Thread, il social network totale

Threads è il social network definitivo poiché aggiorna i nostri status in diretta ed in autonomia: grande potenziale, ma ne andrà misurato l'impatto.
Threads è il social network definitivo poiché aggiorna i nostri status in diretta ed in autonomia: grande potenziale, ma ne andrà misurato l'impatto.

Occhio a Thread, la nuova realtà social made in Facebook. Nasce da Instagram, per la verità, ma il tetto è quello offerto da Mark Zuckerberg. Occhio a Thread, proprio perché nasce da Zuckerberg, uno che in quanto a social non gli si può certo imputare inerzia o mancanza di aggressività imprenditoriale. Occhio a Thread, soprattutto, perché eleva il social networking ad una dimensione ulteriore.

Occhio a Thread, infine, anche se nascerà timidamente, anche se non sarà un immediato effetto “wow”. Occhio a Thread perché instaura un meccanismo automatico estremamente smart, che rischia di costruire un ponte ancor più diretto tra social network e vita reale, più e meglio rispetto a tutti gli altri social.

Thread, lo stato è automatico

Avevamo bisogno di un altro social network? Bella domanda, alla quale non risponderemo. Ma alla fin fine ogni social network che nasce ha un suo mercato specifico e la sua funzione ultima è quella di raccogliere quante più informazioni possibili dalla realtà per poterle inviare ad una realtà parallela. In questo passaggio viene a formarsi una raccolta dati massiva sulla quale costruire il profilo del singolo utente a fini pubblicitari.

Threads

La forza di Thread sta in questo: grazie alla cattura automatica di una serie di azioni per mezzo dei sensori dello smartphone, il social network è in grado di creare una sorta di live streaming della nostra vita. Perché? Perché è questa la pulsione che ha portato miliardi di persone su Facebook, centinaia di milioni di persone su Instagram, gran parte dei noi su WhatsApp e via discorrendo: perché così è, perché la nostra pulsione da animali sociali è più forte di qualsivoglia pudore, qualsivoglia timore sulla privacy e qualsivoglia resistenza al cospetto dell’indiscrezione di algoritmi altrui. Insomma, non c’è da spiegare perché si usino i social network, ma c’è da capire perché si dovrebbe usare proprio questo e perché Facebook l’abbia immaginato così.

Come funziona

  • Gli aggiornamenti sono continui, generando un flusso senza soluzione di continuità. Questo succederà grazie alla lettura dei sensori dello smartphone, come precisato dal servizio stesso: “Per usare lo stato automatico, devi consentire a Threads di accedere alla tua posizione. Threads usa la posizione per aggiornare il tuo stato in base alla tua posizione, al tuo movimento, al tuo livello di batteria e alla tua connessione di rete anche quando non stati usando l’app”. Sempre e comunque, insomma, in background. Il che significa avere una presenza social continuativa, sia pur se parziale, sia pur se leggera, sia pur se con condivisione limitata a pochi “amici stretti”. Gli aggiornamenti automatici di stato saranno del tipo “Fuori città”, “In carica”, “In aeroporto”, “Al bar”, eccetera;
  • gli aggiornamenti non richiedono uno sforzo preciso proprio perché automatici: non occorre investire del tempo, ma soltanto abilitare la funzione ed impreziosire il proprio flusso con inserti ad hoc. Le “storie” di Instagram viaggiano verso un nuovo livello, insomma, diventando un flusso ininterrotto all’interno di un palinsesto che ognuno di noi cucina involontariamente (pur se consapevolmente) per una ristretta cerchia di contatti;
  • l’app vive sulla fotocamera, laddove più diretta è la possibilità di contribuire alla creazione di contenuti attraverso le immagini: Thread scatta e invia in un tap, creando un modo estremamente smart di comunicare qualcosa a qualcuno in un istante. Non è WhatsApp, perché non svolge la funzione della chat: è piuttosto un flusso empatico continuativo, con il quale coinvolgere altre persone all’interno della propria dimensione immateriale e lasciarsi coinvolgere in quella altrui;
  • l’aggiornamento è riservato agli amici più stretti e l’app lo specifica immediatamente: “Threads è solo per te e le persone nella lista dei tuoi amici più stretti su Instagram”. Inoltre: “Sei tu a decidere quali conversazioni vuoi vedere su Threads. Non perderai l’accesso a nessuno dei tuoi messaggi su Instagram. Gli amici che non hanno Threads possono comunque ricevere i tuoi messaggi su Instagram”. L’app è insomma un canale privilegiato per l’upload dei contenuti, sapendo che la privacy è facilmente gestibile limitando la lista degli amici stretti per trasformare quest’esperienza in un social networking a numero chiuso.

Una bolla nella bolla, dove i contenuti sono informativi e diretti e dove il linguaggio potrebbe farsi estremamente smart e frammentato. Piccoli aggiornamenti, uno stillicidio di update, ma partendo da una base limitata di contatti. Una cosa è certa: Thread non è Instagram e non è nemmeno Facebook. Diverso e per questo motivo con un proprio potenziale peculiare. Quale? Molto dipende dal modo in cui verrà interpretato, dai linguaggi che abiliterà e dalle sinergie che verranno a crearsi con Instagram e con le sue community. Se funzionerà, Zuckerberg avrà a disposizione il social networking definitivo in grado di portare sui suoi server tutta la nostra vita; se non funzionerà, Zuckerberg non esiterà a spegnere i server per buttarsi in una nuova avventura.

Avevamo bisogno di un altro social network? La domanda, forse, ce la sta ponendo proprio Zuckerberg. La risposta la scriveremo tutti noi.

p.s. mentre vi stiamo scrivendo questo articolo, secondo Threads stiamo “passando il tempo”. Hey Zuck!

Come scaricare Threads

Threads è già fin da ora disponibile, anche in Italia. Non sempre è possibile trovarlo sul Play Store poiché l’aggiornamento dell’indice è in corso, tuttavia è possibile scaricarlo cliccando qui.

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04 10 2019
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