votolol la solita mentalita' italiana del far fare le cose agli altri :D
        • Anonimo scrive:
          Re: Ci vorrebbe anche in Italia !
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo

          se qualcuno fonda questo partito, io lo voto

          lol la solita mentalita' italiana del far fare le
          cose agli altri :DMagari ha soltanto meno di 25 anni (soglia per la camera, per il senato sono 40 anni).
    • Hyde scrive:
      Re: Ci vorrebbe anche in Italia !
      - Scritto da: Anonimo
      Ci vorrebbe anche in Italia una iniziativa del
      genere, magari alle prossime elezioni europee con
      il sistema proporzionale !in Italia il partito dei pirati starebbe al 95%.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ci vorrebbe anche in Italia !
      - Scritto da: Anonimo
      Ci vorrebbe anche in Italia una iniziativa del
      genere, magari alle prossime elezioni europee con
      il sistema proporzionale !non servono le europeeil sistema proporzionale lo avremo anche alle poltiche grazie a mister b.
  • ishitawa scrive:
    errore strategico
    per me "partito dei Pirati" è un errore perchè troppo attaccabile vista l'accezione negativa di "pirateria=furto"qualcosa come partito per i diritti digitali o libertà digitali forse era meglioe per chi pensasse che "ma è la stessa cosa", mi viene sempre in mente una disquisizione mi sembra di Orwell che confronta i termini "ComInter" che fa pensare ad un austera sala di riunioni con vecchi barbogi sovietici con il petto pieno di medaglie e decorazioni e "Internazionale Comunista" che invece richiama alla memoria piazze piene di gente che sventola bandiere rosse e il tizio alla Peppone sopra il palco che arringa
    • Anonimo scrive:
      Re: errore strategico
      Facevo anc'io un ragionamento simile, forse potrebbero prendersi i loro seggi ma il nome in seguito potrebbe diventare anomalo;forse se fosse qualcosa tipo 'partito per internet' sarebbe stato piu' adatto;ricordo anche pero' che noi stiamo pensando da italiano, non sono in grado di sapere cosa passi per le loro teste anche se non penso sia molto diverso del pensiero del resto degli europei ma soprattutto no nsappiamo la situazione del loro paese;nel senso che la scelta potrebbe essere stata fatta in base ad una ragione particolare o stiano cavalcando l'onda a seguito di problemi dei consumatori la cui origine stia proprio a coloro a cui si oppongono.Bisognerebbe conoscere qualche svedese che segue un po' levoluzione del paese e che sia molto presente in rete e chiedergli un chiarimento.
    • Riot scrive:
      Re: errore strategico
      - Scritto da: ishitawa
      per me "partito dei Pirati" è un errore perchè
      troppo attaccabile vista l'accezione negativa di
      "pirateria=furto"
      qualcosa come partito per i diritti digitali o
      libertà digitali forse era meglioSecondo me invece non è pensata così male.Se l'avessero chiamato partito delle libertà digitali nessuno se lo sarebbe filato.Diciamo la verità, la maggior parte delle persone è completamente igorante sul tema e quelli che ne sanno qualcosa sono gli stessi in grado di comprendere la scelta del nome e di dare il loro voto.
    • Anonimo scrive:
      Re: errore strategico
      Non sono daccordo.pirateria = furto è un equazione falsa, che una (o molte)campagna pubblicitaria piuttosto odiosa sta cercando di fare entrare nella testa della gente.Un partito dei pirati potrebbe essere il modo migliore per fare entrare nella testa della gente cose che a noi sembrano ovvie, tipo che i pirati informatici veri non sono quelli che le multinazionali chiamano pirati, che copiare è qualcosa ben lontano dal rubare, che proprio chi urla al furto di contenuti digitali non è il soggetto più indicato per lamentarsi di qualcosa.Insomma, io da quando mi sento equiparato ai criminali tendo a provare molta più simpatia per i criminali stessi che per le forze dell'ordine...non mi sembra un bel risultato, non è giusto, ma è questo l'effetto.Se invece qualcuno "alza la bandiera dei pirati" come bandiera della libertà digitale, sono ben felice di appoggiarli: ebbene si, sono un "pirata" e ne vado fiero.Non so se rendo l'idea.
      • ishitawa scrive:
        Re: errore strategico
        hai ragione e anch'io la penso cosidicevo che "sul pubblico" il termine pirata ormai ha una connotazione negativa e quindi sembra che si voglia fare il partito di quelli che vogliono prendere senza pagare
      • Anonimo scrive:
        Re: errore strategico
        - Scritto da: Anonimo
        Non sono daccordo.
        pirateria = furto è un equazione falsa, che una
        (o molte)campagna pubblicitaria piuttosto odiosa
        sta cercando di fare entrare nella testa della
        gente.

