Telecom circondata. Flat-rate al centro

L'Autorità TLC contesta tre violazioni di legge mentre Albacom rincara la dose premendo sul fronte flat affinché l'offerta connettività-canone sia estesa a tutti gli operatori. Indagini su Telecom a Torino
L'Autorità TLC contesta tre violazioni di legge mentre Albacom rincara la dose premendo sul fronte flat affinché l'offerta connettività-canone sia estesa a tutti gli operatori. Indagini su Telecom a Torino


Roma – Momento caldo, caldissimo per Telecom Italia, che sembra finita sotto il fuoco di fila dei concorrenti, dell’Autorità TLC e dei magistrati di Torino nel giro di pochissime settimane.

Ieri l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni ha deciso di dare seguito al ricorso che quasi un anno fa presentarono 27 aziende competitor di Telecom Italia, ricorso nel quale si sostiene che l’ex monopolista abbia adottato tattiche anti-concorrenziali e di abuso del mercato per “tenere a bada” i concorrenti. Una tesi sempre negata con forza da Telecom Italia.

Ma oggi i commissari dell’Autorità TLC hanno deciso di contestare all’azienda di Roberto Colaninno ben tre specifiche violazioni del mercato. Una decisione che si è avuta dopo le relazioni dei commissari Manacorda e Monaci che hanno messo in evidenza i risultati degli accertamenti avviati da lungo tempo dall’Autorità. L’obiettivo è ora quello di concludere l’istruttoria prima della pausa estiva.

Ma in queste ore a preoccupare Telecom Italia ci pensa anche Albacom, uno degli operatori che in tempi recenti ha visibilmente manifestato la propria insofferenza per le pratiche di mercato dell’ex monopolista. Un “attacco” che va dritto al caldissimo fronte della flat-rate, uno degli argomenti di maggiore interesse per gli utenti internet.

La compagnia telefonica, infatti, ha chiesto all’Autorità TLC di intervenire in tempi rapidissimi per fare anche in Italia quello che già si è fatto all’estero, ovvero imporre all’ex monopolista il varo di una infrastruttura tariffaria chiara per i servizi flat, una tariffa “a canone” che finora era stata concessa solo a Galactica (in via “sperimentale” secondo Telecom Italia e in via “programmatica” secondo Galactica, una diversità di vedute che sta provocando uno scontro tra le due aziende).

De Giovanni, direttore finanziario di Albacom, ha spiegato: “Gli operatori hanno chiesto a Telecom Italia di introdurre il canone, e questo è stato concesso solo a Galactica. Gli operatori penalizzati hanno così protestato”. L’azienda, dunque, “sta facendo pressione sull’Autorità per introdurre il canone, per avere così una maggiore flessibilità e una struttura dei costi controllabile, per pagare flat e incassare flat”.


E’ una speranza condivisa dalle migliaia di utenti internet italiani che in questi mesi si sono scontrati con molti fornitori di flat che non hanno saputo in alcun modo fronteggiare le attese, da Galactica ad Edi&Sons senza dimenticare InternetNoStop di Wind e persino Libero@Sogno di Infostrada… In ballo, per Albacom e gli altri, ci sono le modalità dell’interconnessione per i servizi di accesso ad internet, una questione che appare “elemento chiave” per il futuro della flat-rate in Italia.

Galactica, intanto, per bocca del nuovo amministratore delegato Carlo Loi, succeduto al fondatore dell’azienda Lorenzo Podestà, ha ribadito quanto già scritto dall’azienda in una lettera agli utenti nei giorni scorsi, e cioè: “Abbiamo avuto fino ad ora un contratto di questo tipo, ma adesso Telecom Italia ha deciso di rescinderlo e di offrire l’interconnessione con la tariffa a minuti. Siamo quindi nella situazione di tutti gli altri operatori e intendiamo condurre insieme a loro la battaglia per ottenere l’interconnessione a canone fisso, una condizione indispensabile per la nostra offerta ai clienti”.

Come se non bastasse, su Telecom Italia sembra abbattersi un ciclone giudiziario. Nella giornata di ieri, infatti, si sono svolte perquisizioni nelle sedi Telecom di Milano e Torino e la Procura di Torino avrebbe inviato avvisi di garanzia ai dieci amministratori Telecom. Quest’ultima ha sottolineato di aver fornito alla Procura tutti gli elementi che di recente erano stati chiesti spiegando che “nessun amministratore o dirigente del gruppo è stato raggiunto da avvisi di garanzia”.

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05 07 2001
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