TIM e il certificato di VeriSign

Ne parla un lettore, avventuratosi sul sito dell'operatore per scoprire che la certificazione VeriSign di cui si fregia il sito è scaduta da diversi giorni. Problema di TIM o del sistema VeriSign?
Ne parla un lettore, avventuratosi sul sito dell'operatore per scoprire che la certificazione VeriSign di cui si fregia il sito è scaduta da diversi giorni. Problema di TIM o del sistema VeriSign?


Roma – Spett.le redazione di Punto informatico, vi scrivo per segnalarvi un fatto, come dire… curioso? Indice di pressapochismo? A voi il giudizio. Questa mattina mi trovavo in aula a tenere un corso ai colleghi del mio ufficio sulle “nuove tecnologie informatiche” quando, parlando di protocollo https, di certificati digitali e compagnia bella, per fare un esempio visivo mi è venuta la felice idea di andare sul sito della TIM nel quale ricordavo che c’era la possibilità di ricaricare online il proprio cellulare.

Sulla pagina dedicata fa bella mostra di sé il bollino con link alla pagina curata da VeriSign, che rilascia le certificazioni. Naturalmente, per dare l’esempio di cosa si trova quando un sito è certificato da un’autorità, vi ho cliccato sopra e, oh sorpresa!, la TIM ha il certificato scaduto dal 5 novembre.

A parte la figura con i colleghi, che vabbè, al limite l’ha fatta TIM e non io (anzi ci siamo fatti quattro risate tutti quanti), mi chiedo se è possibile che una società del genere scivoli su certe bucce di banana.

Cordiali saluti
Salvatore B.

Caro Salvatore
sono in tanti a dubitare che gli attuali sistemi di certificazione delle transazioni online, come quello di VeriSign, siano effettivamente funzionali allo scopo. Un po’ perché a rilasciare i certificati è in fin dei conti una società privata dai molti interessi e spesso criticata, un po’ perché sono molti i siti suoi clienti che non hanno certo bisogno di questi certificati per presentarsi. Di certo tra questi rientra il sito del maggiore operatore mobile italiano.
Mi chiedo dunque se TIM non abbia interesse a rimuovere quel bollino piuttosto che rischiare che scada la certificazione e, più in generale, se la sua validità possa o meno modificare l’approccio del consumatore al sito stesso.
Un saluto, Adele Chiodi

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12 11 2003
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