        Un partito dei pirati potrebbe essere il modo
        migliore per fare entrare nella testa della gente
        cose che a noi sembrano ovvie, tipo che i pirati
        informatici veri non sono quelli che le
        multinazionali chiamano pirati, che copiare è
        qualcosa ben lontano dal rubare, che proprio chi
        urla al furto di contenuti digitali non è il
        soggetto più indicato per lamentarsi di qualcosa.

        Insomma, io da quando mi sento equiparato ai
        criminali tendo a provare molta più simpatia per
        i criminali stessi che per le forze
        dell'ordine...non mi sembra un bel risultato, non
        è giusto, ma è questo l'effetto.

        Se invece qualcuno "alza la bandiera dei pirati"
        come bandiera della libertà digitale, sono ben
        felice di appoggiarli: ebbene si, sono un
        "pirata" e ne vado fiero.

        Non so se rendo l'idea.Vangelo!
    • Anonimo scrive:
      Re: errore strategico
      - Scritto da: ishitawa
      per me "partito dei Pirati" è un errore perchè
      troppo attaccabile vista l'accezione negativa di
      "pirateria=furto"Guarda, io lo voterei di sicuro.La ragione per cui lo voterei è molto molto semplice... le Major e in generale coloro che hanno scritto la legge sul copyright odierna hanno derubato la gente di diritti che prima aveva allungando ben oltre il necessario i termini del copyright stesso per proteggere NON gli interessi degli autori ma gli interessi delle Major stesse (non a caso ogni volta che il copyright su Topolino sta per scadere ecco che qualcuno se ne esce con la proposta di legge di allungare ulteriormente il copyright derubando così la gente della propria cultura al fine di continuare a guadagnarci con tale sorcio).Senza contare la schifezza del crimine penale... come se copiando un CD avessi ammazzato qualcuno.Insomma... le posizioni di questi signori sono fondamentaliste e spinte dall'unico intento di DERUBARE la gente, a tali posizioni fondamentaliste non si può fare a meno che rispondere con altrettanta forza.Ben venga il partito dei "pirati", speriamo che qualcosa di simile sia fatta anche in Italia. Se lo fanno io li voto senza se e senza ma.
      • Anonimo scrive:
        Re: errore strategico
        Perchè se qualcuno (majors, artista, etc.) vuole lasciare per se stesso un'opera culturale (e permettere al max. di farne usufruire in certi modi) stà privando la gente di qualcosa .... di cultura.In fondo è roba sua, stà a lui (o alla sua società) decidere se regalarla o addirittura nemmeno farla conoscere.
        • Anonimo scrive:
          Re: errore strategico
          - Scritto da: Anonimo
          In fondo è roba sua, stà a lui (o alla sua
          società) decidere se regalarla o addirittura
          nemmeno farla conoscere.Peccato che qui NON stiamo parlando di una "proprietà".1) Qui non stiamo parlando degli autori, ma delle Major. Le leggi del copyright attuale proteggono _le Major_, non certo gli autori che sono morti da decenni quando scade il copyright sulle loro opere;2) Non vedo proprio perché questi signori debbano essere pagati per un lavoro per decenni quando in qualsiasi altro lavoro se ti va bene vieni pagato per un ristretto periodo o addirittura una volta solamente;3) Le opere dell'ingegno SONO la cultura di un popolo, le leggi del copyright nascono con l'UNICO scopo di permettere agli autori di sopravvivere del proprio lavoro, non certo per permettergli di derubare la gente a tempo indeterminato (come invece capita oggi);4) Originalmente il copyright proteggeva SOLO quella particolare opera, non le opere da essa derivate (incluse le traduzioni) perché NON è giusto che un autore ci guadagni anche dal lavoro altrui, oggi invece il copyright è tanto esteso che, probabilmente, se vai a guardare anche tua nonna appartiene alla SIAE;5) Una volta che tu rendi pubblica una tua opera essa diviene parte della cultura del tuo popolo, solo in questo modo si può garantire il continuo fiorire di nuove idee, nuove opere e il progresso dell'intero popolo (immagina se non si potesse usare Dante a scuola o se i libri di testo di Italiano dovessero pagare "tanto al kilo" per ogni poesia che contengono... i prezzi sarebbero inaccessibili per chiunque). Tu, quando crei una poesia, una canzone, ecc. non l'hai certo "tirata fuori dal nulla", ma ti sei basato sulla conoscenza che hai acquisito studiando le opere di molti altri prima di te. Se questa conoscenza ti fosse stata preclusa non avresti certo potuto creare nulla perché, in un certo senso, qualunque opera è un lavoro derivato (derivato appunto dalla cultura del popolo cui appartieni). In pratica lo scopo del copyright NON è quello di difendere una tua proprietà, ma semplicemente permetterti di vivere delle tue opere senza però danneggiare il progresso e la cultura del tuo popolo... oggi quando si pensa al copyright si pensa ad una "proprietà" (intellettuale), questo non è altro che il concetto di "copyright" snaturato dai suoi intenti (buoni) iniziali a danno di tutti tranne che delle Major. Non mi stupisce il fatto che ti poni domande come quelle di cui sopra perché oggi il concetto di copyright è snaturato e non corrisponde affatto al concetto di copyright originale che DIFENDEVA la cultura permettendo agli autori di vivere con le proprie opere.Oggi, il copyright è un'arma per mandare in galera ragazzini e permettere ai soliti 4 porci di straguadagnarci e di vivere in ville lussuose e comprarsi la Ferrari e il barcone al mare.Se conoscessi cos'è il copyright, non quello di oggi, ma quello che intendevano i nostri nonni, saresti schifato da come esso sia cambiato ai danni della cultura e del tuo stesso popolo grazie ai soliti politici corrotti e senza cervello che si sono lasciati abbindolare da quattro furbi che hanno tutto l'interesse a mantenerti nella più assoluta ignoranza.Il copyright serve a PROMUOVERE la cultura di un popolo, non gli interessi di qualche privato.L'intento del copyright originale era quello di permettere all'autore di guadagnare (il giusto) dal suo lavoro e dopo un certo numero LIMITATO di anni di far entrare tale opera nella cultura del suo popolo arricchendo quindi la GENTE. Inizialmente il copyright durava poco più di un decennio (eventualmente rinnovabile per un altro decennio circa nel caso l'autore ne facesse richiesta), in questo modo le opere potevano permettere all'autore di VIVERE con il suo lavoro e le opere che non fruttavano più nulla per l'autore diventavano parte della cultura generale in un tempo limitato.Oggi il copyright serve unicamente a RUBARE.==================================Modificato dall'autore il 10/01/2006 17.44.12
          • Anonimo scrive:
            Re: errore strategico
            - Scritto da: Wakko Warner
            - Scritto da: Anonimo

