Taser, strumento di morte

Un nuovo studio evidenzia la pericolosità delle armi elettriche realizzate dalla omonima società statunitense. Che però si giustifica: poche morti su milioni di elettroshock anti-criminali non sono una prova
Un nuovo studio evidenzia la pericolosità delle armi elettriche realizzate dalla omonima società statunitense. Che però si giustifica: poche morti su milioni di elettroshock anti-criminali non sono una prova

Le armi Taser fanno male, anzi possono uccidere: la nuova accusa alla pericolosità insita nell’uso delle pistole elettro-sparanti arriva da uno studio pubblicato sulla rivista Circulation edita dalla American Heart Association , secondo cui l’impiego delle suddette armi può portare alla morte.

Incentrato sull’uso della pistola TASER X26 ECD , lo studio ha preso in esame otto casi di morte riconducibili all’arma: l’elettroshock provocato dalla scarica elettrica di un Taser, dicono gli esperti, “può causare un blocco elettrico del cuore e provocare un arresto cardiaco”.

Insomma, i 50mila volt “sparati” da un Taser uccidono, sostiene lo studio. Taser International non è chiaramente d’accordo: oltre a mostrare in bella vista sul sito dell’azienda un contatore di vite potenzialmente salvare dai Taser, il CEO Steve Tuttle dice che “ci sono stati 3 milioni di utilizzi di dispositivi Taser in tutto il mondo”, solo otto dei quali presi in esame dallo studio.

Studio che, continua Tuttle, in definitiva “non contiene un’associazione di causa ed effetto e non riesce a valutare accuratamente il rapporto rischi-benefici delle migliaia di vite salvate dalla polizia con i dispositivi Taser”.

Alfonso Maruccia

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04 05 2012
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