Telecom condannata per servizi non richiesti

Non si possono fatturare servizi che non siano stati voluti dall'utente. Lo stabilisce una sentenza che potrebbe rendere la vita più facile ai consumatori. Che si dicono soddisfatti
Non si possono fatturare servizi che non siano stati voluti dall'utente. Lo stabilisce una sentenza che potrebbe rendere la vita più facile ai consumatori. Che si dicono soddisfatti


Benevento – I servizi non richiesti non devono essere fatturati. E nemmeno attivati, a dire il vero. Sembra ovvio, ma capita anche che si debba arrivare ad una sentenza per stabilirlo. E così il Giudice di Pace di Benevento ha condannato Telecom Italia al risarcimento dei danni procurati ad un consumatore, per l’attivazione di un servizio non richiesto.

A comunicarlo è il Movimento Difesa del Cittadino , che descrive la situazione. Il caso su cui si è espresso il Giudice riguardava l’attivazione di una opzione tariffaria Teleconomy. Benché “economy” non fosse gradita al consumatore, questi se l’era vista addebitare, ricevendo svariate fatture che riportavano l’ammontare di 93,30 euro per l’attivazione dell’opzione tariffaria.

Dopo una serie di reclami inoltrati all’azienda, seguiti da un vano tentativo di conciliazione, l’utente si era visto costretto a pagare dietro la minaccia del distacco della linea.

Non domo, si era però rivolto al Giudice di Pace, che gli ha dato ragione, condannando Telecom al risarcimento del danno, poiché l’azienda non è stata in grado di provare che il servizio Teleconomy le fosse stato richiesto attraverso la produzione di un regolare contratto sottoscritto dall’utente.

Secondo il Giudice “mancando una causa giustificatrice del pagamento, va affermata l’arbitraria attivazione del servizio e va riconosciuto il diritto dell’utente alla disattivazione del servizio ed al risarcimento del danno oltre gli interessi”.

“La Sentenza – spiega l’avvocato Francesco Luongo, legale e responsabile del Dipartimento Nazionale TLC del Mdc – è particolarmente significativa ai fini della lotta che da tempo il Movimento porta avanti contro il flagello dei servizi non richiesti, ma regolarmente fatturati ai consumatori in bolletta. La decisione del Giudice conferma chiaro l’elementare principio giuridico secondo cui per addebitare in una fattura telefonica il costo di servizi accessori è necessario che l’utente abbia stipulato un regolare contratto, come previsto dal Decreto legislativo n. 185/99 “.

E genera un importante precedente che sarà caro a tutti gli utenti insoddisfatti per l’attivazione non richiesta di servizi addebitati in bolletta.

Dario Bonacina

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06 11 2005
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