            In fondo è roba sua, stà a lui (o alla sua

            società) decidere se regalarla o addirittura

            nemmeno farla conoscere.

            Peccato che qui NON stiamo parlando di una
            "proprietà".
            1) Qui non stiamo parlando degli autori, ma delle
            Major. Le leggi del copyright attuale proteggono
            _le Major_, non certo gli autori che sono morti
            da decenni quando scade il copyright sulle loro
            opere(...)quoto tutto!e aggiungohttp://www.wumingfoundation.com/http://www.iquindici.org/( e in particolarehttp://www.iquindici.org/content.php?article.51)
  • Anonimo scrive:
    cazzùti. tanti auguri a loro.
    credo che né dalle nostre parti, né negli USA ci si riuscirà più ... ci stiamo sovietizzando e presto saremo cinesi e schiavizzati
    • Riot scrive:
      Re: cazzùti. tanti auguri a loro.
      - Scritto da: Anonimo
      credo che né dalle nostre parti, né negli USA ci
      si riuscirà più ... ci stiamo *sovietizzando* e
      presto saremo cinesi e schiavizzatiForse intendevi dire *capitalizzando*: è questa infatti la forma finale del capitalismo, la plutocrazia.
  • kniv7s scrive:
    Bah, inaccessibile per i non-svedesi
    Non c'è neppure la dannata lingua inglese.Vabbè che il tutto è in ambito del loro paese, ma per informazioni e varie l'inglese non può non esserci.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bah, inaccessibile per i non-svedesi
      - Scritto da: kniv7s
      Non c'è neppure la dannata lingua inglese.

