TIME: la rete è la vera rivoluzione

TIME: la rete è la vera rivoluzione

Nel giorno in cui RSF celebra Guillermo Farinas e la sua lotta per una rete libera a Cuba, TIME annuncia: sono gli utenti il Personaggio dell'anno
Nel giorno in cui RSF celebra Guillermo Farinas e la sua lotta per una rete libera a Cuba, TIME annuncia: sono gli utenti il Personaggio dell'anno

Cyber-dissidente 2006 : questo il premio di cui è stato insignito lo psicologo cubano Guillermo Farinas , a capo dell'agenzia di stampa indipendente Cubanacán Press.

Il motivo? Il regime di Cuba ha mutilato le attività dell'agenzia impedendo ai suoi reporter di usare Internet. Farinas, come sanno i lettori di Punto Informatico, ha reagito , manifestando il suo impegno con un clamoroso sciopero della fame durato più di sei mesi, per chiedere al governo una Rete libera per i giornalisti. E una Rete più libera per Cuba. È così che Reporters Sans Frontières gli ha riconosciuto il premio 2006 per la libertà di stampa, per essersi battuto in prima persona, per aver dimostrato al resto del mondo le violazioni dei diritti umani che il regime castrista esercita nei confronti delle voci indipendenti.

Internet è un efficace mezzo di denuncia , accessibile a molti e capace di garantire visibilità su una scala enorme. È un medium attraverso cui i giornalisti, e in generale il popolo cubano, potrebbero testimoniare quel che il regime maschera con il filtraggio e la selezione delle notizie.
Ma Cuba, uno dei tredici paesi ” nemici di Internet “, fa di tutto per arginare la diffusione delle notizie digitali “controrivoluzionarie” di giornalisti e netizen . Nessuno dei reporter dell'agenzia di Farinas può usare uno strumento come il fax per comunicare con l'estero: si devono arrangiare con i telefoni pubblici.

Con la scusante dell'embargo da parte degli USA, ai cittadini non è consentito inviare allegati nelle email, è permesso navigare soltanto sui siti vagliati dal governo, banditi i siti esteri. Le connessioni a Internet private sono pressoché inesistenti: l'accesso alla Rete è consentito presso le postazioni nei locali pubblici. Postazioni controllate da sistemi di alert e filtering.

C'è chi si batte per rendere libera la Rete, chi la usa come un medium di denuncia, c'è chi ogni giorno dà il suo contributo per arricchirla di contenuti. Ma non sono solo pochi, eroici singoli ad influenzare le sorti di Internet. Sono tutti coloro che compongono la Rete a plasmarla, arricchirla di contenuti e idee. Se la Rete fosse più libera questa dinamica potrebbe coinvolgere più voci e acquisire un valore ancora maggiore.

Per questo motivo TIME ha deciso che i protagonisti delle notizie del 2006, coloro che più hanno influenzato le vite di tutti siamo Noi, anzi Voi: Voi siete la “Persona dell'Anno” . Voi che siete assidui produttori di contenuti , voi che siete cittadini attivi della nuova democrazia digitale, voi che siete utenti di blog, che condividete immagini e video, che vi legate nelle social network su Internet.

TIME parla della Rete come di un assemblatore di contenuti provenienti dalle fonti più disparate, di uno strumento per condividerli e diffonderli, dando loro valore. Uno strumento del quale ha approfittato anche l'autorevole magazine: ha pubblicato su YouTube un video su questo riconoscimento, invitando tutti a intessere una rete di dialogo e di contributi (vedi a fondo pagina).

“Una volta erano i giornalisti ad avere il compito di portare le persone nei luoghi a cui non potevano accedere. Ma ora una madre a Baghdad può, con un video, mostrare le immagini dei bombardamenti” ha osservato Lev Grossman, giornalista di TIME. Ognuno in Rete può scambiare e condividere idee, ognuno in Rete è un potenziale reporter : attraverso i media personali e, ora, anche attraverso i servizi Reuters e Yahoo! , si può portare testimonianza delle realtà con cui si viene a contatto.

Il magazine descrive il Web 2.0 come un esperimento sociale di massa sul quale costruire solidarietà, grazie al quale le persone potrebbero imparare ad abbracciare l'alterità che si cela dietro lo schermo di un computer, a comprendere i problemi reali della persone che si esprimono liberamente in Rete.

Ammesso e non concesso, appunto, che la Rete sia libera. A Cuba, e non solo a Cuba, si rischiano vent'anni di carcere per la pubblicazione su siti esteri di articoli controrivoluzionari .

Ma ecco il video di TIME:

Gaia Bottà

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17 12 2006
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