The Daily, anche gratis

Già online la versione pirata della rivista quotidiana in app di News Corp. Normale, dicono dalla redazione: ma invitano a sfogliare, pagando, su iPad

Roma – Si chiama The Daily: Indexed l’hack che ha fatto finire online la rivista quotidiana di News Corp destinata, teoricamente, a rimanere in esclusiva per gli utenti iPad statunitensi.

Andy Baio, questo il nome del responsabile dell’iniziativa, si è limitato a linkare gli articoli della rivista trovati online (così come permette di fare l’app trasformandoli in screenshot visibili anche ai non abbonati) su un blog Tumblr creato ad hoc. Un hack che gli è costato appena – dice – 20 minuti di tempo.

Di fatto il Tumblr non ufficiale crea una funzione (l’indice) che di base nell’app non c’è, sostituita da una cover flow dinamica.

“Senza un indice degli articoli disponibili online è veramente scomodo trovarli sul Web” spiega Baio. Inoltre, spiega, si tratta di un servizio utile anche ai lettori paganti: “Dal momento che l’app sembra mostrare solo gli articoli della giornata, cercare quelli passati è quasi impossibile anche per loro”.

Pur rappresentando un competitore gratuito all’app a pagamento, sul Web gli articoli linkati non hanno lo stesso appeal della piattaforma per cui sono pensati: sia per la grafica che per i contenuti multimediali e le foto, molte delle quali non sono disponibili online.

Baio ha detto di essere “curioso della reazione di The Daily”, pur pensando che “sia completamente legittimo: sono articoli pubblici sul Web per cui è prevista la possibilità di link”.

Greg Clayman, editore di The Daily , ha calcato proprio su questo punto, affermando che “non è una sorpresa che la gente voglia condividere i nostri contenuti”: i quali però sono “preparati per i tablet”, e per questo spera che “i lettori lo apprezzino sia per gli articoli che per l’esperienza completa”. Non ha tuttavia specificato se chiederà o meno la rimozione del Tumblr.

Claudio Tamburrino

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  • Piero Iannelli scrive:
    Da che ECO-pulpito viene la predica?
    Barry Schnitt, responsabile della comunicazione del social network, che ha precisato che il data center rispetta i parametri del risparmio energetico e che dopotutto la quantità di carbone utilizzata da Facebook non è di molto superiore a quella utilizzata nelle altre aziende nazionali. Inoltre non poteva mancare la stoccata preparata ad arte dagli 007 di FB: secondo i loro dati, il data center che Greenpeace ha affittato in Virginia per alimentare il server per il suo sito va al 46% a carbone, 41% nucleare, 8% gas naturale e solo il restante 4% circa va a rinnovabili. Da che pulpito viene la predica? FONTE:http://www.ecologiae.com/greenpeace-facebook-carbone/21407/
  • batman scrive:
    Re: Diamo un nuovo ultimatum
    * flawless victory *
  • pippO scrive:
    qualcosa stanno già facendo
    http://github.com/facebook/hiphop-php
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