      Vabbè che il tutto è in ambito del loro paese, ma
      per informazioni e varie l'inglese non può non
      esserci.Non che in Italia stiamo messi molto meglio.Solo che essendo il sito di un partito nazionale a poco serve che sia leggibile anche all'estero non potendo raccogliere voti.Certo il supporto sarebbe maggiore. Magari per ora non hanno avuto tempo/mezzi per la traduzione.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bah, inaccessibile per i non-svedesi
      - Scritto da: kniv7s
      Non c'è neppure la dannata lingua inglese.

      Vabbè che il tutto è in ambito del loro paese, ma
      per informazioni e varie l'inglese non può non
      esserci.tu vedi una sezione inglese qui?vedi che "può non esserci" dunque.
      • Anonimo scrive:
        Re: Bah, inaccessibile per i non-svedesi
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: kniv7s

        Non c'è neppure la dannata lingua inglese.



        Vabbè che il tutto è in ambito del loro paese,
        ma

        per informazioni e varie l'inglese non può non

        esserci.

        tu vedi una sezione inglese qui?

        vedi che "può non esserci" dunque.the point informatic!
        • Bruco scrive:
          Re: Bah, inaccessibile per i non-svedesi
          - Scritto da: Anonimo
          the point informatic!Ma in inglese gli aggettivi non vanno sempre prima del nome?
    • an0nim0 scrive:
      Re: Bah, inaccessibile per i non-svedesi
      Ma se sono appena partiti i tipi, come puoi pretendere abbiano gia' un sito in inglese? E' gia' tantissimo che ne hanno uno nella loro lingua! Mica e' un'azienda, sono dei volontari! Da' tempo alle persone ...
      • Anonimo scrive:
        Re: Bah, inaccessibile per i non-svedesi
        Tanto non dice nulla di speciale a parte la tabellina di marcia sulla dx, nella quale tanto per iniziare devono presentare 2000 firme (su carta) entro il 5 febbraio.Da notare in 'Vad vill vi?' (cosa vogliamo) la proposta di abrogazione di tutti i brevetti immateriali e l'inosservanza di organismi quali Wipo, Wto (se gli Usa vogliono 'andarsene alle banane' :), loro no) ed anche le disposizioni Eu (se puo' la Francia possiamo anche noi, o come la Finlandia si comporto' con la prima EUCD adottata).Comunque certo li' tira un'aria diversa :)Augh(c64)(amiga)(linux)(bsd)
  • Anonimo scrive:
    Sarebbe da votarli!
    Sarebbe da votarli ! ;)
    • uguccione500 scrive:
      Re: Sarebbe da votarli!
      Oddio, qui in Italia si potrebbe optare per "il partito della patonza"...secondo me altro che minimo dei voti per essere presenti... :p :p :p
  • Anonimo scrive:
    LECITA REAZIONE
    Non è null' altro che la lecita reazione allo strapotere ILLEGALE delle Multinazionali dell' Impero del Male che usano la loro forza finanziaria e mafiosa per far approvare leggi che perpetuino ILLEGALMENTE il loro potere.Ben vengano queste iniziative.
    • SardinianBoy scrive:
      Re: LECITA REAZIONE
      - Scritto da: Anonimo
      Non è null' altro che la lecita reazione allo
      strapotere ILLEGALE delle Multinazionali dell'
      Impero del Male che usano la loro forza
      finanziaria e mafiosa per far approvare leggi che
      perpetuino ILLEGALMENTE il loro potere.
      Ben vengano queste iniziative.ovvio !
  • Anonimo scrive:
    Se dovessero vincere
    Gli altri schieramenti opportunamente unti riusciranno a rendere il partito fuorilegge ed a scioglierlo...
    • Anonimo scrive:
      Re: Se dovessero vincere
      - Scritto da: Anonimo
      Gli altri schieramenti opportunamente unti
      riusciranno a rendere il partito fuorilegge ed a
      scioglierlo...Quello non credo, sarebbe anticostituzionale.Più che altro qualcuno sa come si comporta la legge svedese sulla presentazione delle liste?In Italia devono raccogliere le firme solo i partiti che non hanno eletti al parlamento (e già questa è discriminazione...dovrebbero raccoglierle tutti).Di sicuro anche se superano il 4% difficilmente arriveranno molto sopra, quindi avranno possibilità legislativa, ma riguardo al far approvare qualcosa lo escludo. Perfino la comunistissima (oramai solo di nome) Cina fa di tutto per restare nel WTO figurarsi se la Finlandia fa qualcosa per uscirne...oggi se sei fuori dal WTO è peggio che avere l'embargo!
    • arlon scrive:
      Re: Se dovessero vincere
      - Scritto da: Anonimo
      Gli altri schieramenti opportunamente untiExtravergine d'oliva? :D
  • Anonimo scrive:
    Se nasce in Italia io lo voto
    Pronto a votarlo alle prossime elezioni. Chi si candida?
    • Anonimo scrive:
      Re: Se nasce in Italia io lo voto
      Li voterei anche io ;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Se nasce in Italia io lo voto
        idem
      • Anonimo scrive:
        Re: Se nasce in Italia io lo voto
        - Scritto da: Anonimo
        Li voterei anche io ;)Anche perchè non è che ci sia altro da votare...
        • Ubu re scrive:
          Re: Se nasce in Italia io lo voto
          Buon giorno,sono Ubu re presidente a vita del partito nazionale dei pirati (PnP). Intendo comunicarvi che il partito esiste ed è raggiungibile al sito http://www.pirata-informatico.it .Ora la parola al responsabile della propaganda Crazy.PSLo sappiamo che Crazy in realtà ci farà perdere una marea di voti, ma se lo meritava per la costanza dimostrata.
    • mr_setter scrive:
      Re: Se nasce in Italia io lo voto
      - Scritto da: Anonimo
      Pronto a votarlo alle prossime elezioni. Chi si
      candida?Beh credo non ci siano dubbi:- Kevin Mitnick- Raoul ChiesaChe dite vanno bene sti' due???.....osti, mi dimentico sempre che Condor non e' italiano, vabbe', possiamo votarlo lo stesso?:-))
      • Anonimo scrive:
        Re: Se nasce in Italia io lo voto
        Chiesa e Mitnick?!?!?ma sono due pregiudicati... :D scherzi a parte, il Condor non è italiano, e Chiesa è famoso perchè l'anno bustato... all'epoca sulla scena c'era gente che Nobody se lo mangiava a colazione..
    • Anonimo scrive:
      bravo: partito della bistecca
      - Scritto da: Anonimo
      Pronto a votarlo alle prossime elezioni. Chi si
      candida?bravo, come il partito della Bistecca... http://www.google.it/search?sourceid=navclient&hl=it&ie=UTF-8&rls=GGLD,GGLD:2003-39,GGLD:it&q=%22partito+della+bistecca%22
    • Anonimo scrive:
      Re: Se nasce in Italia io lo voto
      Gli italiani non sono in grado di fare cose molto più semplici, figurarsi fondare un partito volto a far rispettare il buonsenso e i diritti.Sciopero degli acquisti? naaa, non serve a nulla, tanto poi tutti compranoUso programmatico e massiccio di programmi di cifratura e di p2p anonimo? Naaa è roba da pedofili o da terroristi o da pirati (tanto sono tutti criminali uguali e andrebbero distrutti tutti senza pietà)Associazioni di utenti che si sentono minacciati dai crescenti attacchi alle libertà dei consumatori? Naaa non serve...e chi più ne ha più ne metta
      • fabiovolo scrive:
        Re: Se nasce in Italia io lo voto
        Disfattisti che appena uno ha una proposta furba dicono che non si può fare. Di quelli ce n'è a bizzeffe.
    • Anonimo scrive:
      Re: Se nasce in Italia io lo voto
      - Scritto da: Anonimo
      Pronto a votarlo alle prossime elezioni. Chi si
      candida?Non ho voglia di candidarmi ma li voterei ad occhi chiusi :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Se nasce in Italia io lo voto
      Ci siamo noi di Internetcrazia, il partito degli utenti di internet. Fatevi sotto! http://www.internetcrazia.org
    • otacu scrive:
      Re: Se nasce in Italia io lo voto
      - Scritto da: Anonimo
      Pronto a votarlo alle prossime elezioni. Chi si
      candida?Sarebbe la volta buona che voto
      • Anonimo scrive:
        Re: Se nasce in Italia io lo voto
        - Scritto da: otacu
        Sarebbe la volta buona che votobhe forse bisognerebbe andare a votare cmq, almeno per rispetto delle persone che hanno lottato e/o sono morte per farti avere questo DIRITTO ..............
  • Anonimo scrive:
    Un sito in ASPX
    ...capisco.... grandi esperti di microsoft windows, evidentemente :D
    • Anonimo scrive:
      Re: Un sito in ASPX
      Attento, che con questa trollata, zio George ti manda i federali a casa...
    • Anonimo scrive:
      Re: Un sito in ASPX
      - Scritto da: Anonimo
      ...capisco.... grandi esperti di microsoft
      windows, evidentemente :DLa dichiaro in arrestohttp://punto-informatico.it/p.asp?i=57138&r=PI
    • Anonimo scrive:
      Re: Un sito in ASPX
      - Scritto da: Anonimo
      ...capisco.... grandi esperti di microsoft
      windows, evidentemente :Din che senso? scusate l'ignoranza
      • Anonimo scrive:
        Re: Un sito in ASPX
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        ...capisco.... grandi esperti di microsoft

        windows, evidentemente :D

        in che senso? scusate l'ignoranzaUsano aspx http://aerohost.com/DotNet-aspx.htmsu IIS (web server) di microsoft.
        • Anonimo scrive:
          Re: Un sito in ASPX
          Al di là del linguaggio utilizzato, quello che dite non è mica serio.Voi che deliberate sulla libertà di informazione - qua e là - non potete rinnegare Microsoft anche se va contro i vostri principi.La vostra è pure contraddizione.Asp.Net è un buon linguaggio con un framework alle spalle molto completo, e non si può pregiudicare l'operato di quelle persone - tra l'altro il lavoro sarà stato affibiato, indi non sono da incolpare - solo in vista di questa scelta progettuale / di codifica.Magari in Svezia di linguaggi server-side non se ne conoscono molti, magari non c'è una community di programmatori in php come c'è in Italia (e nel mondo).Anche in Italia sono stati messi in disparte linguaggi potenzialmente diffusi nel resto del mondo, vedi Haskell e Dylan (vado OT poichè non lato server).
          • Anonimo scrive:
            Re: Un sito in ASPX
            - Scritto da: Anonimo
            Al di là del linguaggio utilizzato, quello che
            dite non è mica serio.
            Voi che deliberate sulla libertà di informazione
            - qua e là - non potete rinnegare Microsoft anche
            se va contro i vostri principi.
            La vostra è pure contraddizione.parli da solo? hai troppi pregiudizi?Hai sbagliato a quotare?Quando dici voi, a chi ti stai rivolgeno?
          • Anonimo scrive:
            Re: Un sito in ASPX

            Al di là del linguaggio utilizzato, quello che
            dite non è mica serio.
            Voi che deliberate sulla libertà di informazione
            - qua e là - non potete rinnegare Microsoft anche
            se va contro i vostri principi.
            La vostra è pure contraddizione.e invece la contraddizione la dimostrano in pieno questi politopirati.sono contro le multi ma poi utilizzano una tecnologia lato server del piu grande monopolista informatico... complimentidel tipo: metto in piedi un partito anti OGM ma poi mi fermo alla sera per un bocconcino al McDonald.
            Magari in Svezia di linguaggi server-side non se
            ne conoscono molti, magari non c'è una community
            di programmatori in php come c'è in Italia (e nel
            mondo).ma hai delle prove per sostenere questo o sono pure allucinazioni che ti passano per la testa?non so se ne sei al corrente, ma qui in Itaglia siamo agli ultimi posto tra i cosidetti paesi ricchi, nella graduatoria di utilizzo e conoscenze informatiche.
          • Anonimo scrive:
            Re: Un sito in ASPX
            - Scritto da: Anonimo
            Al di là del linguaggio utilizzato, quello che
            dite non è mica serio.
            Voi che deliberate sulla libertà di informazione
            - qua e là - non potete rinnegare Microsoft anche
            se va contro i vostri principi.
            La vostra è pure contraddizione.

            Asp.Net è un buon linguaggio con un framework
            alle spalle molto completo, e non si può
            pregiudicare l'operato di quelle persone - tra
            l'altro il lavoro sarà stato affibiato, indi non
            sono da incolpare - solo in vista di questa
            scelta progettuale / di codifica.
            Magari in Svezia di linguaggi server-side non se
            ne conoscono molti, magari non c'è una community
            di programmatori in php come c'è in Italia (e nel
            mondo).
            Anche in Italia sono stati messi in disparte
            linguaggi potenzialmente diffusi nel resto del
            mondo, vedi Haskell e Dylan (vado OT poichè non
            lato server).Il fatto e' che per loro stessa natura NON possono usare Linux.Usano solo roba M$ piratata.Linux essendo open non e' piratabile.
          • Anonimo scrive:
            Re: Un sito in ASPX
            magico mi hai anticipato di poco ^^
        • ammatwain scrive:
          Re: Un sito in ASPX

          Usano aspx http://aerohost.com/DotNet-aspx.htm
          su IIS (web server) di microsoft.Se sono delle copie piratate questi signori sono perfettamente coerenti al programma
    • sterlina scrive:
      Re: Un sito in ASPX
      - Scritto da: Anonimo
      ...capisco.... grandi esperti di microsoft
      windows, evidentemente :Dprobabilmente ti è sfuggito un dettaglio: quello che vogliono combattere non è il diritto di proprietà intellettuale, ma il modo in cui le grandi corporazioni fanno valere i loro diritti
    • Anonimo scrive:
      Re: Un sito in ASPX
      potevi fare un'intervento più intelligente?!Comunque conoscendo un pò il sistema svedese, non sono certo che tutti gli altri partiti, se questo partito otterrà voce in capitolo nel parlamento svedese, si coalizzeranno per bloccarlo. SENZA FUOR DI DUBBIO ciò sarebbe accaduto in Italia, nei paesi del nord spesso tutto è più trasparente.
    • avvelenato scrive:
      Re: Un sito in ASPX
      - Scritto da: Anonimo
      ...capisco.... grandi esperti di microsoft
      windows, evidentemente :Dchiaro, non si farebbero chiamare "partito dei pirati" se usassero l'opensorcio, mica si può piratare linux! 8) .==================================Modificato dall'autore il 10/01/2006 7.13.11
      • Neo22 scrive:
        Re: Un sito in ASPX
        :D :D :D Grande avvelenato!Più in generale e in riferimento agli altri commenti: capisco la legittima pretesa di coerenza, però non è detto che la scelta di una piattaforma MS per il loro sito sia una loro libera scelta... magari mi sono rivolti ad una web agency di un amico che gli ha fatto un prezzo sostenibile ma che usa tecnologia di zio bill...Insomma, mi sembrano critiche eccessive ad una lodevole iniziativa. Speriamo che non si mettano a pedinarli per vedere se vanno a casa di un amico che li invita a giocare con XBox e quindi tacciarli di incoerenza... :s
    • Anonimo scrive:
      Re: Un sito in ASPX
      - Scritto da: Anonimo
      ...capisco.... grandi esperti di microsoft
      windows, evidentemente :Dma per piacere... prima di sparare una manica di ca**ate cosi a casaccio, almeno prima impara e informati perbenino... su... dai un'occhiatina al codice e scoprirai come non compaia traccia del tuo odiato .net, magari hanno usato mono? inoltre ci sono piu' tag "form" indice sicuro di non aver usato il .net (1.1), visto che ne supporta uno solo per pagina. E se non ti basta, impara anche che a un web server puoi dargli anche i .trollazzo come estensione, e farla eseguire al php, al js o quel che ti pare... hai per caso pensato a una loro diretta provocazione nell'utilizzare .aspx?
      • Anonimo scrive:
        Re: Un sito in ASPX
        ... e poi se la microsoft dovesse fallire nella produzione di sistemi operativi, allora potrebbe CON MERITO puntare sulla produzione di videogiochi e console. Che ne pensate? Se le tecnologie per lo sviluppo e i suoi sistemi operativi a volte (direi SPESSO) hanno basi traballanti, i giochi da loro prodotti sono in una parola SUPERBI. Provare i vari Age of Empires per credere!Cmq, I...Think Different! .... and I'm proud to!
    • Anonimo scrive:
      Re: Un sito in ASPX
      Anche se magari e' una trollata, questo discorso fila, ammesso che il partito si dichiari formato da hackers, cosa che dall'articolo pero' non emerge. In fondo se c'e' una categoria che vive tranquillamente senza mai dover piratare niente e' proprio quella degli utilizzatori di free software :).
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